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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39455/2023 del 28/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Ancona che li aveva condannati per associazione per delinquere e reati connessi (falsi documenti di esportazione, evasione di accise/IVA, corruzione di pubblico ufficiale) chiedendo, in sintesi: 1) nullità/illegittima composizione del collegio di primo grado per la presenza di un giudice onorario alla luce del d.lgs. n.116/2017; 2) insufficiente o mancante motivazione circa la loro partecipazione al sodalizio (art. 416 c.p.); 3) vizio di motivazione e/o utilizzabilità delle intercettazioni (art. 270 c.p.p.); 4) carenze nella qualificazione giuridica dei fatti (assorbimento della corruzione nella fattispecie tributaria), nella prova dell'immissione in consumo della merce e nel calcolo dell'imposta evasa e della confisca; 5) omesso esame di memorie e consulenze difensive; 6) censure sulla dosimetria della pena e sulle attenuanti. Le doglianze miravano a far dichiarare l'annullamento o la riforma della sentenza di merito.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto generiche molte delle censure, non adeguatamente specificate o decisive ai fini del sindacato di legittimità; ha valutato come infondato il tema della illegittima composizione del collegio (poiché la norma richiamata non si applicava ai reati contestati); ha ritenuto non ammissibili per genericità o non decisivi i motivi relativi alla utilizzabilità delle intercettazioni e all'omesso esame di memorie; ha condiviso la valutazione dei giudici di merito sulla partecipazione dei ricorrenti al sodalizio sulla base di elementi indiziari (frequenza e serialità delle operazioni, collegamenti con altri sodali, riscontri dichiarativi e intercettazioni) e sulla sussistenza dei reati tributari e della corruzione così come accertati in fatto. Pertanto la sentenza di appello è rimasta confermata nella sostanza.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen. (associazione per delinquere)

    La sentenza territoriale ha ritenuto sussistente l'associazione sulla base della serialità delle operazioni, della continuità dell'attività e dei collegamenti tra i partecipi; la Cassazione ha ritenuto congrua la motivazione dei giudici di merito secondo la giurisprudenza che ammette che la partecipazione non debba essere necessariamente di lunga durata purché risultino elementi sintomatici di "affectio societatis"

  • art. 4 e art. 3, l. n. 146/2006 (aggravanti per delitti di criminalità organizzata)

    La Corte di appello ha escluso l'aggravante di cui all'art. 4 per effetto di specifica valutazione; la Cassazione non ha rilevato vizi su tale valutazione

  • artt. 110, 81, 479 in relazione all'art. 476, comma 2, 491-bis, 61 nn.2 e 7 c.p., art. 43, comma 1, lett. a) e art. 45 d.lgs. n. 504/1995

    I fatti sono stati qualificati come falsi documenti di esportazione e reati tributari (evasione di accise/IVA); la Corte ha ritenuto provata la interconnessione tra la falsificazione dei documenti e l'evasione fiscale, e ha applicato le aggravanti di legge ritenute sussistenti

  • artt. 81, 319 e 321 cod. pen. (concorso e corruzione)

    I giudici hanno ritenuto provata la corruzione del funzionario doganale e la consapevolezza/partecipazione dei ricorrenti al meccanismo corruttivo; la Cassazione ha ritenuto non manifestamente illogica la valutazione probatoria svolta sui punti

  • art. 270, comma 1, cod. proc. pen. (intercettazioni)

    Le censure sulla utilizzabilità delle intercettazioni sono state ritenute generiche: la Corte ha richiamato che, ove sia accertata l'identità storica o la connessione sostanziale tra i fatti, le captazioni risultano utilizzabili anche per reati emersi successivamente; la parte che eccepisce inutilizzabilità deve allegare e documentare puntualmente i decreti e i profili decisivi

  • d.lgs. 13 luglio 2017, n.116 (art.11, art.12, art.30)

    Le norme limitano la destinazione dei giudici onorari; la Corte ha ritenuto che il divieto invocato non fosse applicabile ai reati contestati perché non rientranti nella fattispecie richiamata dall'art. 407 c.p.p., e quindi la contestata composizione del collegio non ha fondamento

  • art. 12 disp. att. c.p.p.

    Richiamata nella parte procedurale in ordine alla formulazione dei motivi di ricorso e alla sintesi richiesta dalla Cassazione

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la formulazione sintetica dei motivi in cassazione

  • art. 121 e art. 546 cod. proc. pen. (memorie e valutazione dei documenti difensivi)

    La Corte ha ricordato che l'omesso esame di memorie difensive può essere dedotto ma richiede specificità: il semplice deposito non determina automaticamente nullità; la parte deve indicare la decisività del contenuto

  • art. 61 nn. 2 e 7 cod. pen. (circostanze aggravanti)

    I giudici di merito hanno motivato la sussistenza o l'esclusione delle aggravanti sulla base del concreto accertamento del reato base e del danno; la Cassazione ha ritenuto non viziata la metodologia adottata per la stima del danno quando fondata su documentazione di esportazione e su criteri oggettivi di stima

  • art. 322-ter cod. pen. (confisca per profitto del reato)

    La confisca è stata disposta in relazione al profitto ritenuto conseguito dai reati ascritti; la Corte ha ritenuto legittima la valutazione del profitto basata sui documenti e sui criteri di stima applicati

  • art. 380 cod. proc. pen. (arresto in flagranza)

    Richiamato in relazione alla normativa che disciplina i casi in cui opera il divieto di destinazione dei giudici onorari: la corte ha valutato che le ipotesi di arresto obbligatorio richiamate non ricorrevano

  • Direttiva 2008/118/CE, art. 10

    Invocata dai ricorrenti per sostenere che, in assenza di prova dell'arrivo della merce in Italia, l'irregolarità fiscale ricade sullo Stato di spedizione; la Corte ha ritenuto che il complesso indiziario provasse l'immissione in consumo o comunque la rilevanza fiscale a favore dell'Italia

Massime di principio

  • In Cassazione le censure devono essere specifiche e dimostrare la decisività del vizio: argomentazioni generiche o mera ripetizione di quanto già detto in appello sono, di norma, inammissibili
  • Sull'illegittima composizione del collegio per presenza di giudice onorario va verificata puntualmente la fattispecie normativa richiamata (art. 11-12 d.lgs. 116/2017) e la sua applicabilità ai reati contestati; non basta l'allegazione generica: occorre dimostrare che i divieti ricadono effettivamente sul procedimento considerato
  • Per l'utilizzabilità delle intercettazioni in procedimenti originariamente autorizzati per altri reati è necessario provare l'identità storica del fatto o una connessione sostanziale (art. 12 c.p.p.); la parte che invoca l'inutilizzabilità deve produrre i decreti e mostrare la rilevanza decisiva delle captazioni
  • Nel giudizio di merito la partecipazione a un'associazione per delinquere può essere desunta anche da partecipazioni ripetute e seriali a reati 'satellite'; la breve durata della collaborazione non esclude di per sé la partecipazione se sussistono altri indizi sintomatici di affiliazione
  • L'omesso esame di memorie o pareri difensivi non determina automaticamente nullità: in sede di legittimità va specificato quale apporto decisivo avrebbero avuto tali atti e come il loro mancato esame abbia inciso sul giudizio
  • Per contestare il calcolo del danno erariale e la confisca occorre indicare errori metodologici concreti e fornire elementi alternativi probatoriabili; stime basate sui documenti di esportazione e su criteri oggettivi sono difficilmente travisabili se adeguatamente motivate
  • Quando si contesta la qualificazione giuridica (es. assorbimento di un reato 'generale' in una fattispecie tributaria speciale) è necessario sviluppare argomentazioni normative e fattuali precise che dimostrino la prevalenza della fattispecie speciale rispetto alla disciplina penale generale

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