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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2211/2025 del 20/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Tribunale di Palermo, con sentenza del 5 aprile 2024, aveva dichiarato la propria incompetenza per territorio nel procedimento contro Costanza Michele Marco e altri, indicando il Tribunale di Termini Imerese quale giudice competente. Con ordinanza del 24 settembre 2024 il Tribunale di Termini Imerese ha sollevato conflitto di competenza sostenendo che la questione della competenza territoriale non era stata né eccepita né rilevata in udienza preliminare e, secondo l'art. 21, comma 2, cod. proc. pen., non poteva quindi essere proposta o rilevata in seguito dal giudice del dibattimento. Sulla base di tale profilo in rito si è chiesto che venisse attribuita la competenza al Tribunale di Palermo.

La decisione

La Corte ha deciso il conflitto negativo attribuendo la competenza al Tribunale di Palermo. Ha ritenuto condivisibile la linea interpretativa che, nei procedimenti con trattazione dell'udienza preliminare, la questione di competenza territoriale non può essere rilevata dal giudice del dibattimento se non era stata previamente sollevata o eccepita in sede di udienza preliminare. In conformità alla giurisprudenza indicata, la Corte ha ordinato la trasmissione degli atti al Tribunale di Palermo per la prosecuzione del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 21, comma 2, cod. proc. pen.

    Il criterio applicato è che, nei procedimenti con udienza preliminare, la questione di competenza territoriale deve essere eccepita o rilevata in quella sede; in mancanza, il giudice del dibattimento non può validamente sollevare la questione successivamente.

  • Giurisprudenza: Sez. I n. 31845 del 18.03.2011 (rv 250770) e Sez. I n. 14988 del 13.03.2019

    La Corte richiama e applica la linea interpretativa consolidata dalla Suprema Corte secondo cui, nei processi con udienza preliminare, la rilevabilità della competenza territoriale è limitata a quanto sia stato dedotto o rilevato in quella fase, precludendo al giudice di merito di sollevare ex novo la questione in dibattimento.

Massime di principio

  • Nei procedimenti per i quali è prevista e si tiene l'udienza preliminare, la competenza territoriale deve essere eccepita o rilevata in quella fase a pena di preclusione successiva.
  • Il giudice di dibattimento non può dichiarare la propria incompetenza territoriale se la questione non è stata tempestivamente dedotta o rilevata in udienza preliminare; se lo fa, la decisione può essere riformata attribuendo la competenza al tribunale precedentemente investito.
  • Se si ritiene la competenza territoriale favorevole alla difesa o alla parte, è essenziale sollevarla tempestivamente (in particolare in udienza preliminare) per evitare la decadenza del rimedio.
  • In caso di conflitto sollevato da un altro giudice, la Corte di legittimità valuta soprattutto i profili di rito (preclusioni e termini) prima delle questioni di merito sulla competenza.
  • Le parti (difesa e pm) dovrebbero richiamare espressamente le regole di preclusione procedimentale quando contestano decisioni di incompetenza adottate in fase di dibattimento.
  • La trasmissione degli atti al giudice ritenuto competente è la conseguenza pratica quando la Corte riconosce l'erronea declinazione di competenza da parte del giudice di merito.

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