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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18861/2025 del 20/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il pubblico ministero ha impugnato la sentenza del Tribunale di Trani dell'11/10/2024 che aveva prosciolto Cipriani per difetto di querela relativamente al reato di furto di energia elettrica (aggravato). Il motivo del ricorso è che il Tribunale avrebbe errato nel ritenere tardiva la contestazione suppletiva, e che l'aggravante della destinazione del bene a pubblico servizio sarebbe comunque desumibile dall'imputazione; inoltre il PM sosteneva che il potere di contestazione di una circostanza aggravante non è soggetto a decadenze tali da inibire la contestazione effettuata alla prima udienza utile dopo il decorso del termine per la querela introdotto dal d.lgs. 150/2022.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso del pubblico ministero: ha annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Trani in diversa composizione. La Corte ha valorizzato che la riforma (d.lgs. 150/2022) che rende il furto aggravato procedibile a querela è norma di favore applicabile anche a fatti anteriori; ha però precisato che l'aggravante della destinazione a pubblico servizio ha natura valutativa e non è automaticamente desumibile dall'indicazione della rete: perciò la contestazione dell'aggravante nel capo di imputazione deve essere formulata con efficacia informativa (o con perifrasi chiaramente univoche). Nel caso concreto il capo d'imputazione non descriveva in modo inequivoco la destinazione dell'energia a pubblico servizio. Tuttavia la Corte ha affermato che il pubblico ministero può validamente proporre contestazione suppletiva dell'aggravante nella prima udienza utile successiva al decorso del termine concesso alla persona offesa per proporre querela, sicché il proscioglimento pronunciato senza tener conto della contestazione suppletiva effettuata dal PM alla prima udienza utile risultava errato.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    art. 2, comma 1, lett. i) e art. 85

    La modifica al regime di procedibilità introdotta dal d.lgs. 150/2022 (che in molti casi trasforma reati procedibili d'ufficio in procedibili a querela) è norma di favore applicabile anche ai fatti commessi prima della sua entrata in vigore; il termine per la proposizione della querela è rilevante per il decorso della condizione di procedibilità, ma il PM può effettuare contestazione suppletiva dopo il decorso del termine alla prima udienza utile.

  • Codice penale

    art. 624 (comma terzo modificato), art. 625, comma 1, n. 7) e n. 7-bis

    La nuova formulazione del furto e delle relative aggravanti individua ipotesi in cui il furto rimane procedibile d'ufficio (es. cose destinate a pubblico servizio o componenti di infrastrutture). La qualificazione della cosa come destinata a pubblico servizio è valutativa e richiede adeguata contestazione.

  • Codice di procedura penale

    art. 517, art. 129, art. 554-bis, art. 554-ter, art. 593 comma 2

    Art. 517 (e la nuova disciplina dell'udienza predibattimentale/554-bis) consente al PM la contestazione suppletiva di circostanze aggravanti anche se non menzionate nel capo di imputazione; l'art. 129 consente al giudice di rilevare cause di estinzione o di improcedibilità ma, secondo la giurisprudenza, non impedisce al PM di modificare l'imputazione nei limiti previsti dalle norme specifiche. L'art. 554-bis e 554-ter disciplinano l'udienza predibattimentale e il momento in cui è possibile integrare l'imputazione prima della decisione; art. 593 comma 2 regola la possibile impugnazione del PM contro sentenze di proscioglimento.

Massime di principio

  • La riforma che restringe la procedibilità (es. rendendo alcuni furti procedibili a querela) può essere applicata ai fatti commessi anteriormente se è norma di favore; il giudice deve valutare la condizione di procedibilità prendendo in considerazione la situazione al momento della decisione.
  • L'aggravante 'destinazione del bene a pubblico servizio' ha natura valutativa: non è automaticamente deducibile dal solo riferimento all'oggetto (es. energia elettrica) e richiede una contestazione nel capo di imputazione sufficientemente esplicativa o una perifrasi univoca che renda manifesto all'imputato il carattere aggravante del fatto.
  • Il pubblico ministero ha il potere di effettuare contestazione suppletiva di circostanze aggravanti non inizialmente indicate e può esercitarlo alla prima udienza utile dopo il decorso del termine concesso alla persona offesa per proporre querela, rendendo così procedibile d'ufficio il fatto se l'aggravante risulta accertata.
  • Il giudice non dovrebbe pronunciare un proscioglimento per difetto di querela senza prima verificare se sia stata effettuata o sia ancora possibile la contestazione suppletiva da parte del PM, perché la declaratoria di improcedibilità va valutata sulla situazione esistente al momento della decisione.
  • Per l'accusa: descrivere tecnicamente e dettagliatamente il meccanismo della sottrazione (es. allaccio diretto alla rete, bypass del contatore, modalità di prelievo) aumenta la probabilità che la circostanza aggravante sia considerata validamente contestata; in mancanza è opportuno che il PM integri la contestazione nella prima udienza utile.
  • Per la difesa: contestare tempestivamente la qualificazione giuridica dell'oggetto o offrire elementi per dimostrarne la destinazione d'uso (privato vs pubblico) è cruciale, poiché l'aggravante è soggetta a valutazione e non a mera asserzione.

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