Cassazione Civile, Ordinanza n. 15776/2026 del 22/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (ente locale)
La controversia
La controversia riguarda l'impugnazione di un avviso di pagamento e di una cartella esattoriale per omesso versamento della TARSU 2011, relativi a un villaggio turistico situato nel Comune resistente. In primo grado la contribuente aveva ottenuto accoglimento; in appello, invece, la decisione è stata riformata e sono state ritenute legittime la tariffa comunale applicata agli esercizi alberghieri e la mancata rilevanza della stagionalità dell'attività. In cassazione la società ha proposto due motivi: con il primo ha denunciato violazione degli artt. 8 e 9 del d.lgs. 79/2011 sostenendo che la struttura dovesse essere qualificata come villaggio turistico e non come mera attività alberghiera; con il secondo ha denunciato ancora la violazione degli stessi articoli per avere la CTR ritenuto che la stagionalità fosse una scelta discrezionale della contribuente, anziché il frutto di un'autorizzazione amministrativa che limitava l'apertura a 180 giorni annui. Prima della decisione sul merito del ricorso, la ricorrente ha anche contestato l'erronea declaratoria di estinzione del procedimento adottata a seguito della procedura accelerata ex art. 380-bis c.p.c., deducendo di avere tempestivamente chiesto la decisione collegiale e chiedendo la correzione/revoca del decreto di estinzione.
La decisione
La Corte ha anzitutto dichiarato inefficace il decreto di estinzione del procedimento, rilevando che l'istanza di decisione era stata tempestivamente depositata dalla ricorrente e che quindi mancavano i presupposti per l'estinzione ex art. 380-bis, secondo comma, c.p.c. Riqualificata l'istanza come rimedio per ottenere la trattazione collegiale, la Corte è passata all'esame del ricorso e ha rigettato entrambi i motivi, ritenendoli in parte inammissibili e in parte infondati. Quanto al primo motivo, ha affermato che la doglianza era carente di autosufficienza e comunque infondata, perché la tariffa comunale che distingue gli esercizi alberghieri dalle civili abitazioni è legittima anche per strutture turistiche unitariamente gestite come i villaggi albergo/villaggi turistici, essendo rilevante la maggiore potenzialità di produzione di rifiuti e non la stagionalità. Quanto al secondo motivo, la Corte ha osservato che la CTR non aveva attribuito alla contribuente un potere discrezionale di scelta, ma aveva correttamente applicato la riduzione tariffaria prevista dal regolamento comunale per le utenze stagionali; inoltre, la contribuente non aveva indicato né trascritto la specifica norma regolamentare invocata e non aveva dimostrato una concreta inutilizzabilità della struttura idonea a escludere o ridurre il tributo in misura diversa da quella regolamentare. Alla soccombenza sono seguite la condanna alle spese, l'ulteriore somma ex art. 96, terzo comma, c.p.c., la sanzione ex art. 96, quarto comma, c.p.c. e l'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
secondo comma; terzo comma
la mancata proposizione dell'istanza di decisione dopo la proposta può determinare l'estinzione; se invece l'istanza è stata tempestivamente proposta, il decreto di estinzione è privo di presupposti e va dichiarato inefficace
il decreto di estinzione è impugnabile con il rimedio previsto dalla norma; l'istanza di fissazione dell'udienza serve a contestare la regolarità della declaratoria di estinzione ed è priva di carattere impugnatorio
l'istanza proposta come correzione dell'errore materiale è stata riqualificata come istanza ex art. 391, terzo comma, c.p.c., perché mirava a censurare il fondamento del decreto di estinzione
la proposta di definizione accelerata non integra causa di incompatibilità del consigliere che l'ha formulata, ai fini della composizione del collegio
richiamato in relazione all'assenza di incompatibilità del consigliere delegato che aveva formulato la proposta
d.lgs. 23 maggio 2011, n. 79, artt. 8 e 9
richiamati dalla ricorrente per sostenere la qualificazione della struttura come villaggio turistico e la rilevanza della stagionalità; la Corte li considera non decisivi ai fini della tariffazione TARSU nei termini prospettati
d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 68
attribuisce ai Comuni un ampio margine di discrezionalità nella classificazione delle categorie tariffarie TARSU/TARES/TARI
d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 65
non impone un obbligo di motivazione specifica della delibera comunale di determinazione della tariffa, trattandosi di atto generale
d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 66, comma 5
la stagionalità deve risultare da apposita denuncia al Comune, altrimenti non può essere utilmente addotta in giudizio
d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 77
richiamato per escludere l'applicabilità della tariffa giornaliera ai concessionari del lido con detenzione stabile dell'area
d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 62
invocato dalla ricorrente, ma ritenuto non conferente perché riguarda ipotesi di locali o aree che non possono produrre rifiuti per loro natura o per particolare uso stabile
il ricorso deve indicare specificamente gli atti e i documenti su cui si fonda, con localizzazione nei gradi di merito, a pena di inammissibilità/improcedibilità del motivo
art. 369, comma 2, n. 4 c.p.c.
il documento richiamato deve essere allegato o comunque rinvenibile nel fascicolo, secondo gli oneri di produzione del ricorrente
la manifesta inammissibilità o infondatezza del ricorso giustifica la condanna equitativa del soccombente in favore della controparte vittoriosa
nei procedimenti accelerati la Corte può condannare il ricorrente al pagamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende anche se gli intimati non si sono difesi, con funzione deterrente e sanzionatoria
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
sussistono i presupposti per l'ulteriore contributo unificato a carico della ricorrente, se dovuto
art. 23, comma 1, regolamento comunale
Le tariffe del tributo sono ridotte del 10 % per le utenze domestiche tenute a disposizione per uso stagionale o altro uso limitato e discontinuo e per le utenze non domestiche relative ai locali ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo ma ricorrente, risultante da licenza o autorizzazione rilasciata dai competenti organi per l'esercizio dell'attività
la riduzione del 10% opera se la stagionalità risulta da licenza o autorizzazione; non è consentita una maggiorazione o riduzione ulteriore disposta dal giudice fuori dal regolamento
Massime di principio
- In materia di TARSU, TARES e TARI, i Comuni dispongono di ampia discrezionalità nella classificazione delle categorie e nella determinazione delle tariffe, potendo differenziare gli esercizi alberghieri dalle civili abitazioni in ragione della maggiore capacità produttiva di rifiuti.
- La legittimità della tariffa non dipende dalla perfetta omogeneità tra tutte le strutture comprese nella categoria, purché la classificazione sia coerente con la potenzialità media di produzione dei rifiuti e con la logica regolamentare dell'ente impositore.
- La stagionalità dell'attività, ai fini dell'agevolazione o riduzione tariffaria, deve risultare da specifica previsione regolamentare e da idonea denuncia al Comune; non può essere dedotta liberamente in giudizio in mancanza di tali presupposti.
- Per ottenere l'esclusione o la riduzione del tributo per inutilizzabilità del locale o dell'area, non basta il mancato utilizzo di fatto o una chiusura temporanea: occorre dimostrare una concreta impossibilità oggettiva di utilizzo secondo i presupposti di legge.
- Nel ricorso per cassazione, il motivo fondato su documenti deve rispettare rigorosamente l'onere di specifica indicazione e localizzazione degli atti processuali e dei documenti prodotti, altrimenti è inammissibile.
- La proposta di definizione accelerata non determina incompatibilità del consigliere che l'ha formulata nel successivo collegio di decisione, poiché non ha natura decisoria definitiva.
- La mancata proposizione dell'istanza di decisione dopo la proposta accelerata può condurre all'estinzione del giudizio, ma se l'istanza è tempestivamente depositata il decreto di estinzione è inefficace perché adottato senza i necessari presupposti.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- ordinanza_civile · 22 mag 2026Cassazione Civile, Ordinanza n. 15644/2026 del 22/05/2026
- ordinanza_civile · 22 mag 2026Cassazione Civile, Ordinanza n. 15645/2026 del 22/05/2026
- ordinanza_civile · 22 mag 2026Cassazione Civile, Ordinanza n. 15646/2026 del 22/05/2026
- ordinanza_civile · 22 mag 2026Cassazione Civile, Ordinanza n. 15647/2026 del 22/05/2026
- ordinanza_civile · 22 mag 2026Cassazione Civile, Ordinanza n. 15648/2026 del 22/05/2026
- ordinanza_civile · 22 mag 2026Cassazione Civile, Ordinanza n. 15649/2026 del 22/05/2026
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →