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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32872/2022 del 07/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Guarnieri era stato condannato, con rito abbreviato, a 1 anno e 8 mesi per omicidio colposo aggravato per violazione delle norme sulla circolazione stradale (art. 589, commi 1 e 2 c.p.). In cassazione ha dedotto: 1) vizio di motivazione e travisamento della prova nella determinazione della pena (la Corte d'appello avrebbe dato rilievo all'assenza di segni di frenata per affermare la gravità della colpa e la perdita di controllo), mentre dagli accertamenti e dai consulenti risultavano tracce di pneumatici; 2) errore nel rifiuto delle circostanze attenuanti generiche, poiché il precedente penale utilizzato come elemento negativo era remoto e poco significativo e non sussistevano altri fatti penalmente rilevanti. Il Procuratore Generale aveva chiesto l'inammissibilità del ricorso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha confermato che la valutazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e che la Corte d'appello si è mantenuta entro la media edittale; non vi è stato mero arbitrio né ragionamento illogico. Il richiamo all'assenza di segni di frenata non è stato ritenuto decisivo perché la motivazione si fonda anche sulla completa invasione della corsia opposta e sulla perdita di controllo del mezzo, elementi idonei a giustificare una colpa grave, considerate massa e pericolosità del veicolo. Sul rifiuto delle attenuanti generiche si è ritenuto che mancassero elementi positivi tali da giustificare il beneficio, in conformità alla giurisprudenza dopo la riforma dell'art. 62-bis. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. pen.

    Norma che punisce l'omicidio colposo; i commi richiamati configurano l'aggravamento per violazione delle norme sulla circolazione stradale, titolo di accusa principale nel processo

  • art. 133 cod. pen.

    Stabilisce i criteri per la determinazione della pena (la graduazione della pena deve tener conto dei criteri indicati e consente ampia discrezionalità al giudice di merito)

  • art. 132 cod. pen.

    Precisa le modalità di applicazione della pena e insieme ad art. 133 contribuisce ai parametri per la dosimetria

  • art. 62-bis cod. pen.

    Dopo la riforma del 2008 richiede che, per riconoscere le attenuanti generiche, il giudice valuti positivamente elementi concreti e non solo lo stato di incensuratezza

  • art. 546 c.p.p.

    comma 1, lett. e) e comma 3

    Richiamato in relazione ai motivi di impugnazione e ai vizi di motivazione opponibili in cassazione; disciplina i motivi deducibili nel ricorso per cassazione

  • art. 192 e art. 227 c.p.p.

    Norme attinenti alla valutazione delle prove e alle consulenze tecniche (art. 192 su valutazione della prova e interpretazione; art. 227 su ricostruzioni tecniche e perizie), citate rispetto alla contestazione sulle tracce di frenata e agli elaborati peritali

Massime di principio

  • La determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito: in cassazione la valutazione è riesaminabile solo se frutto di arbitrio o di ragionamento illogico.
  • Se la pena è prossima al minimo edittale non è richiesta una motivazione particolarmente dettagliata; è sufficiente richiamare i criteri di equità e gli elementi di gravità rilevanti.
  • Per far valere un vizio di travisamento della prova occorre dimostrare che la sentenza si è basata in modo decisivo su prove inesistenti, su un risultato di prova manifestamente diverso da quello reale o su elementi presenti in atti ma ignorati in modo rilevante.
  • Il richiamo a un singolo elemento probatorio (es. assenza di segni di frenata) non annulla una motivazione complessiva valorizzata su più circostanze (perdita di controllo, invasione di corsia, massa del veicolo): bisogna dimostrare che l'errore sia stato decisivo per la decisione.
  • Dopo la riforma dell'art. 62-bis, il semplice stato di incensuratezza non è più sufficiente per ottenere le attenuanti generiche: il giudice richiede elementi positivi e concreti a favore dell'imputato.

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