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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32442/2022 del 05/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la conferma della condanna per furto aggravato sostenendo, con motivo unico, la violazione dell'art. 606, comma 1, lett. 13) c.p.p. per errore in iudicando: a suo avviso la condotta non integra il reato di furto (art. 624 c.p. e art. 625 n. 4 c.p.) perché il telefono gli era stato consegnato spontaneamente per effettuare una telefonata e quindi sarebbe mancato lo spossessamento tipico del furto, sicché la vicenda non sarebbe riconducibile alla fattispecie contestata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la presa del telefono - consegnato solo per permettere una chiamata e poi sottratto allontanandosi repentinamente - integra il reato di furto, non essendo la consegna temporanea idonea a trasferire al terzo il potere di autonoma disponibilità richiesto per escludere il furto. Inoltre la Corte ha confermato l'applicabilità dell'aggravante della destrezza secondo la giurisprudenza consolidata. Conseguentemente la sentenza di merito è stata ritenuta corretta e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. 13), cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente come motivo di cassazione per errore in iudicando; la Corte ha ritenuto il motivo infondato e che non sussista violazione normativa nell'applicazione della fattispecie di reato.

  • art. 624 c.p. (furto)

    La Corte ha interpretato la condotta dell'imputato come appropriazione del bene altrui (telefono) sottratto dopo una consegna temporanea per una chiamata, confermando che tale consegna non esclude lo spossessamento richiesto dal furto.

  • art. 625 n. 4 c.p. (circostanza aggravante)

    Riferita in connessione con la ricostruzione del reato; la Corte ha confermato la contestazione dell'aggravante (destrezza) in quanto l'agente ha eluso la vigilanza del detentore con una condotta idonea a sorprendere.

  • art. 646 c.p. (appropriazione indebita) - richiamo comparativo

    La Corte ha escluso che la fattispecie dovesse essere qualificata come appropriazione indebita, distinguendo la consegna temporanea (non trasferente la piena disponibilità) dalla situazione richiesta per l'appropriazione indebita.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 34090 del 27/04/2017 (Rv. 270088)

    Richiamata per spiegare il concetto di aggravante della destrezza: essa sussiste quando l'agente agisce prima o durante l'impossessamento con abilità, astuzia o avvedutezza tali da sorprendere o eludere la vigilanza del detentore; non è necessario un'abilità eccezionale, ma qualsiasi comportamento idoneo ad eludere la normale vigilanza.

Massime di principio

  • La consegna temporanea di un bene per un preciso scopo (es. effettuare una chiamata) non implica automaticamente il trasferimento della piena disponibilità: se chi la riceve se ne allontana volendo appropriarsene, il fatto può costituire furto.
  • L'aggravante della destrezza ricorre quando l'agente usa astuzia o manovre (prima o durante l'impossessamento) idonee a eludere la vigilanza del detentore; non è necessario un comportamento straordinario, basta che sia atto a sorprendere l'uomo medio.
  • Per distinguere tra furto e ipotesi alternative (es. appropriazione indebita) è determinante valutare se la vittima abbia mantenuto un controllo effettivo e una disponibilità autonoma sul bene al momento dell'atto o se la consegna sia solo temporanea e finalizzata.
  • In sede di cassazione la censura che riguarda l'errata qualificazione giuridica del fatto deve dimostrare un concreto errore di diritto nella valutazione degli elementi fattuali; la Corte di Cassazione non rivede i fatti se la loro ricostruzione è logicamente coerente e congruamente motivata.
  • Approfittare semplicemente di un momento di distrazione non equivale sempre a destrezza aggravante: per l'aggravante occorre un comportamento attivo che abbia lo scopo e l'effetto di eludere la vigilanza.

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