Cassazione Civile, Sentenza n. 29575/2024 del 18/11/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Disputa sulla legittimità di manufatti e sporgenze edilizie rispetto delle distanze legali di confine: Rizzo impugna la sentenza d'appello per quattro motivi (1) censura per non aver riconosciuto che ella aveva eccepito l'usucapione a suo favore per mantenere costruzioni realizzate a distanza inferiore dal confine; (2) critica la valutazione della prova circa il possesso 'ad usucapionem' dello Scola (numero e attendibilità dei testi); (3) contesta l'esclusione tardiva delle critiche alla consulenza tecnica d'ufficio (CTU) e invoca l'art.152 c.p.c. e principi di ammissibilità; (4) contesta la qualificazione del balcone come 'costruzione' computabile nelle distanze e deduce usucapione e principio di prevenzione. Scola, come ricorrente incidentale, deduce invece che la Corte d'appello ha errato nel non riconoscere l'usucapione a suo favore, sostenendo che elementi strutturali (pilastri in cemento, ordinanza sindacale, stime, testimonianze) fanno decorrere il dies a quo anteriore e dunque il ventennio è maturato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha pronunciato una decisione mista: ha accolto il terzo motivo della Rizzo (sul punto della ammissibilità delle critiche alla CTU), riconoscendo che contestazioni ragionevoli alla CTU possono essere formulate anche in comparsa conclusionale o in appello se non introducono nuovi fatti, nuove domande o nuove eccezioni; ha invece rigettato gli altri motivi di Rizzo. Quanto all'appello incidentale di Scola, la Cassazione lo ha ritenuto fondato in parte: ha censurato la Corte d'Appello per non avere adeguatamente valorizzato elementi rilevanti (in particolare i pilastri in cemento armato posti a confine e la prova testimoniale) e ha cassato la sentenza impugnata limitatamente a tali profili, disponendo il rinvio alla Corte d'Appello di Salerno in diversa composizione per nuovo esame, anche sulle spese. In sintesi: accolta parzialmente la doglianza sulla CTU (Rizzo) e accolta la doglianza principale dello Scola con cassazione e rinvio per nuova decisione in ordine all'usucapione e alla valutazione delle prove.
Norme richiamate
Richiamata dalla ricorrente in relazione all'usucapione; la Corte osserva che la deduzione di usucapione costituisce eccezione sostanziale che deve essere tempestivamente sollevata e non può essere proposta per la prima volta in appello come mera allegazione difensiva
Richiamato nel contesto delle doglianze di Scola sul dies a quo dell'usucapione; la Corte ricorda che il decorso del termine usucapione decorre dall'esistenza di elementi strutturali idonei a rendere conoscibile lo stato di fatto
Applicato in tema di computo delle distanze: la nozione di 'costruzione' è unitaria e gli aggetti di apprezzabile ampiezza e profondità (es. balconi con soletta aggettante) rientrano nella nozione di costruzione computabile ai fini delle distanze
Rilevante nel quadro delle distanze legali fra fabbricati; utilizzata congiuntamente all'art.873 per ribadire che solo elementi meramente ornamentali sono esclusi dal computo
Richiamato nel ragionamento sulle luci, vedute e sul computo delle sporgenze nell'ambito delle distanze fra costruzioni
Citando i principi sull'onere di allegazione e sull'istruttoria, la Corte ha valutato la tempestività e la natura (eccezione vs mera contestazione) delle deduzioni relative alla CTU e all'usucapione
Richiamato nella censura sulla motivazione della decisione di merito in relazione alle questioni tecniche e alla CTU
Interpretato in combinato disposto con la pronuncia delle Sezioni Unite: le critiche alla CTU che non introducono nuovi fatti/nuove eccezioni/nuove prove possono essere formulate anche in comparsa conclusionale e in appello
artt. 156 e 157 cod. proc. civ.
Norme sulle nullità del procedimento della CTU; la Corte distingue tra vizi procedurali che costituiscono nullità (che vanno tempestivamente dedotte) e contestazioni che sono argomentazioni difensive ammissibili tardivamente
Richiamato come base per i motivi di cassazione (n.3,4,5) relativi a violazioni e omesso esame di fatti; la Corte ha fatto applicazione dei parametri per l'accoglimento dei motivi di diritto
Applicato per la riunione dei due ricorsi alla Cassazione (ricorso principale e ricorso incidentale)
Massime di principio
- L'eccezione di usucapione è un'eccezione in senso proprio: deve essere proposta tempestivamente e non può limitarsi ad una generica allegazione difensiva avanzata per la prima volta in appello.
- Per l'usucapione di una servitù derivante da opere a distanza illegale il dies a quo non è l'inizio dei lavori, ma il momento in cui emergono elementi strutturali essenziali e visibili che rendono conoscibile lo stato di fatto al proprietario del fondo servente.
- Le critiche e i rilievi delle parti alla consulenza tecnica d'ufficio, purché non introducano nuovi fatti, nuove domande, nuove eccezioni o nuove prove, possono essere formulate anche tardivamente (comparsa conclusionale o in appello) e devono essere valutate dal giudice come argomentazioni difensive.
- Ai fini del computo delle distanze legali i balconi e le sporgenze di apprezzabile profondità ed ampiezza sono da ritenersi parte della costruzione e dunque computabili; solo elementi meramente ornamentali o accessori possono essere esclusi.
- Il principio di prevenzione non prevale automaticamente sulle norme di regolamento edilizio locali che impongono distanze minime dal confine: non è una giustificazione automatica per mantenere opere in difformità dal regolamento.
- In fase di rinvio per cassazione il giudice di merito dovrà riesaminare con adeguata motivazione le prove (documentali e testimoniali) che possano influire sul riconoscimento o meno dell'usucapione; la mancata considerazione di elementi fondamentali può portare alla cassazione con rinvio.
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