Cassazione Penale, Sentenza n. 4676/2024 del 02/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza di conferma della condanna per il delitto di furto aggravato di energia elettrica (artt. 624, 625, comma 1, n. 2 c.p.). Il difensore ha articolato tre motivi: 1) prescrizione del reato; 2) difetto della condizione di procedibilita' in ragione della novella d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (mutamento del regime di procedibilita' del furto) e vizio di legge/vizio di motivazione connesso; 3) violazione di legge e vizio di motivazione rispetto all'affermazione di responsabilita' dell'imputata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Motivazione: con il d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 il delitto di furto e' ora in genere procedibile a querela della persona offesa (art. 624, comma 3, cod. pen., nel testo vigente). Nel caso concreto l'ente offeso non ha presentato querela, neppure entro il termine di tre mesi dalla entrata in vigore del decreto; l'editto accusatorio non indicava alcuna delle ipotesi che consentono la procedibilita' d'ufficio; la condanna resa dai giudici si e' basata sull'aggravante della violenza sulle cose (art. 625, comma 1, n. 2) e non su un'ipotesi che renda il furto procedibile d'ufficio (ad es. destinazione dell'energia a pubblico servizio non ritenuta rilevante alla luce della decisione dei primi giudici). Per tali ragioni l'azione penale non doveva essere proseguita per difetto di querela, con annullamento senza rinvio.
Norme richiamate
art. 624, comma 3, cod. pen.
il delitto di furto «è punibile a querela della persona offesa. Si procede tuttavia d'ufficio se la persona offesa è incapace, per età o per infermità, ovvero se ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 625, numeri 7, salvo che il fatto sia commesso su cose esposte alla pubblica fede, e 7 bis)»
La norma, nel testo vigente dopo la novella, stabilisce il principio di procedibilita' a querela per il furto, salvo specifiche eccezioni che comportano procedibilita' d'ufficio; la Corte la interpreta come causa ostativa alla prosecuzione dell'azione in assenza di querela.
art. 625, comma 1, n. 2, cod. pen.
Individua l'aggravante della violenza sulle cose. La Corte rileva che l'accertamento di tale aggravante non fa automaticamente sussumere il fatto in una fattispecie procedibile d'ufficio (non sostituisce la condizione di querela).
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, art. 2, comma 1, lett. i)
Ha modificato il regime di procedibilita' del reato di furto, operando il passaggio verso la procedibilita' a querela per il reato contestato; la norma e' stata decisiva per valutare la legittimita' della prosecuzione dell'azione penale.
art. 99-bis d.lgs. 150
Richiamato nel provvedimento come parte della disciplina del d.lgs. 150; attiene alle norme attuative o transitorie connesse alla riforma della procedibilita'.
art. 85 d.lgs. 150
tre mesi dalla data di entrata in vigore dello stesso decreto
Prevede il termine transitorio entro il quale la querela avrebbe potuto essere depositata dopo l'entrata in vigore della novella; la mancata presentazione entro tale termine e' rilevante per la declaratoria di improcedibilita'.
art. 129, comma 2, cod. proc. pen.
Norma richiamata per escludere l'ipotesi in cui l'annullamento comporti rinvio: qui non ricorrono le fattispecie che consentirebbero il rinvio, pertanto si annulla senza rinvio.
Giurisprudenza citata - Sez. 4, n. 48529 del 07/11/2023 (Marcì)
Richiamata per principio sul rapporto tra qualificazione del fatto (es. destinazione a pubblico servizio) e procedibilita'; la Corte la utilizza per sostenere che la destinazione a pubblico servizio non era stata ritenuta nel caso concreto dal primo giudice.
Giurisprudenza citata - Sez. 5, n. 1094 del 03/11/2021 (Mondino)
Richiamata in tema di qualificazione della fattispecie e conseguenze sulla procedibilita'; viene utilizzata a supporto dell'analisi sul carattere non automatico della procedibilita' d'ufficio.
Giurisprudenza citata - Sez. 2, n. 3722 del 13/01/2015 (Imbimbo)
Citata per il principio che, se piu' favorevole, la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione puo' essere ritenuta; la Corte osserva pero' che qui prevale la statuizione piu' favorevole consistente nella non prosecuzione per mancanza di querela.
Massime di principio
- Verificare sempre il regime di procedibilita' vigente alla data utile: le modifiche legislative possono rendere il reato procedibile a querela e incidere sulla prosecuzione dell'azione penale.
- In casi di reato divenuto procedibile a querela, l'assenza di querela valida (anche nei termini transitori stabiliti dalla norma) determina l'improcedibilita' dell'azione penale e giustifica l'annullamento senza rinvio.
- L'editto accusatorio deve enunciare le ragioni per procedere d'ufficio: se non sono indicate le ipotesi eccezionali che permettono la procedibilita' d'ufficio, la prosecuzione puo' essere illegittima.
- La qualificazione del fatto (es. se la cosa e' destinata a pubblico servizio) e' decisiva per stabilire la procedibilita'; l'aggravante della violenza sulle cose non equivale automaticamente a procedibilita' d'ufficio.
- Se sussistono piu' soluzioni favorevoli all'imputato (es. prescrizione vs mancanza di querela), il giudice applichera' la statuizione piu' favorevole.
- Per la difesa: sollevare tempestivamente il difetto di querela e verificare i termini transitori previsti per l'adeguamento alla nuova normativa; per l'accusa: assicurarsi che siano indicate e provate le ipotesi che legittimano la procedibilita' d'ufficio.
- In fase di impugnazione, controllare la corrispondenza tra la descrizione materiale del fatto (es. energia elettrica sottratta) e l'inquadramento giuridico adottato nei capi di imputazione e nella motivazione, poiche' differenze possono incidere sulla procedibilita' e sulla legittimita' della sentenza.
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