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Sentenza

Sentenza n. 133/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'annullamento del diniego formatosi in seguito al silenzio serbato dal Comune di Campobasso sulla domanda di accesso agli atti presentata dall’interessato con atto avente prot. n. 56481 del 5 agosto 2025.

Giustizia amministrativa202500324

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise - Campobasso, Sez. ISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-diniego formatosi sull’istanza di accesso a titoli edilizi e atti istruttori relativi a interventi su un’area di proprietà della società controinteressata

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il silenzio-diniego formatosi sull’istanza presentata nell’agosto 2025, con cui aveva richiesto copia degli eventuali titoli edilizi e degli atti istruttori relativi a interventi edificatori su specifiche particelle catastali. Ha dedotto la violazione degli artt. 22 e seguenti della legge n. 241/1990, dell’art. 1 della medesima legge e dei principi di pubblicità, trasparenza e divieto di aggravamento del procedimento, nonché la violazione dell’art. 97 Cost. e l’eccesso di potere per sviamento. A sostegno della propria legittimazione, ha invocato sia la residenza in prossimità dell’area sia la qualità di legale rappresentante della società proprietaria di immobili limitrofi, richiamando una precedente sentenza che aveva riconosciuto il suo interesse all’accesso. Il Comune ha eccepito che, nelle more del giudizio, l’istanza era stata riscontrata con una nota del 7 ottobre 2025, comunicando l’inesistenza di titoli edilizi rilasciati per le particelle indicate e precisando che la società controinteressata non aveva trasmesso la documentazione istruttoria richiesta dall’Ufficio. La controinteressata ha inoltre dedotto la violazione del giudicato formatosi su una precedente sentenza e l’inesistenza dei documenti richiesti.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il silenzio-diniego inizialmente impugnato è stato superato dal successivo riscontro espresso del Comune del 7 ottobre 2025. Tale nota ha comunicato l’inesistenza di titoli edilizi relativi alle particelle indicate e ha fornito un riscontro anche alla generica richiesta di atti istruttori, precisando che la società controinteressata non aveva dato seguito alla richiesta documentale dell’Ufficio. Il Collegio ha comunque rilevato che il diniego espresso era coerente con l’inesistenza dei documenti richiesti. Richiamando la giurisprudenza del Consiglio di Stato, ha affermato che il diritto di accesso presuppone l’esistenza e la detenzione del documento da parte dell’amministrazione; non può essere esercitato rispetto a documenti meramente ipotizzati o eventuali. La dimostrazione dell’esistenza o detenzione del documento grava sul richiedente e può essere fornita anche in via presuntiva o indiziaria, ma non mediante mere supposizioni. Nel caso concreto, l’informazione informale riferita dal ricorrente non era sufficiente ad assolvere tale onere. Non gravava quindi sul Comune un ulteriore onere di dimostrare analiticamente l’inesistenza dei documenti nei propri archivi. Le spese sono state compensate per la particolarità delle questioni e per l’esito in rito.

Norme richiamate

  • art. 22, comma 1, lett. d), l. n. 241/1990

    documenti “detenuti da una pubblica amministrazione”

    Il diritto di accesso riguarda documenti già esistenti e detenuti dall’amministrazione.

  • art. 25, comma 2, l. n. 241/1990

    la richiesta di accesso debba essere rivolta “all’amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente”

    L’accesso deve essere richiesto all’amministrazione che ha formato o detiene stabilmente il documento.

  • art. 25, comma 4, l. n. 241/1990

    Il silenzio serbato sulla richiesta di accesso è stato qualificato come silenzio-diniego, successivamente superato dal riscontro espresso dell’amministrazione.

  • art. 2697, comma 1, c.c.

    L’esistenza o detenzione del documento costituisce elemento costitutivo della pretesa ostensiva e deve essere provata dal richiedente, anche mediante presunzioni o indizi, ma non con mere supposizioni.

  • art. 4 d.P.R. n. 160/2010

    Il Comune ha richiamato tale disposizione per individuare lo SUAP quale ufficio competente per materia, rilevando che l’istanza era stata indirizzata all’Ufficio Urbanistica.

  • art. 97 Cost.

    La violazione del principio di buon andamento è stata dedotta dal ricorrente, ma non esaminata nel merito per l’improcedibilità del ricorso.

Massime di principio

  • L’impugnazione del silenzio-diniego sulla richiesta di accesso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nelle more del giudizio, l’amministrazione adotta un riscontro espresso sull’istanza, anche se tardivo, poiché viene meno l’inerzia originariamente contestata.
  • Il diritto di accesso documentale presuppone l’esistenza del documento e la sua effettiva detenzione o disponibilità da parte dell’amministrazione destinataria della richiesta.
  • L’esistenza o la detenzione del documento richiesto costituisce elemento costitutivo della pretesa ostensiva e deve essere dimostrata dal richiedente, anche tramite presunzioni o elementi indiziari, ma non mediante mere supposizioni, illazioni o congetture.
  • Quando l’amministrazione comunica l’inesistenza dei documenti richiesti e fornisce un riscontro anche agli ulteriori atti genericamente indicati nell’istanza, non è tenuta a svolgere un’ulteriore e analitica dimostrazione delle ragioni dell’inesistenza documentale nei propri archivi.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivoSilenzio della pubblica amministrazione

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