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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31069/2025 del 16/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando quindi la sentenza di appello che aveva ridotto la pena ma mantenuto l'affermazione di responsabilità per furto aggravato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva solo parzialmente riformato la decisione di primo grado, riducendo la pena ma confermando la responsabilità per furto aggravato. Con il primo motivo ha contestato il mancato accoglimento della richiesta di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in appello e, più in generale, la ricostruzione dei fatti compiuta dai giudici di merito. Con il secondo motivo ha censurato il riconoscimento dell'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 7, c.p. nel furto di energia elettrica. Con il terzo motivo ha dedotto il mancato riconoscimento dell'attenuante del risarcimento del danno o della riparazione del danno ex art. 62, n. 6, c.p., ma la censura è stata ritenuta generica. La Corte di cassazione ha rilevato che i motivi non superavano il vaglio di ammissibilità, in quanto il ricorrente non aveva dimostrato l'oggettiva necessità della rinnovazione istruttoria e, per il resto, mirava a una rivalutazione del merito, non consentita in sede di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    Norma incriminatrice del furto, reato per il quale l'imputato era stato ritenuto responsabile.

  • art. 625, comma 1, n. 2, c.p.

    Aggravante contestata e confermata in relazione al furto, richiamata nella decisione di merito.

  • art. 625, comma 1, n. 7, c.p.

    È configurabile nel furto di energia elettrica sottratta dalla rete di distribuzione.

  • art. 62, n. 6, c.p.

    L'attenuante del risarcimento o della riparazione del danno è stata negata dai giudici di merito con motivazione ritenuta congrua e corretta.

  • art. 606 c.p.p.

    Non è espressamente indicato nel testo, ma il ricorso per cassazione viene scrutinato nei limiti del sindacato di legittimità, con esclusione della rivalutazione del merito e del travisamento della prova non specificamente dedotto.

Massime di principio

  • La rinnovazione dell'istruttoria nel giudizio di appello ha natura eccezionale e può essere disposta solo quando il giudice ritenga di non poter decidere allo stato degli atti.
  • In cassazione la mancata rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in appello è censurabile solo se il ricorrente dimostra l'oggettiva necessità dell'incombente e indica lacune o manifeste illogicità della motivazione su punti decisivi.
  • Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione del merito o una diversa ricostruzione dei fatti, salvo specifiche deduzioni di travisamento della prova.
  • Nel furto, l'aggravante prevista per la sottrazione di energia elettrica dalla rete di distribuzione è configurabile.
  • La doglianza contro il mancato riconoscimento di un'attenuante deve essere specifica e confrontarsi puntualmente con la motivazione della sentenza impugnata; in difetto, è generica e inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFurto
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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