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Sentenza

Sentenza n. 12492/2026 - Roma, Sezione 5

per l'annullamento, del bando pubblicato sul Portale INPA e INPS in data 23/12/2024 (adottato a seguito delle determinazioni del Consiglio di Amministrazione n.149 e n.150 del 18/12/2024), con cui l’Istituto ha indetto il “Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di 781 unità di Specialisti delle aree psicologiche e sociali, da inquadrare nell’Area Funzionari, famiglia professionale Funzionari sanitari, nei ruoli del personale dell’INPS”, nella parte lesiva degli interessi di categoria rappresentati dall’Associazione ricorrente; delle ulteriori disposizioni previste nel modulo telematico di presentazione della domanda per l’attribuzione della riserva ex art. 20 del D. lgs. n.75/2017 (e ss.mm.) e che integrano la “lex specialis”, laddove lesive nei confronti degli interessi di categoria rappresentati dall’Associazione ricorrente; delle determinazioni del Consiglio di Amministrazione n. 149 e n. 150 del 18/12/2024 con cui INPS ha adottato e approvato il menzionato bando di concorso per 781 “Specialisti” nelle aree psicologiche e sociali; per quanto di ragione, ove lesiva, della deliberazione consiliare n. 149 del 2024, con cui INPS ha istituito il profilo di ruolo “Specialista delle aree Psicologiche e Sociali” nell’ambito dell’Area Funzionari, “famiglia funzionario” sanitario e ne ha individuato le funzioni; nonché di ogni altro atto connesso anteriore e conseguente del procedimento anche se ad oggi non conosciuto né prodotto dall’Amministrazione e comunque lesivo dei diritti e degli interessi di parte ricorrente; nonché per l’accertamento dell’interesse in capo all’Associazione ricorrente all’annullamento/rettifica del bando con cui è stato indetto il “Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di 781 unità di Specialisti delle aree psicologiche e sociali, da inquadrare nell’Area Funzionari, famiglia professionale Funzionari sanitari, nei ruoli del personale dell’INPS” e per la condanna dell’Istituto a provvedere alle opportune determinazioni del caso, con preventiva interlocuzione con l’Associazione resistente a salvaguardia degli interessi della categoria;

Giustizia amministrativa202503327

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: bando di concorso INPS per l'assunzione a tempo indeterminato di 781 specialisti delle aree psicologiche e sociali, nonché gli atti presupposti e le disposizioni del modulo telematico relative alla riserva ex art. 20 d.lgs. 75/2017

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ente previdenziale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'associazione ha impugnato il bando, le deliberazioni del Consiglio di amministrazione dell'INPS che lo avevano approvato, l'istituzione del profilo professionale e le disposizioni del modulo telematico concernenti l'attribuzione della riserva prevista dall'art. 20 d.lgs. 75/2017, chiedendone l'annullamento o la rettifica e l'accertamento del proprio interesse a ottenere una interlocuzione con l'Istituto a tutela della categoria rappresentata. Il TAR ha rilevato che il bando non contiene clausole immediatamente escludenti, ossia clausole tali da impedire o rendere oltremodo difficoltosa la partecipazione degli interessati alla procedura selettiva. Ne consegue l'assenza di una lesione immediata, personale, diretta, concreta e attuale, necessaria per radicare l'interesse a ricorrere contro un atto amministrativo generale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse. Ha applicato il principio secondo cui il bando di concorso è immediatamente impugnabile soltanto quando contenga clausole immediatamente lesive, in particolare clausole escludenti o tali da rendere oltremodo difficoltosa la partecipazione. Poiché tale situazione non ricorreva, l'associazione non disponeva di un interesse personale, diretto, concreto e attuale all'annullamento immediato del bando. Le spese di lite sono state compensate tra le parti, anche in ragione della definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 39 c.p.a.

    Richiamato dal giudice in relazione alla condizione dell'azione e al carattere personale, diretto, concreto e attuale dell'interesse necessario nel processo amministrativo.

  • art. 100 c.p.c.

    Richiamato quale disposizione generale sulla necessità dell'interesse ad agire.

  • art. 20 d.lgs. 75/2017

    Richiamato con riferimento alla riserva prevista dal bando e alle disposizioni del modulo telematico impugnate; il giudice non ne esamina il merito.

  • art. 35, comma 1, c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicate nella definizione del giudizio.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicate nella definizione del giudizio.

Massime di principio

  • Un bando di concorso, quale atto amministrativo generale, è immediatamente impugnabile soltanto quando contiene clausole direttamente lesive, che impediscono o rendono oltremodo difficoltosa la partecipazione alla procedura selettiva.
  • In assenza di una clausola immediatamente escludente o comunque direttamente lesiva, manca l'interesse personale, diretto, concreto e attuale necessario per impugnare immediatamente il bando; il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per difetto di interesse.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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