Cassazione Penale, Sentenza n. 4809/2024 del 02/02/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di cassazione del 18/05/2023 che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino del 22/02/2022, che lo aveva condannato per il reato di cui all'art. 416-bis c.p. (associazione di tipo 'ndranghetistico). Il ricorso straordinario contestava: (a) un presunto errore percettivo della Corte di cassazione nella valutazione dell'attendibilità del collaboratore di giustizia Agresta Domenico, la cui dichiarazione era stata centrale per la sua condanna; (b) il mancato esame, da parte della Corte di cassazione, di un motivo già proposto relativo all'applicazione della recidiva. Il ricorrente sosteneva che la Cassazione non aveva correttamente considerato o risposto alle deduzioni difensive formulate nel ricorso ordinario.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso straordinario manifestamente infondato e quindi inammissibile. Sul primo motivo, la Corte ha ritenuto che la questione dell'attendibilità del collaboratore fosse fondata su valutazioni complesse (elementi intrinseci e riscontri esterni) e non su un errore percettivo identificabile; si trattava quindi di un errore di giudizio escluso dall'ambito dell'art. 625-bis c.p.p. Sul secondo motivo, la censura sulla recidiva è stata ritenuta generica e non autosufficiente: il ricorrente non ha depositato il ricorso ordinario né fornito elementi utili per verificarne la non manifesta infondatezza, così impedendo alla Corte di valutare l'effettiva rilevanza della censura. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Provvede il rimedio straordinario per errore di fatto: è ammesso solo per errori di fatto identificabili e percettivi; sono esclusi gli errori di giudizio/valutazione. È necessario altresì dimostrare che l'errore avrebbe potuto determinare decisione differente.
Norma che sanziona l'associazione di tipo mafioso/di tipo 'ndranghetistico; la condanna del ricorrente si fondava sulla partecipazione a tale associazione, anche mediante dichiarazioni di collaboratori di giustizia valutate con riscontri.
Giurisprudenza di legittimità citata (es. Sez. U, n. 18651/2015; Sez. 6, n. 46065/2014; Sez. U, n. 16103/2002)
I precedenti consolidano il principio secondo cui il rimedio di cui all'art. 625-bis è circoscritto: non copre errori valutativi e richiede che la causa dell'errore sia individuabile in una fuorviante rappresentazione percettiva; inoltre l'accoglimento è possibile soltanto se si dimostra che la decisione sarebbe stata diversa in assenza dell'errore.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è uno strumento eccezionale: può avere successo solo per errori di fatto chiari e percettibili, non per divergenze di valutazione giurisdizionale.
- Quando la questione riguarda la credibilità di un collaboratore di giustizia, le valutazioni che intrecciano elementi intrinseci e riscontri esterni sono considerate valutazioni di merito: l'omissione di risposta a un singolo rilievo difensivo non costituisce automaticamente errore di fatto.
- Le censure generiche o non documentate (es. mancanza del ricorso ordinario o di elementi probatori) sono inammissibili: il ricorrente deve fornire gli atti e gli argomenti necessari per consentire la verifica della non manifesta infondatezza.
- Per ottenere l'accoglimento è necessario non solo evidenziare l'errore, ma dimostrare la sua rilevanza sul giudizio finale (i.e. che la decisione sarebbe stata diversa se l'errore non ci fosse stato).
- Il rischio di ricorrere senza elementi sufficienti comporta conseguenze economiche: spese processuali e sanzioni alla Cassa delle Ammende quando il ricorso è dichiarato inammissibile per colpa.
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