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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39562/2022 del 19/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Bologna che, in appello, aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado relativa a fatti di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale ascritti a Serra, amministratore di fatto della società "Artefice srl in liquidazione" (già "FPM SRL"). L'imputazione riguardava, tra l'altro, la distrazione di beni e risorse patrimoniali a favore della società "Dream in House s.r.l." mediante un contratto di affitto di azienda del 1.4.2009, con un presunto depauperamento per complessivi euro 541.600,00, e la tenuta delle scritture contabili (capo 1b). Serra ha proposto due motivi: (i) vizio di motivazione per omessa valutazione delle prove fornite dalla difesa (consulenza tecnica di parte del dott. Palmese e deposizioni), che avrebbero dimostrato l'assenza di depauperamento e una posizione creditoria finale di circa euro 175.000,00 a favore della fallita; (ii) mancanza, contraddittorietà e illogicità della motivazione, sostenendo che il contratto prevedeva la compensazione dei debiti/crediti e che il trasferimento di attrezzature era solo uno spossessamento temporaneo senza finalità illecita. Il ricorrente chiedeva l'annullamento della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Motivo: la Corte non può procedere a una rilettura o rivalutazione degli elementi di fatto e delle prove valutate dal giudice di merito; il ricorrente si è limitato a offrire una versione alternativa dei fatti senza indicare puntualmente gli atti processuali omessi o mal valutati, senza provare la verità degli elementi invocati e senza dimostrare che tali elementi compromettano radicalmente la coerenza logica della decisione impugnata. Richiamata la giurisprudenza e la limitazione ex art.606 c.p.p., la Corte ha quindi rigettato il ricorso per inammissibilità e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 a favore della cassa delle ammende, ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art.125 n.3 e art.546 lett. e) c.p.p.

    art.125, n.3 e art.546, lett. e), c.p.p.

    Richiamate dal ricorrente come base della censura per vizio di motivazione; la Corte evidenzia che tali rimedi non autorizzano la rivalutazione in sede di legittimità degli elementi di fatto e della valutazione probatoria del giudice di merito

  • art.606 comma 1 lett. e) c.p.p.

    art.606, comma 1, lett. e), c.p.p.

    Norma che delimita la materia di sindacato in Cassazione: il travisamento del fatto (ovvero la riconsiderazione dei fatti/prove) è generalmente non deducibile; la Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata e la modificazione operata dalla legge n.46/2006

  • legge n.46/2006

    legge n.46/2006 (modifica art.606 c.p.p.)

    Modifica normativa citata per spiegare il quadro che limita l’intervento della Cassazione nel riesame di fatti e prove valutati dal merito

  • art.616 c.p.p.

    Dispositivo che autorizza la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e ad una somma alla cassa delle ammende in caso di ricorso manifestamente infondato o inammissibile; applicato dalla Corte per sanzionare l'inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non procede a una nuova valutazione delle prove di merito: i ricorsi che si limitano a proporre una versione alternativa dei fatti sono inammissibili.
  • Per censurare la motivazione per omessa o errata valutazione di atti probatori occorre nel ricorso indicare e dimostrare espressamente: a) l'atto processuale di cui si denuncia l'omissione o la errata valutazione; b) l'elemento fattuale che da quell'atto emerge; c) la prova della verità di tale elemento; d) le ragioni per cui esso compromette decisivamente la tenuta logica della motivazione.
  • Se il ricorso non soddisfa i requisiti formali e probatori richiesti per dimostrare l'incidenza decisiva di documenti o consulenze, la Corte lo dichiara inammissibile e può condannare il ricorrente al pagamento delle spese e ad una somma alla cassa delle ammende.
  • Nelle controversie su atti di affitto d'azienda contestati come fatti prodromici a bancarotta, le questioni relative a compensazioni contabili, natura temporanea dei trasferimenti e assenza di finalità illecita sono essenzialmente di fatto: vanno dimostrate compiutamente in sede di merito (istruttoria/c.t.u./testimonianze) perché difficilmente ribaltabili in Cassazione.
  • Chi impugna in Cassazione per presunto travisamento della prova deve avere cura di articolare argomentazioni giuridiche puntuali e documentate; la mera critica globale alla motivazione del giudice di merito è insufficiente.

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