Sentenza n. 4675/2026 - Napoli, Sezione 6
per ottenere la declaratoria di illegittimità del silenzio formatosi sulla istanza di permesso di soggiorno presentata il 30 agosto 2025 e per la condanna dell’amministrazione a definire il procedimento disponendo altresì, per l’ipotesi di ulteriore inottemperanza, la nomina di un Commissario ad acta che provveda in via sostitutiva.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio della Questura di Caserta sull'istanza di rilascio del permesso di soggiorno presentata il 30 agosto 2025
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha dedotto l'illegittimità del silenzio serbato dalla Questura di Caserta sull'istanza di rilascio del permesso di soggiorno, presentata il 30 agosto 2025. Ha chiesto l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere, la fissazione di un termine per la conclusione del procedimento e la nomina di un commissario ad acta per l'ipotesi di ulteriore inerzia. L'amministrazione si è costituita con un atto di stile, senza contestare specificamente la mancata definizione del procedimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo evidente l'obbligo della Questura di definire il procedimento e ormai decorso il relativo termine. Ha ordinato alla Questura di Caserta di concludere il procedimento entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza. Ai sensi dell'art. 117, comma 3, c.p.a., ha nominato sin d'ora, per l'ipotesi di inutile decorso del termine, il Responsabile della Direzione centrale per le politiche migratorie del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno quale commissario ad acta, con facoltà di delega a un dirigente della Direzione. Le spese di giudizio sono state compensate per la peculiarità e serialità del contenzioso e per il fenomeno dell'arretrato amministrativo. Il ricorrente è stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato; il compenso del difensore è stato liquidato in euro 1.000, oltre rimborso forfetario, CPA e IVA, a carico dello Stato.
Norme richiamate
Consente al giudice, nell'accogliere l'azione avverso il silenzio, di nominare un commissario ad acta per l'ipotesi di persistente inerzia dell'amministrazione dopo la scadenza del termine assegnato.
Richiamato quale fondamento per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato e per la liquidazione del compenso del difensore.
Richiamato per la liquidazione del compenso del difensore in considerazione della natura, ridotta complessità e serialità della causa.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003
Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità del ricorrente.
Massime di principio
- Quando l'amministrazione omette di concludere entro il termine previsto il procedimento avviato su istanza di parte per il rilascio di un permesso di soggiorno, il silenzio è illegittimo e il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione di provvedere entro un termine assegnato.
- Nell'azione avverso il silenzio, il giudice può nominare già nella sentenza un commissario ad acta, destinato a operare in caso di inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione per concludere il procedimento.
- La costituzione dell'amministrazione con un mero atto di stile non impedisce l'accoglimento dell'azione avverso il silenzio quando risulti non contestata e ormai scaduta l'obbligazione di provvedere.
- La serialità e la complessità organizzativa del contenzioso, nonché l'arretrato amministrativo, possono giustificare la compensazione integrale delle spese di giudizio, senza escludere l'accertamento dell'illegittimità del silenzio.
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