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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32438/2022 del 05/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'Appello che lo aveva riconosciuto colpevole del reato di tentato furto di una borsetta, aggravato dall'essere stato commesso sul bagaglio del viaggiatore. L'unico motivo di ricorso dedotto dalla difesa contesta la qualificazione della borsetta come "bagaglio", sostenendo che una borsa svolge funzione diversa e non può essere considerata bagaglio esclusivamente per il rapporto di inerenza con la titolare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato l'orientamento consolidato secondo cui è integrazione dell'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 6 c.p. il furto di una borsa contenente documenti e valori collocata a bordo dell'autovettura della persona offesa, poiché la persona che si sposta con il proprio veicolo è configurabile come "viaggiatore" e per "bagaglio" devono intendersi le cose che il viaggiatore porta per necessità, comodità o utilità. La Corte ha rilevato l'assenza di contraddizioni nella motivazione della Corte territoriale e ha confermato la qualificazione del bene come bagaglio; ha infine condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Sentenza della Cassazione pronunciata in camera di consiglio il 9 giugno 2022.

Norme richiamate

  • art. 625, comma 1, n. 6, codice penale (furto aggravato sul bagaglio dei viaggiatori)

    L'aggravante si applica quando il fatto è commesso "sul bagaglio dei viaggiatori"; la Corte interpreta "bagaglio" in senso ampio includendo anche una borsa contenente documenti e valori riposta nel veicolo del viaggiatore.

  • Cass. pen., Sez. 5, n. 44820 del 12/05/2014 (Caldaras, Rv.261304)

    Conferma che la borsa collocata a bordo dell'autovettura costituisce bagaglio del viaggiatore e integra l'aggravante, rilevando che il requisito del "viaggio" è soddisfatto dallo spostamento con il proprio veicolo.

  • Cass. pen., Sez. 5, n. 24386 del 28/04/2011 (Li Volsi, Rv.250464)

    Affermazione conforme sulla nozione di viaggiatore e bagaglio: non rilevano l'entità della distanza o le ragioni del percorso, ma lo spostamento in sé e la destinazione degli oggetti per necessità o utilità del viaggio.

  • Cass. pen., Sez. 5, n. 40829 del 04/07/2017 (Hudorovic, Rv.271428)

    Ulteriore conferma giurisprudenziale che la borsa contenente valori e documenti riposta nel veicolo è bagaglio ai fini dell'aggravante dell'art. 625, n. 6.

Massime di principio

  • Per la qualificazione come "bagaglio" non è necessaria una lunga distanza: lo spostamento con il proprio veicolo è sufficiente a qualificare la persona come viaggiatore.
  • Sono considerate bagaglio le cose che il viaggiatore porta per necessità, comodità o utilità personali; una borsa contenente documenti o valori riposta nell'abitacolo rientra in questa definizione.
  • La circostanza aggravante del furto sul bagaglio dei viaggiatori si applica anche quando l'oggetto è lasciato incustodito momentaneamente nell'auto (es. sosta per scarico), purché sussista il collegamento con lo spostamento.
  • La Corte di legittimità non riesamina motivazioni prive di contraddizioni evidenti: se la motivazione della corte territoriale è coerente e supportata, il ricorso per cassazione è normalmente rigettato.
  • Strategie difensive efficaci possono mirare a contestare il requisito del "viaggio" (dimostrare assenza di spostamento rilevante), il collegamento dell'oggetto con l'attività di viaggio, o la qualificazione dell'oggetto come accessorio personale indossato, piuttosto che come bagaglio.
  • In casi simili, è cruciale provare fatti concreti (luogo/tempo della sosta, funzione della borsa, destinazione dello spostamento) per escludere l'aggravante; la mera affermazione generica non è sufficiente.

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