Cassazione Civile, Sentenza n. 10628/2023 del 20/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Controversia relativa alla restituzione di un acconto di 210.955,00 euro versato in esecuzione di un contratto preliminare di vendita del 5.12.2003, stipulato da Maurizio Martinuzzi quale procuratore di una società (TIMA) non ancora costituita. Il ricorrente contestava la legittimazione della società/fallimento a chiedere la restituzione, deduceva preclusione per pronuncia arbitrale precedente, contestava la ratifica del preliminare da parte della società (sia per difetto di forma, sia per scadenza del termine essenziale), e denunciava la simulazione/ nullità del preliminare; chiedeva anche l'ammissione di prove testimoniali per dimostrare la simulazione. Il fallimento chiedeva la condanna alla restituzione dell'acconto e, in appello, otteneva accoglimento.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il ricorso principale e quello incidentale, confermando la sentenza della Corte d'appello che aveva accolto la domanda del Fallimento e ordinato la restituzione dell'acconto. La Cassazione ha ritenuto che: la pronuncia di inammissibilità nell'ambito del procedimento arbitrale aveva efficacia solo formale e non impediva la riproposizione della domanda in giudizio ordinario; la società poteva validamente ratificare ex post il contratto concluso dal falsus procurator e la ratifica retroagisce al momento della stipulazione, e che il ricorrente non poteva invocare il difetto di rappresentanza per sottrarsi all'obbligo di restituzione quando lo pseudo-rappresentato agisce o si comporta come tale; le prove testimoniali richieste per dimostrare la simulazione sono state giudicate inammissibili per difetto dei presupposti (mancanza di inizio di prova scritta o altre condizioni che autorizzano la prova orale su negozi a forma vincolata); la censura sulla pretesa risarcitoria è infondata sotto il profilo processuale. Condanna alle spese processuali con compensazione parziale e aggravio per la parte soccombente principale (Miotto). Rilevazione dell'obbligo, se dovuto, del versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato ai sensi dell'art.13 DPR 115/02.
Norme richiamate
Richiamato nel motivo di ricorso relativo al giudicato; la Corte ha ritenuto che la pronuncia di inammissibilità in sede arbitrale produceva soltanto giudicato formale e non ostava alla riproposizione della stessa pretesa in giudizio ordinario
Citato nei motivi attinenti alla formazione e alla validità del contratto e della ratifica; la Corte ha applicato i principi relativi all'onere probatorio e alla valutazione della prova documentale e testimoniale
Riferito alla responsabilità del falsus procurator; la Corte ha richiamato che chi agisce per una costituenda società senza poteri è falsus procurator e risponde in base a tale disciplina, ma che la società apparente può successivamente ratificare
Richiamato in connessione con la responsabilità del procuratore senza poteri e gli effetti della ratifica; la Corte ha confermato che la società può ratificare e che la ratifica retroagisce
Citato fra le norme richiamate in tema di rappresentanza e procuratore; la Corte ha valutato la rilevabilità del difetto di potere e i limiti dell'eccezione di difetto di rappresentanza
Riferito in relazione alla clausola di termine essenziale e alla risoluzione del contratto; la Corte ha ritenuto che la risoluzione per scadenza del termine non impediva la validità della ratifica societaria ove questa sia stata compiuta
Richiamato in ambito di disciplina contrattuale connessa alle obbligazioni e agli effetti della risoluzione; la Corte non ha ritenuto che tali norme precludessero la ratifica e la domanda restitutoria da parte del fallimento
artt. 1416, 1417, 1421, 2729 c.c.
Norme richiamate in relazione alla simulazione, alla forma e alla determinazione dei mezzi di prova; la Corte ha applicato i criteri di ammissibilità della prova testimoniale e la discipline della simulazione (distinzione tra simulazione assoluta e relativa)
Richiamato con riguardo al divieto di prova quando l'accordo sia simulato: la Corte ha osservato che l'accordo simulatorio può rientrare nelle fattispecie vietate e che la prova testimoniale è ammessa solo nei casi espressamente previsti
Richiamato in tema di ammissibilità della prova testimoniale per contratti a forma vincolata: la Corte ha affermato che la prova orale è ammessa solo se sussiste un inizio di prova scritta o le altre condizioni previste dalla norma
art. 38 d.lgs. n.385/1993 (TUB)
Richiamato dal ricorrente come parametro di illegittimità (limite di finanziabilità) ma la Corte ha ritenuto che la violazione di norme di vigilanza bancaria non costituisce elemento essenziale di validità del contratto fra parti e non giustifica l'ammissione della prova orale per dimostrare la simulazione
Richiamato dalla censura sul mancato esame dell'appello incidentale; la Corte ha ritenuto che non sussista violazione dell'art.112 poiché le questioni erano state esaminate e la mancata pronuncia nel merito su alcuni profili derivava da ragioni processuali e di impugnazione
art. 13 comma 1-quater D.P.R. n.115/2002
Norma richiamata in punto di versamento del contributo unificato; la Corte ha dato atto dell'eventuale obbligo del ricorrente (e incidentale) di versare un ulteriore importo pari a quello previsto per il ricorso
art. 13 comma 1-bis D.P.R. n.115/2002
Richiamata in connessione alla determinazione dell'importo del contributo unificato da versare se dovuto
Massime di principio
- Una sentenza di inammissibilità per ragioni processuali in un procedimento (es. arbitrato) produce solo giudicato formale e non impedisce la riproposizione della medesima domanda in un diverso giudizio ordinario tra le stesse parti.
- Un contratto concluso in nome di una società non ancora costituita è generalmente inefficace ma non nullo: la società apparente può successivamente ratificare il negozio e la ratifica retroagisce al momento della stipulazione se effettuata dall'organo competente e, se richiesto, in forma scritta.
- Il terzo che ha stipulato con un falsus procurator può essere obbligato se lo pseudo-rappresentato (la società) agisce in giudizio o adottando comportamenti che manifestano la volontà di fare proprio il contratto; pertanto il difetto di rappresentanza non è sempre utilizzabile come difesa dal terzo.
- Per i contratti relativi a beni immobili o comunque a forma scritta vincolata, la prova della simulazione richiede di norma un inizio di prova scritta o il verificarsi delle condizioni che autorizzano la prova testimoniale ai sensi dell'art.2724 c.c.; la sola istruzione testimonial è spesso inammissibile se mancano tali presupposti.
- La valutazione della sussistenza di una simulazione rimane rimessa al giudice di merito e la mancata indicazione precisa delle circostanze che si vogliono provare con testi può comportare il rigetto delle istanze istruttorie.
- Questioni di regolazione del contenzioso accessorie alla domanda principale (es. risarcimento) possono risultare non decisive se non tempestivamente e specificamente impugnate; le questioni processuali di ammissibilità dell'impugnazione possono impedire il riesame del merito.
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