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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32590/2022 del 05/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello che li aveva condannati, contestando: per entrambi la sussistenza delle aggravanti (violenza sulle cose e minorata difesa) e, in particolare per Bevilacqua, la ricostruzione secondo cui i cavi sarebbero stati tagliati e ridotti; per Morello plurime censure tra cui l'assenza del dolo, la mancata riconduzione a tentato furto, il diniego delle attenuanti generiche e di particolare tenuità del danno e l'errata applicazione dell'aggravante della recidiva reiterata. Entrambi hanno chiesto, inoltre, il riconoscimento dell'attenuante del danno economico lieve/di particolare tenuità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi infondati e li ha rigettati. Ha confermato la sentenza della Corte d'Appello del 8.4.2021 che aveva condannato Massimo Bevilacqua a 2 anni e 8 mesi di reclusione e multa di 240 euro e Carlo Morello a 2 anni e 10 mesi di reclusione e multa di 360 euro; ha altresì confermato per Morello la condanna, in continuazione, per la violazione degli obblighi della sorveglianza speciale ai sensi dell'art. 75, comma 2, d.lgs. n. 159/2011. La Cassazione ha ritenuto corretta la valutazione di merito sulla consumazione del furto (pieno possesso e esternalizzazione della refurtiva), sulla sussistenza della violenza sulle cose (manomissione/taglio per facilitare il trasporto), sull'integrazione dell'aggravante per minorata difesa (verificata concretamente secondo i parametri delle Sezioni Unite), sul diniego delle attenuanti generiche e di particolare tenuità (valutazione della quantità e del valore del rame pari a circa 100 kg e 2.000 euro), e sulla valutazione della recidiva alla luce della biografia criminale.

Norme richiamate

  • art. 625 cod. pen.

    art. 625, primo comma, n. 2

    La Corte ha ritenuto integrata l'aggravante collegata alla manomissione/segmentazione della cosa sottratta (taglio/segmentazione del cavo) idonea a configurare la circostanza aggravante richiamata nel capo di imputazione

  • art. 61, primo comma, n. 5 cod. pen.

    L'aggravante della "minorata difesa" richiede una verifica concreta in tre passaggi (esistenza della circostanza di tempo/luogo/persona, effettiva produzione dell'ostacolo alla difesa, e che l'agente ne abbia profittato); la Corte ha ritenuto soddisfatti tali elementi per il furto commesso in orario/luogo di chiusura senza videosorveglianza "attiva"

  • art. 62, primo comma, n. 4 cod. pen.

    L'attenuante del danno economico lieve/di particolare tenuità non è stata riconosciuta: la Corte ha valutato che la quantità e il valore del rame (circa 100 kg, 2.000 euro) escludono la particolare tenuità del danno

  • art. 62-bis cod. pen.

    Richiamata nella motivazione come riferimento per il regime di concessione delle circostanze attenuanti speciali; è stato ribadito che la concessione non è un diritto ma richiede elementi positivi della personalità per essere accordata

  • art. 99 cod. pen.

    L'aggravante della recidiva deve essere valutata operando una verifica concreta della biografia criminale: la Corte ha ritenuto sufficiente la gravità e la quantità dei precedenti per motivare l'aggravante nel caso di Morello

  • art. 75, comma 2, d.lgs. n. 159/2011

    art. 75, comma 2, d.lgs. n. 159 del 2011

    Morello è stato ritenuto responsabile anche della violazione degli obblighi della sorveglianza speciale (obbligo di soggiorno), e la Corte ha confermato la condanna in continuazione per questo reato

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato come criterio di riferimento per la valutazione dei fattori rilevanti nell'applicazione delle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto che il giudizio di merito fosse motivato e insindacabile in cassazione

Massime di principio

  • La consumazione del furto si configura quando l'agente consegue la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva anche per breve tempo: la mera intenzione o il trasporto parziale non escludono la consumazione se il bene è stato portato fuori e posto sotto il controllo degli imputati
  • La manomissione o il taglio della cosa sottratta (es. segmentazione di cavi) integra l'aggravante della violenza sulle cose quando sia finalizzata a facilitarne l'asporto
  • L'aggravante della "minorata difesa" richiede una valutazione concreta e tripartita: (1) presenza di una circostanza di tempo/luogo/persona astrattamente idonea a ostacolare la difesa; (2) effettiva produzione di tale effetto in concreto; (3) consapevolezza e profitto dell'agente di tale situazione. La sola presenza di videosorveglianza non esclude automaticamente l'aggravante se questa non è "attiva" o collegata a un presidio
  • L'attenuante del danno di particolare tenuità può essere provata con qualsiasi mezzo, ma il valore e la quantità del bene sottratto devono essere francamente irrilevanti per essere applicata; valori come 100 kg di rame e circa 2.000 euro non giustificano l'attenuante
  • Il diniego delle attenuanti generiche o la valutazione della recidiva deve essere motivato sulla base di elementi positivi della biografia criminale; il giudizio del giudice di merito su tali elementi è difficilmente sindacabile in cassazione se coerente e non contraddittorio
  • I motivi che chiedono rivalutazioni di fatto o una nuova valutazione delle prove (es. ritenere inesistente il dolo o proporre una diversa ricostruzione dei fatti) sono inammissibili in Cassazione se non indicano specifiche illogicità o violazioni di legge nella motivazione di merito

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