Cassazione Penale, Sentenza n. 2350/2025 del 20/01/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione relativa al fallimento della "BME costruzioni edili s.r.l. in liquidazione" (fallimento 29/04/2013). Zacco era amministratore unico fino al 26/07/2011 e Lancini liquidatore fino al fallimento. Si contestavano distrazioni e lavori non pagati per complessivi circa €566.974, di cui €189.646 relativi a lavori effettuati presso l'abitazione della Zacco. I motivi di ricorso sostenevano che si trattò di trasferimenti infragruppo finalizzati a rifinanziare società riconducibili allo stesso gruppo familiare e non di atti distrattivi, che mancava il dolo di voler recare pregiudizio ai creditori, che non sarebbe dimostrato il danno di rilevante gravità e che era stata omessa la valutazione del vincolo di continuazione rispetto a precedenti condanne del Lancini.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi (parzialmente dichiarando alcuni motivi inammissibili e gli altri infondati), confermando le condanne di merito: Zacco Angiola Maria condannata a 2 anni di reclusione (con sospensione condizionale della pena) e Lancini Battista a 2 anni e 6 mesi di reclusione, oltre alle pene accessorie. La Corte ha ritenuto legittima la motivazione dei giudici di merito, ha richiamato il principio secondo cui il mero legame di gruppo non esclude la distrazione salvo specifica prova di vantaggi compensativi o di saldo positivo finale, ha ritenuto provato il dolo sulla base del ruolo degli imputati e della conoscenza dello stato di dissesto, ha confermato l'aggravante del danno di rilevante gravità in relazione alla consistente entità delle distrazioni (circa €570.000) e ha considerato inammissibile la doglianza sulla continuazione per genericità nella richiesta.
Norme richiamate
Richiamato per la nozione di vantaggi compensativi nell'ambito di operazioni infragruppo: la destinazione di risorse tra società collegate integra la violazione del vincolo patrimoniale salvo prova specifica di vantaggi compensativi che riequilibrino gli effetti negativi
art. 581 codice di procedura penale
Richiamato in tema di onere di allegazione in appello per il riconoscimento del reato continuato: la parte che invoca la continuazione deve fornire elementi specifici e concreti
art. 81 secondo comma codice penale
Citato in relazione alle conseguenze della produzione di precedenti sentenze ai fini dell'unificazione "quoad poenam": non basta la mera produzione documentale senza allegazioni puntuali
Massime di principio
- I trasferimenti infragruppo non sono automaticamente esenti da qualificazione come distrazione: è necessario dimostrare in modo specifico vantaggi compensativi o un saldo finale positivo che neutralizzi l'effetto pregiudizievole sui creditori
- La bancarotta fraudolenta patrimoniale è un reato di pericolo: non è necessario dimostrare un danno effettivo, basta la messa in pericolo della massa attiva; se tuttavia il pregiudizio è effettivo e significativo ciò integra l'aggravante per danno di rilevante gravità
- L'elemento soggettivo (dolo) può essere desunto dalle circostanze fattuali, in particolare dal ruolo rivestito dagli amministratori/liquidatori e dal fatto che le operazioni siano state compiute quando lo stato di dissesto era noto
- La valutazione di merito compiuta in doppia conforme (sentenza di primo e secondo grado allineate) non impone alla Corte d'appello una rinnovazione completa della motivazione: è sufficiente che emerga un convincimento logico e adeguato che tenga presente i fatti decisivi
- Per ottenere il riconoscimento del vincolo di continuazione occorre proporre in sede di impugnazione elementi specifici e non generici; la semplice produzione di sentenze o la domanda generica è insufficiente
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