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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40265/2024 del 31/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per vizio di motivazione e travisamento probatorio delle dichiarazioni rese all'udienza di convalida: il difensore sostiene che il ricorrente non avrebbe affermato di sapere che il fratello fosse armato, ma solo "credo che fosse armato" (espressione dubitativa), che era sopraggiunto in piazza circa un minuto dopo il fratello e che il fotogramma n.12 non prova la conoscenza del possesso dell'arma né il dolo. Si chiede l'annullamento dell'ordinanza di riesame che aveva confermato la custodia in carcere disposta dal GIP per i reati di detenzione/porto illegali di arma e per l'uso della pistola in un tentato omicidio, in concorso con altri.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato come infondato. La Corte ha richiamato i limiti del sindacato di legittimità sulle misure cautelari (impossibilità di rivedere i fatti e le valutazioni di merito) e ha ritenuto congrua e adeguata la motivazione del Tribunale del riesame: le immagini di videosorveglianza corroborano le dichiarazioni degli offesi e degli indagati; documentano l'arrivo e la composizione del gruppo, l'estrazione della pistola da parte di Carmine Cesarano, l'uso di mazze e bastoni e la cooperazione ravvicinata dei componenti del gruppo; inoltre vi sono ammissioni rese in sede di convalida. Da tale contesto la Corte del riesame ha desunto, non manifestamente illogicamente, la gravità indiziaria anche a carico di Agostino Cesarano e la partecipazione psicologica e materiale ai reati di armi, indipendentemente dal fatto che l'arma sia stata materialmente detenuta solo da Carmine. Conseguentemente il rigetto dell'istanza di riesame è stato confermato; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali (art. 616 c.p.p.) e la decisione è stata trasmessa al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disposizioni di attuazione c.p.p.; non è disposta la rimessione in libertà.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il sindacato della Cassazione sulle misure cautelari è limitato alla verifica di legittimità e di logicità evidente della motivazione; non può rinnovare la valutazione degli elementi di fatto o delle imputazioni di merito.
  • Le immagini di videosorveglianza, se compatibili e coerenti con le dichiarazioni, hanno elevato valore probatorio e possono rafforzare la gravità indiziaria necessaria per la custodia cautelare.
  • La conoscenza o l'adesione a un'azione armata può desumersi dal contesto (presenza preordinata di più soggetti, armi bianche/da fuoco, cooperazione ravvicinata, mancato tentativo di interrompere l'azione), anche in assenza di possesso materiale dell'arma da parte dell'imputato.
  • Le ammissioni rese in sede di convalida sono rilevanti, ma chi le invoca in ricorso deve rispettare il principio di autosufficienza e produrre i documenti/verbali citati.
  • Per impugnare con successo misure cautelari basate su elementi complessivi (filmati, contesto, condotte) è necessario fornire elementi probatori contrari che mettano in crisi la valutazione logica fatta dal giudice di merito; semplici affermazioni dubitative del tipo "credo" difficilmente sono sufficienti a scalfire la gravità indiziaria.
  • La partecipazione a un 'regolamento di conti' collettivo può integrare la responsabilità per reati connessi alle armi anche se chi ha materialmente impugnato l'arma è un altro soggetto, quando vi sia prova della comune decisione o dell'esplicito o tacito consenso del gruppo.

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