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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4656/2024 del 02/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha rilevato che il reato è estinto per remissione di querela ai sensi dell'art. 152 c.p.p., con applicazione retroattiva della norma sostanziale più favorevole (per effetto dell'art. 2, comma 4, c.p.). Di conseguenza ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha posto le spese del procedimento a carico del querelato (art. 340, comma 4, c.p.p.).

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di secondo grado che aveva confermato la condanna per furto aggravato (art. 624 e art. 625, comma 1, n. 2, c.p.). Il ricorso verteva sulla permanenza della responsabilità penale, ma nel frattempo la persona offesa ha rimesso la querela (27/02/2023) per il reato che è divenuto perseguibile a querela di parte in seguito alle modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 150/2022; la remissione, accettata dal difensore, è intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.; art. 625 cod. pen., comma 1, n. 2

    Norme che definiscono il reato contestato (furto aggravato, con violenza sulle cose). Vengono richiamate come titolo del reato oggetto del processo.

  • D.Lgs. n. 150/2022

    Ha modificato la perseguibilità del reato rendendolo perseguibile a querela di parte; rappresenta una norma sostanziale più favorevole applicabile retroattivamente.

  • art. 2, comma 4, cod. pen.

    Principio secondo cui la legge penale più favorevole si applica retroattivamente; giustifica l'applicazione della modifica normativa intervenuta con il D.Lgs. n. 150/2022 al caso concreto.

  • art. 152 c.p.p.

    Prevede l'estinzione del reato in presenza di cause estintive come la remissione di querela; la Corte ha dichiarato l'estinzione del reato in forza di tale disposizione.

  • art. 129, comma 2, c.p.p.

    Richiamato per escludere l'esistenza di ragioni che imponessero una pronuncia diversa; nel caso non sussistono elementi per adottare una pronuncia alternativa prevista da tale norma.

  • art. 340, comma 4, c.p.p.

    Stabilisce che le spese processuali sono a carico del querelato in caso di estinzione per remissione di querela; la Corte ha posto le spese a carico del querelato.

Massime di principio

  • Se una norma sostanziale nuova rende un reato perseguibile a querela di parte, la regola più favorevole si applica retroattivamente ai procedimenti pendenti e può determinare l'estinzione del reato ove la querela sia rimessa.
  • La remissione della querela, opportunamente accettata dal difensore dell'imputato e intervenuta in pendenza di ricorso per cassazione, determina l'estinzione del reato e il giudice di legittimità deve rilevarla e dichiararla, anche se la condanna era stata confermata in grado d'appello.
  • L'estinzione del reato per remissione di querela prevale su questioni di inammissibilità e può comportare l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.
  • Le spese del procedimento possono essere poste a carico del querelato conformemente all'art. 340, comma 4, c.p.p., quando il reato si estingue per remissione di querela.
  • È importante verificare tempestività e formalità della remissione (accettazione, procura del difensore, momento processuale) perché la rilevazione dell'estinzione rileva solo se il ricorso è stato tempestivamente proposto e la remissione è intervenuta correttamente.

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