Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 23887/2026 del 26/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il condannato ha impugnato l'ordinanza con cui la Corte di appello, quale giudice dell'esecuzione, aveva respinto l'istanza di riconoscimento della continuazione tra i fatti già oggetto di due sentenze di condanna. Nel ricorso ha dedotto violazione degli artt. 81 c.p. e 671 c.p.p. e vizio di motivazione, sostenendo che il giudice dell'esecuzione avrebbe attribuito rilievo decisivo al solo lasso temporale tra le condotte, senza considerare un possibile collegamento tra la detenzione e una fase di lavorazione della cannabis coltivata riferita alla prima imputazione, né la vastità delle operazioni e la necessità di una pianificazione unitaria; ha anche contestato la rilevanza della distanza geografica tra i luoghi dei fatti. Ha inoltre chiesto la riassegnazione del procedimento alla sezione ordinaria.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che i motivi fossero aspecifici, perché non si confrontavano con la motivazione del provvedimento impugnato e si limitavano a riproporre questioni già esaminate e disattese dal giudice dell'esecuzione, sollecitando una nuova valutazione dei fatti preclusa al giudice di legittimità. Ha inoltre ribadito che, in tema di esecuzione, grava sul condannato che invochi la disciplina del reato continuato l'onere di allegare elementi specifici e concreti, non essendo sufficiente il mero riferimento alla contiguità cronologica o all'identità dei titoli di reato. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    Norma invocata dal ricorrente per il riconoscimento della continuazione tra i reati; la Corte richiama il principio per cui la continuazione richiede elementi specifici e concreti del medesimo disegno criminoso.

  • art. 671 c.p.p.

    Norma che disciplina il riconoscimento della continuazione in executivis; la Corte ribadisce che l'istanza deve essere sorretta da allegazioni concrete e non da meri indici di contiguità temporale o identità di reato.

  • art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e)

    La censura in cassazione deve investire specificamente un vizio della motivazione; è inammissibile la deduzione che si limiti a riproporre le stesse doglianze senza confrontarsi con le ragioni della decisione impugnata.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso segue la condanna al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, di una somma in favore della cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione il motivo è aspecifico quando non si confronta con la ratio decidendi del provvedimento impugnato e si limita a riproporre le stesse doglianze già respinte nel merito.
  • La Corte di cassazione non può procedere a una nuova lettura degli elementi di fatto né sostituire ai criteri valutativi del giudice di merito un differente apprezzamento dei medesimi dati probatori.
  • In tema di riconoscimento della continuazione in sede esecutiva, il condannato ha l'onere di allegare elementi specifici e concreti che dimostrino il medesimo disegno criminoso; non bastano la contiguità cronologica dei fatti, l'identità del titolo di reato o altri indici compatibili anche con l'abitualità criminosa.
  • La mera vicinanza temporale o geografica tra i fatti non è di per sé sufficiente a fondare la continuazione, se non è accompagnata da elementi sintomatici di una programmazione unitaria ab origine.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, di regola, al pagamento di una somma alla cassa delle ammende, salvo che emerga assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContinuazioneSpaccio
RamiProcesso penaleEsecuzione penaleStupefacenti
IstitutiContinuazioneOnere della prova

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.