Sentenza n. 2681/2026 - Catania, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: delibera del Consiglio comunale di Taormina del 7 marzo 2025, con cui è stato adottato in via preliminare, con emendamenti, il Piano di utilizzo del demanio marittimo (PUDM), e atti presupposti e connessi
Esito
Favorevole al resistente (comune e regione)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’associazione di operatori balneari ha impugnato l’adozione preliminare del PUDM di Taormina. Ha dedotto: (1) violazione dei decreti e delle direttive regionali sulle linee guida dei PUDM, perché il piano modificato dal Consiglio comunale non sarebbe stato nuovamente sottoposto al parere regionale di conformità; (2) violazione delle norme sulle competenze e sul funzionamento consiliare, nonché difetto di istruttoria, perché la relazione tecnica e le norme di attuazione recherebbero la data del 4 aprile 2025, successiva alla deliberazione del 7 marzo; (3) violazione della disciplina regionale per mancata pubblicazione del piano e mancato coinvolgimento dei privati mediante osservazioni; (4) difetto di istruttoria, motivazione e logicità e violazione delle linee guida, per carenze degli elaborati, mancato coordinamento con il PRG, errori nell’estensione delle concessioni e previsione di una distanza di 25 metri tra concessioni, senza esaminare la possibilità di ridurla a 10 metri in caso di arretramento della battigia; (5) difetto di presupposti, istruttoria e motivazione, travisamento e contraddittorietà circa la distanza di 25 metri, applicata anche alle concessioni esistenti e giustificata con l’obiettivo di riservare il 50% del litorale alla libera fruizione, obiettivo che sarebbe già raggiunto; inoltre, il Comune avrebbe calcolato la quota considerando soltanto sei aree omogenee e non l’intero territorio comunale, senza adeguata istruttoria sulle condizioni del litorale; (6) violazione della normativa ambientale. Il Comune ha eccepito l’inammissibilità per carenza d’interesse, in ragione della natura non definitiva dell’adozione, e ha riferito di avere avviato un nuovo schema di piano, sottoposto a verifica regionale; l’Assessorato regionale ha eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva. L’associazione ha sostenuto che il nuovo procedimento e la sospensione della sola VAS non avessero rimosso né reso inefficace il piano impugnato.
La decisione
Il TAR ha accolto l’eccezione dell’Assessorato regionale e ne ha disposto l’estromissione: l’atto impugnato era stato adottato dal Comune e non era ancora intervenuta l’approvazione regionale che avrebbe dato al PUDM natura di atto complesso imputabile anche alla Regione. Ha poi accolto l’eccezione comunale e dichiarato il ricorso inammissibile per carenza originaria di interesse, senza esaminare nel merito i sei motivi. L’adozione preliminare del PUDM non è priva di effetti, poiché consente il rilascio di nuove concessioni demaniali coerenti con il piano; tuttavia, in mancanza di un atto applicativo che produca una lesione concreta e attuale, e considerato che il piano è ancora soggetto a VAS e ad approvazione regionale, la sola adozione non è immediatamente impugnabile. La tutela potrà essere proposta contro gli eventuali atti successivi di rilascio delle concessioni, unitamente al PUDM presupposto, se lesivi. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 2, comma 1, l.r. Sicilia n. 32/2020
Nelle more dell’approvazione dei Piani di utilizzo del demanio marittimo (PUDM) di cui all’articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15 e successive modificazioni, è consentito il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime, per una durata di sei anni, purché coerenti con le previsioni del piano di utilizzo già adottato in via preliminare dal Consiglio comunale ed in corso di approvazione.
L’adozione preliminare produce l’effetto limitato di consentire il rilascio di nuove concessioni coerenti con il piano in corso di approvazione; tale effetto non rende però il piano immediatamente impugnabile in assenza di atti applicativi lesivi.
art. 4 l.r. Sicilia n. 15/2005
Nelle more dell’approvazione dei Piani di utilizzo del demanio marittimo (PUDM) di cui all’articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15 e successive modificazioni, è consentito il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime, per una durata di sei anni, purché coerenti con le previsioni del piano di utilizzo già adottato in via preliminare dal Consiglio comunale ed in corso di approvazione.
La norma è richiamata quale riferimento legislativo dei PUDM; la decisione non ne sviluppa un’autonoma interpretazione ulteriore rispetto alla disciplina degli effetti dell’adozione preliminare prevista dalla legge regionale n. 32/2020.
Massime di principio
- L’adozione preliminare di un piano di utilizzo del demanio marittimo non è immediatamente impugnabile per il solo fatto di essere stata deliberata: occorre una lesione concreta e attuale della sfera giuridica del ricorrente, normalmente derivante da un successivo atto applicativo.
- Anche quando la legge attribuisce all’adozione preliminare di un piano un effetto interinale — come consentire il rilascio di nuove concessioni conformi al piano in attesa dell’approvazione — tale effetto non basta, da solo, a rendere immediatamente lesive e impugnabili tutte le previsioni pianificatorie.
- Gli atti di adozione comunale di un PUDM non ancora approvato dalla Regione sono imputabili al Comune; l’amministrazione regionale non è legittimata passivamente rispetto alla domanda di annullamento di tali soli atti, mentre il piano approvato può assumere natura complessa e coinvolgere entrambe le amministrazioni.
- Gli eventuali atti successivi di rilascio di concessioni demaniali, se concretamente lesivi, possono essere impugnati insieme al PUDM che ne costituisce il presupposto.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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