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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10690/2024 del 14/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza d'appello per due motivi principali. 1) Violazione di legge e vizio di motivazione: la Corte territoriale avrebbe illegittimamente ritenuto applicabile la circostanza aggravante di cui all'art. 600 quater, secondo comma, c.p. (detenzione in "ingente" quantità di materiale pedopornografico) senza che tale circostanza fosse espressamente contestata nel capo d'imputazione, violando il principio di correlazione tra accusa e sentenza e determinando una nullità ex art. 522 c.p.p. 2) Violazione dell'art. 62-bis c.p. e contraddittorietà nella motivazione circa il diniego delle circostanze attenuanti generiche nonostante il riconoscimento di elementi favorevoli (incensuratezza, giovane età, comportamento processuale positivo, dichiarazioni confessorie); il ricorrente sostiene che l'opzione per il rito abbreviato non possa essere considerata come già "premiata" a preludio all'esclusione delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto infondato il vizio di correlazione: l'imputazione aveva descritto la detenzione di "centinaia di immagini e video di natura pedopornografica", elemento fattuale idoneo a rendere comprensibile e difendibile per l'imputato la contestazione dell'"ingente" quantità prevista dall'art. 600 quater, comma 2, c.p.; la giurisprudenza consolidata considera infatti quantitativi dell'ordine delle centinaia compatibili con la nozione di "ingente". Sul secondo motivo la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza e ha ritenuto che la Corte territoriale avesse motivato correttamente il diniego delle attenuanti generiche, valutando prevalente la gravità e la reiterazione dei fatti in danno di più minori e osservando che lo stato di incensuratezza e la scelta del rito abbreviato non sono di per sé sufficienti a imporre il riconoscimento delle attenuanti; la determinazione della pena è stata comunque influenzata in favore dell'imputato nella misura già operata in appello. Complessivamente il ricorso è stato rigettato.

Norme richiamate

  • art. 600 quater cod. pen.

    La Corte ha inteso che la contestazione della detenzione di "centinaia di immagini e video" integra, sul piano fattuale, l'elemento costitutivo della circostanza aggravante prevista dal secondo comma (la detenzione in "ingente" quantità), sicché non è necessaria l'indicazione testuale della norma in capo d'imputazione quando i fatti descritti consentono all'imputato di difendersi su tale profilo

  • art. 522 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione al vizio di correlazione tra accusa e sentenza: la Corte ha concluso che la nullità prevista dall'art. 522 non opera quando l'imputato ha avuto concreta possibilità di difendersi rispetto agli elementi fattuali che costituiscono la circostanza aggravante

  • art. 62-bis cod. pen.

    Il motivo che invocava la violazione di questa norma (con riguardo alle circostanze attenuanti) è stato ritenuto generico e manifestamente infondato; la Corte ha confermato che la sola scelta del rito abbreviato e lo stato di incensuratezza non obbligano al riconoscimento delle attenuanti generiche

  • art. 133 cod. pen.

    La Corte ha richiamato i criteri di determinazione della pena contenuti in questo articolo: gli elementi favorevoli (giovane età, incensuratezza, ammissione) sono stati considerati ai fini della determinazione della pena, ma il giudice del merito può ritenere prevalente la gravità del fatto e motivare il diniego delle attenuanti generiche

Massime di principio

  • La circostanza aggravante può essere legittimamente ritenuta anche se non espressamente richiamata per articolo nel capo d'imputazione, purché il quadro fattuale descritto nell'imputazione riporti tutti gli elementi materiali che la costituiscono (es. quantità espressa in termini oggettivi come "centinaia" di file può giustificare la qualificazione come "ingente").
  • La verifica della correlazione tra accusa e sentenza non si esaurisce in un confronto letterale: occorre valutare se l'imputato abbia avuto concreta possibilità di conoscere gli elementi della contestazione e di difendersi su di essi; in assenza di pregiudizio reale per la difesa non scatta la nullità ex art. 522 c.p.p.
  • Le circostanze aggravanti che richiedono valutazioni qualitative o giudizi di valore devono essere indicate con chiarezza nell'imputazione; le circostanze costituite da fatti materiali e misurabili (numero di immagini, mezzi usati) sono più facilmente contestabili in fatto senza richiedere una formula normativa esplicita.
  • Il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche è rimesso alla valutazione del giudice di merito: elementi come la giovane età, l'incensuratezza o l'ammissione della responsabilità possono influire sulla riduzione della pena, ma non impongono automaticamente il riconoscimento delle attenuanti se prevalgono elementi ostativi legati alla gravità, reiterazione o modalità della condotta.
  • La scelta del rito abbreviato comporta la riduzione di pena prevista dalla legge ma non costituisce di per sé motivo sufficiente per esigere ulteriori benefici (attenuanti generiche); le censure meramente formali o generiche in cassazione sono frequentemente dichiarate inammissibili.

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