Sentenza n. 1526/2026 - Venezia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento della Questura di Padova recante la sospensione per trenta giorni della licenza di somministrazione di alimenti e bevande
Esito
Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’impresa esercente il bar ha impugnato il provvedimento della Questura di Padova che aveva disposto, per trenta giorni, la sospensione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande, chiedendone l’annullamento unitamente agli atti antecedenti e conseguenti. Prima della decisione, a seguito della comunicazione della segreteria ai sensi dell’art. 72-bis c.p.a., la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso e ha chiesto che fosse dichiarata l’improcedibilità, con compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che la ricorrente aveva espressamente dichiarato, sia con nota depositata sia a verbale in camera di consiglio, di non avere più interesse alla decisione. Il Collegio ha ritenuto definibile la causa in rito con sentenza in forma semplificata, ai sensi dell’art. 72-bis c.p.a. Le spese e le competenze di giudizio sono state compensate, in ragione della sussistenza di giusti motivi e dell’assenza di contestazioni della parte resistente.
Norme richiamate
art. 72-bis c.p.a.
1. Il presidente, quando i ricorsi siano suscettibili di immediata definizione, anche a seguito della segnalazione dell’ufficio per il processo, fissa la trattazione alla prima camera di consiglio successiva al ventesimo giorno dal perfezionamento, anche per il destinatario, dell’ultima notificazione e, altresì, al decimo giorno dal deposito del ricorso. … 2. Se è possibile definire la causa in rito, in mancanza di eccezioni delle parti, il collegio sottopone la relativa questione alle parti presenti. … In ogni caso la decisione è adottata con sentenza in forma semplificata.
La causa può essere definita con sentenza in forma semplificata nella camera di consiglio fissata ai sensi dell’art. 72-bis c.p.a. quando risulti definibile in rito, previa sottoposizione della relativa questione alle parti presenti.
art. 35, comma 1, c.p.a.
Richiamato quale disposizione processuale applicabile alla definizione del giudizio.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal Collegio tra le disposizioni processuali applicabili alla decisione.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata con sentenza in forma semplificata all’esito della camera di consiglio fissata ai sensi dell’art. 72-bis c.p.a., se la causa è definibile in rito e la questione è sottoposta alle parti presenti.
- In caso di dichiarata sopravvenuta carenza di interesse, le spese di giudizio possono essere compensate quando sussistano giusti motivi e la parte resistente non abbia formulato contestazioni sul punto.
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