Sentenza del 24/01/2018 n. 1706 - Corte di Cassazione
TRIBUTI (IN GENERALE) - REPRESSIONE DELLE VIOLAZIONI DELLE LEGGI FINANZIARIE - SANZIONI CIVILI E AMMINISTRATIVE - IN GENERE
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava tre avvisi di accertamento relativi all’anno d’imposta 2005, con recuperi ai fini IRES, IRAP e IVA. L’Agenzia contestava, tra l’altro, la deducibilità e l’inerenza di alcuni costi, la documentazione di costi relativi a personale utilizzato infragruppo e la regolarità di costi di locazione e gestione di un deposito. La società, con ricorso incidentale, contestava la durata della verifica fiscale, la competenza temporale dei costi per incentivi all’esodo e dei premi assicurativi. In memoria ha inoltre chiesto l’applicazione retroattiva della disciplina sanzionatoria più favorevole introdotta dal D.Lgs. n. 158/2015.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato sia il ricorso principale dell’Agenzia delle Entrate sia il ricorso incidentale della società. Ha ritenuto inammissibili le censure dell’Agenzia sui costi e sull’inerenza, perché dirette sostanzialmente a rivalutare il merito o la motivazione della sentenza. Ha escluso che il superamento del termine di permanenza dei verificatori presso la sede del contribuente comporti, in assenza di una specifica previsione legislativa, l’invalidità dell’accertamento o l’inutilizzabilità delle prove. Ha confermato che i costi per incentivazione all’esodo sono deducibili nell’esercizio in cui il singolo accordo con il lavoratore rende il costo certo, e che i premi assicurativi vanno imputati secondo la durata temporale della copertura, salvo prova di una diversa maturazione. Tuttavia, ha accolto la richiesta relativa alle sanzioni, disponendo la cassazione della sentenza limitatamente alla loro determinazione e il rinvio alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, in diversa composizione, per l’applicazione della disciplina più favorevole sopravvenuta. La CTR dovrà inoltre liquidare le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 109, comma 5
La deducibilità dei componenti negativi richiede l’inerenza all’attività d’impresa. In Cassazione non è possibile utilizzare il motivo di violazione di legge per ottenere una nuova valutazione dei fatti o della motivazione, salvo i ristretti limiti del vizio motivazionale ancora deducibile.
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 109, commi 1 e 2
Il principio di competenza impone di imputare i costi all’esercizio in cui diventano certi e determinabili. Per gli incentivi all’esodo, tale momento coincide con la sottoscrizione dell’accordo individuale con il lavoratore e non con il precedente accordo generale sindacale.
Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 12, comma 5
La violazione dei limiti temporali di permanenza dei verificatori presso la sede del contribuente non determina automaticamente la perdita del potere di accertamento, l’invalidità degli atti o l’inutilizzabilità delle prove, se la legge non prevede espressamente tali conseguenze.
D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 3, comma 3
Prevede il principio del trattamento sanzionatorio più favorevole: la disciplina successiva più favorevole deve applicarsi retroattivamente quando l’illecito non è ancora definitivamente accertato.
D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158
La riforma ha ridotto, tra l’altro, i minimi edittali di alcune sanzioni tributarie, portandoli dal 100% al 90% della maggiore imposta dovuta. La riduzione si applica anche a violazioni anteriori se la sanzione non è ancora definitiva.
Codice di procedura civile, art. 287
Un contrasto meramente letterale tra motivazione e dispositivo, che non impedisca di comprendere la decisione complessiva, costituisce errore materiale correggibile e non causa necessariamente di nullità della sentenza.
Massime di principio
- Il superamento del termine di permanenza dei verificatori non comporta automaticamente l’annullamento dell’accertamento: occorre verificare se la legge prevede espressamente una sanzione di invalidità o inutilizzabilità.
- La deducibilità di un costo richiede sia l’inerenza all’attività d’impresa sia una documentazione idonea a dimostrarne esistenza, certezza e collegamento con l’attività svolta.
- Nel principio di competenza, un costo si imputa all’esercizio in cui diventa certo e determinabile; per gli incentivi all’esodo rileva normalmente l’accordo individuale con il dipendente, non il solo accordo collettivo o sindacale.
- I costi assicurativi relativi a contratti pluriennali devono essere normalmente ripartiti in proporzione alla durata della copertura, salvo prova concreta di un diverso criterio di maturazione economica.
- In Cassazione non è consentito chiedere una nuova valutazione delle prove o dei fatti attraverso una censura formalmente proposta come violazione di legge.
- Le modifiche normative che riducono le sanzioni tributarie si applicano retroattivamente in favore del contribuente quando la sanzione non è ancora divenuta definitiva.
- Un’incongruenza tra motivazione e dispositivo determina la nullità solo se è insanabile e rende incerto il contenuto della decisione; altrimenti può trattarsi di un semplice errore materiale correggibile.
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