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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39500/2023 del 28/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva la concessione di un permesso-premio per recarsi ad Alcamo (Sicilia) presso la madre per undici giorni. Il magistrato di sorveglianza e l'Area trattamentale avevano negato il permesso perché il luogo richiesto non era previsto nel programma di trattamento, ritenendo prematuro un rientro nel territorio ove il detenuto aveva commesso reati "efferati" e sussistendo concerni sulla sua pericolosità in quel contesto. Il ricorrente, difeso dall'avv. Alessandro Ricci, ha contestato la decisione denunciando violazione di legge (art. 30-ter Ord.pen. e art. 65 d.P.R. n.230/2000) e vizio di motivazione (art. 606 c.p.p.), richiamando la sua pregressa fruizione di permessi e semilibertà come indice di mancata pericolosità sociale; ha inoltre censurato l'apparente adesione acritica del Tribunale al parere della Direzione carceraria senza autonoma valutazione o acquisizione di consulenze tecniche.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale di sorveglianza, pur sintetica, esaustiva e non manifestamente illogica: il diniego si fonda sul parere motivato della Direzione carceraria e sulla relazione dell'Area trattamentale, che giudicano prematuro il rientro in Sicilia per l'undici giorni richiesto, dato il legame territoriale del detenuto con i gravi reati commessi. La Corte ha affermato che il parere amministrativo, se adeguatamente motivato, può legittimamente costituire motivo ostativo alla concessione del beneficio e che il ricorrente non ha fornito specifici elementi per infirmare tale valutazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 30-ter Ordinamento penitenziario

    Riferimento alla disciplina dei permessi premio e delle misure di trattamento; la Corte non ha ritenuto violata la normativa dato che la valutazione della collocazione territoriale nel programma di trattamento rientra nella discrezionalità valutativa delle strutture e del giudice quando adeguatamente motivata.

  • art. 65 d.P.R. n. 230/2000

    Norma sulle modalità e prescrizioni per i permessi premio (compresa la possibilità di imporre prescrizioni); la Corte evidenzia che, pur essendo possibile prevedere misure limitative o periodi più brevi, il diniego è giustificato ove il programma di trattamento non contempli l'esperienza esterna per ragioni motivate.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Rimprovero relativo ai vizi di motivazione censurati nell'impugnazione; la Corte ha ritenuto infondati i motivi di cassazione prospettati, giudicando adeguata la motivazione del Tribunale di sorveglianza.

Massime di principio

  • Il parere della Direzione dell'Istituto penitenziario e le relazioni dell'Area trattamentale, se adeguatamente motivate, possono legittimamente costituire motivo ostativo alla concessione di permessi-premio anche se non sono formalmente vincolanti per il giudice
  • Il Tribunale di sorveglianza non è obbligato ad acquisire consulenze tecniche o altra documentazione supplementare quando ritiene convincenti e ben motivate le valutazioni amministrative sulle condizioni trattamentali del detenuto
  • Il requisito della "non pericolosità" va valutato in relazione al contesto territoriale e alle modalità del permesso: comportamenti corretti in contesti diversi non dimostrano automaticamente che un rientro nel luogo in cui sono stati commessi gravi reati sia privo di rischio
  • Chi impugna un diniego motivato deve fornire elementi specifici e circostanziati per dimostrare l'erroneità o l'insufficienza della motivazione amministrativa o giudiziale; censure generiche o affermazioni non supportate da dati probatori sono insufficienti
  • La concessione del permesso-premio rimane in ogni caso esercizio discrezionale che può essere accompagnato da prescrizioni o limitazioni sotto il profilo temporale o comportamentale ai sensi dell'art. 65 d.P.R. n.230/2000

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