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Cassazione Civile, Ordinanza n. 36249/2022 del 13/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Un dipendente di una regione, con qualifica dirigenziale, aveva già impugnato una decisione sfavorevole con ricorso per cassazione, dichiarato inammissibile perché ritenuto privo di puntuale attacco alla ratio decidendi della sentenza d'appello. Ha quindi proposto ricorso per revocazione della decisione della Cassazione deducendo errore di fatto ai sensi dell'art. 395, n. 4, c.p.c. Con il primo motivo ha sostenuto che la Corte avrebbe falsamente percepito la realtà processuale omettendo di considerare elementi di fatto già acquisiti agli atti, idonei a contrastare l'affermazione della Corte territoriale sulla mancanza dei requisiti professionali necessari per partecipare alla selezione di incarichi apicali. Con il secondo motivo ha riproposto la medesima censura, lamentando che la Corte non avrebbe valorizzato la mancata contestazione, da parte della regione, di tali circostanze di fatto e della loro rilevanza probatoria. La regione ha resistito con controricorso.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione. Ha ritenuto che entrambi i motivi, pur formalmente prospettati come errore di fatto revocatorio, in realtà investissero la valutazione giuridico-processuale compiuta dalla precedente decisione: quanto al primo, la doglianza mirava a censurare l'apprezzamento della Corte sull'oggetto e sulla portata del ricorso, non una mera svista percettiva; quanto al secondo, la supposta erronea considerazione della non contestazione dei fatti integra un giudizio valutativo e non un errore meramente percettivo. Conseguentemente, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese del giudizio di legittimità, oltre all'ulteriore contributo unificato ove dovuto.

Norme richiamate

  • art. 395, n. 4, c.p.c.

    La revocazione della sentenza di Cassazione è ammissibile solo per errore di fatto meramente percettivo; non ricorre quando la censura investe valutazioni del giudice o l'interpretazione dell'oggetto del ricorso.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Il procedimento è stato trattato in camera di consiglio non partecipata secondo il rito camerale.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    È stato disposto l'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto, in caso di rigetto/inammissibilità del ricorso.

  • art. 13, comma 1-bis, D.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato quale parametro per la misura dell'ulteriore contributo unificato dovuto.

Massime di principio

  • La revocazione delle sentenze della Corte di cassazione per errore di fatto è circoscritta alle sole ipotesi in cui la Corte abbia operato come giudice del fatto incorrendo in una svista percettiva, e non è utilizzabile per contestare la valutazione del contenuto del ricorso o la correttezza del ragionamento decisorio.
  • Non integra errore di fatto revocatorio la critica rivolta alla sentenza di cassazione che si assuma avere esaminato il motivo di ricorso senza considerare le argomentazioni difensive: in tal caso si contesta un'errata valutazione dell'oggetto dell'impugnazione, non una falsa percezione di un fatto.
  • L'asserita erronea pronuncia sull'esistenza di fatti ritenuti pacifici per difetto di contestazione non costituisce, di regola, errore revocatorio quando implica una previa attività valutativa del giudice sulla portata delle contestazioni o sulla loro mancanza.
  • L'inammissibilità del ricorso per revocazione comporta la condanna alle spese e, se ne ricorrono i presupposti, l'applicazione dell'ulteriore contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civileLavoro
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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