Cassazione Penale, Sentenza n. 38195/2025 del 24/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza della Corte Militare d'Appello che aveva riqualificato la condotta dell'imputato da ingiuria ad inferiore (art. 196 c.p.m.p.) a ingiuria militare (art. 226 c.p.m.p.) e aveva dichiarato la non procedibilità per mancanza della richiesta di procedimento del comandante del corpo. Il ricorrente sosteneva l'erronea applicazione della legge sostanziale e processuale (art. 606 c.p.p., lett. b) e c)), rilevando che i fatti (introduzione nudo nella stanza femminile, sorpresa dell'inferiore all'uscita della doccia mentre si toccava i genitali) configurerebbero tentata violenza sessuale ex artt. 56 e 609-bis c.p. e richiedeva la trasmissione degli atti all'autorità giudiziaria ordinaria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse. Ha ritenuto che la Corte militare d'appello ha correttamente valutato la procedibilità del fatto sotto profilo militare e che la riqualificazione in reato militare non preclude la valutazione, da parte dell'autorità ordinaria, di eventuali reati comuni. I passaggi motivazionali relativi alla configurabilità di tentata violenza sessuale sono stati considerati mere argomentazioni non trasformatesi in statuizioni dispositive impugnabili; quindi il ricorso del Procuratore Generale non aveva un interesse concreto e attuale a ottenere un risultato pratico favorevole.
Norme richiamate
art. 196 cod. pen. mil. pace (inguria ad inferiore)
Fatto originariamente contestato al militare; la Corte d'appello militare aveva proceduto a valutare la rilevanza del fatto sotto questa fattispecie prima di eventuale riqualificazione
art. 226 cod. pen. mil. pace (ingiuria militare)
La Corte militare d'appello ha riqualificato la condotta in questa fattispecie; la Cassazione ha ritenuto lecita tale riqualificazione e ha osservato che la pronuncia su tale reato è stata emessa nel rispetto delle regole di giurisdizione militare
Richiamato dal ricorrente insieme a art. 609-bis per sostenere la configurabilità di tentata violenza sessuale; la Corte ha osservato che la valutazione degli elementi costitutivi del tentativo è una questione di merito non idonea, nel caso concreto, a determinare l'interesse richiesto per la cassazione
art. 609-bis cod. pen. (violenza sessuale)
Il Procuratore Generale sosteneva che la condotta integrasse violenza sessuale, anche per 'abuso di autorità' esercitata dal militare; la Corte ha ritenuto che la disamina sulla presenza dei requisiti (violenza, minaccia o abuso di autorità) rientri nella motivazione di merito dei giudici e non costituisca una statuizione idonea a creare il concreto interesse processuale per la cassazione
art. 606, comma 1, lett. b) e c) cod. proc. pen. (motivi di ricorso per cassazione)
Norme invocate dal ricorrente per censurare presunta errata applicazione di legge; la Corte ha ritenuto le censure riferibili a mera divergenza motivazionale e non idonee a fondare interesse concreto
art. 568, comma 4, cod. proc. pen. (interesse del pubblico ministero all'impugnazione)
Applicato dalla Corte per valutare la sussistenza del 'concreto e attuale interesse' necessario al Procuratore Generale per proporre ricorso di cassazione; la Corte ha ritenuto tale interesse inesistente nel caso concreto
Principio giurisprudenziale sulla concorrenza di reati militari e reati comuni (Sez. 3, n. 13733 del 05/12/2018)
Richiamato per affermare che la violenza sessuale commessa da un militare durante il servizio può concorrere con il reato di ingiuria militare e che la sentenza militare non impedisce che il reato comune sia perseguito dall'autorità ordinaria
Massime di principio
- Per proporre ricorso per cassazione il Procuratore deve dimostrare un interesse concreto e attuale: il mero dissenso sulla valutazione motivazionale dei fatti non è sufficiente.
- La Corte militare può riqualificare il fatto sotto fattispecie militari entro la sua giurisdizione; tale riqualificazione non necessariamente impedisce la successiva azione dell'autorità giudiziaria ordinaria su eventuali reati comuni concorrenti.
- Quando la fattispecie può essere letta sia come illecito militare sia come reato comune (es. ingiuria militare vs. violenza sessuale), le due competenze possono coesistere e la soluzione sul punto richiede verifica degli elementi fattuali (violenza, minaccia, abuso d'autorità) che è prevalentemente questione di merito.
- La domanda di trasmissione degli atti all'autorità ordinaria o la richiesta di qualificazione come reato comune deve essere supportata da argomentazioni tali da mostrare un vantaggio pratico e attuale ottenibile con l'impugnazione; altrimenti il ricorso è inammissibile per difetto di interesse.
- Il concetto di 'abuso di autorità' ai fini dell'art. 609-bis può comprendere forme di strumentalizzazione della funzione militare, ma l'accertamento di tale abuso resta una valutazione fattuale che il giudice di merito svolge; le censure su tale accertamento non sempre sono idonee a fondare ricorso per cassazione.
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