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Sentenza

Sentenza del 23/05/2019 n. 3176 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

IRES - AVVISO DI ACCERTAMENTO - SCISSIONE E CESSIONE QUOTE SOCIETA' SCISSA - INDEBITO VANTAGGIO FISCALE

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’Agenzia delle Entrate ha contestato, ai fini IRES, il carattere elusivo di un’operazione unitariamente composta dalla scissione proporzionale della società proprietaria di un complesso immobiliare e dalla successiva cessione delle quote della società scissa. Secondo l’Amministrazione, la scissione non perseguiva una reale riorganizzazione societaria, ma consentiva di trasferire indirettamente l’immobile evitando l’assoggettamento a IVA e permettendo alla società acquirente di dedurre ammortamenti riferiti a un importo extracontabile, altrimenti non deducibile. Le ragioni organizzative invocate dal gruppo non sono state ritenute sufficienti, anche considerando i modesti costi di costituzione di una nuova società che avrebbe potuto acquistare direttamente l’immobile e i rischi connessi all’acquisto della società scissa con eventuali passività occulte.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l’appello dell’Agenzia delle Entrate e ha rigettato il ricorso delle contribuenti, ritenendo integrata un’operazione elusiva ai sensi dell’art. 37-bis del d.P.R. n. 600/1973. È stato confermato il recupero a tassazione IRES di 417.442 euro, con maggiore imposta di 114.797 euro e sanzione di pari importo. Le contribuenti sono state condannate in solido al pagamento delle spese di lite, liquidate in 3.000 euro per il primo grado e 4.000 euro per l’appello, oltre accessori, nonché al raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • Art. 37-bis del d.P.R. n. 600/1973

    Norma applicabile all’epoca dei fatti, successivamente abrogata dal 1° gennaio 2016.

    La norma è stata interpretata nel senso che un’operazione formalmente lecita può essere disconosciuta quando, mediante l’uso distorto di strumenti giuridici, realizza un vantaggio fiscale indebito in assenza di valide ragioni economiche diverse dal risparmio d’imposta.

  • Art. 10-bis della legge n. 212/2000

    Introdotto dal d.lgs. n. 128/2015 in sostituzione dell’art. 37-bis del d.P.R. n. 600/1973.

    È richiamato come disciplina successiva dell’abuso del diritto e dell’elusione fiscale, non come disposizione direttamente applicata alla fattispecie.

Massime di principio

  • Operazioni societarie formalmente lecite, come scissioni e cessioni di partecipazioni, possono essere valutate unitariamente quando risultano previamente pianificate e funzionalmente collegate.
  • La presenza di un interesse organizzativo o gestionale non esclude l’abuso del diritto se la struttura concretamente adottata è principalmente finalizzata a conseguire un vantaggio fiscale indebito.
  • Il trasferimento indiretto di un immobile mediante cessione delle quote della società che lo possiede può essere contestato quando serve a sostituire una vendita diretta e a ottenere un trattamento fiscale più favorevole.
  • La deduzione di costi o ammortamenti derivanti da valori extracontabili può essere negata se il risultato fiscale deriva da una costruzione artificiosa e non da una reale operazione economica.
  • Per dimostrare valide ragioni extrafiscali occorre evidenziare vantaggi economici, organizzativi o finanziari concreti, non meramente generici, e proporzionati alla complessità e ai rischi dell’operazione.
  • La scelta di acquisire una società con possibili passività occulte, anziché acquistare direttamente il bene o costituire una società veicolo, può costituire un indice della prevalenza dello scopo fiscale.

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