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Cassazione Penale, Ordinanza n. 08525/2026 del 04/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Catanzaro, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. La censura si appuntava sulla valutazione della offensività della condotta e sulla possibilità di considerare tenue la violazione della misura di prevenzione, in un contesto in cui il ricorrente era stato sorpreso a bordo della propria autovettura nel territorio di un comune diverso da quello in cui era obbligato a risiedere, a circa venticinque chilometri di distanza. La Corte di cassazione ha ritenuto i motivi inammissibili perché in fatto e manifestamente infondati, nonché ripetitivi di questioni già esaminate e disattese dal giudice di appello.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte di appello che aveva escluso la particolare tenuità del fatto valorizzando, da un lato, la biografia penale dell'imputato, caratterizzata da molteplici precedenti anche gravi e da un precedente per evasione, dunque di analoga indole rispetto alla violazione contestata, e dall'altro, la rilevanza oggettiva della condotta, consistita nell'allontanamento significativo dal luogo di residenza imposto. La collaborazione dell'imputato non è stata considerata decisiva, anche perché già compensata con le attenuanti generiche equivalenti alla recidiva. Conseguentemente, oltre alle spese processuali, il ricorrente è stato condannato al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto non è riconoscibile quando la condotta non sia marginale sotto il profilo oggettivo e quando la personalità dell'imputato, desunta dai precedenti penali anche gravi e di analoga indole, deponga in senso ostativo.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato alle spese processuali e, salvo ipotesi di esonero, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere esclusa non solo per la gravità oggettiva della condotta, ma anche in ragione della storia criminale dell'imputato, quando essa evidenzi precedenti specifici o comunque di analoga indole.
  • È legittimo negare l'art. 131-bis c.p. quando la violazione sia connotata da una significativa distanza dal luogo imposto da un provvedimento limitativo, poiché il dato spaziale può tradursi in un indice rilevante della serietà dell'infrazione.
  • Il contegno collaborativo dell'imputato non basta di per sé a fondare la particolare tenuità del fatto, specie se tale collaborazione sia già stata valorizzata in sede di concessione di attenuanti generiche.
  • In sede di legittimità sono inammissibili le censure che si risolvano in una mera rilettura del fatto o che ripropongano questioni già adeguatamente scrutinare e disattese dal giudice di merito con motivazione logica e giuridicamente corretta.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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