Cassazione Civile, Sentenza n. 35092/2023 del 14/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La controversia riguarda il diritto del Centro studi della Scoliosi a ottenere, dall'ASL Napoli 1 Centro, gli interessi moratori calcolati ai sensi del d.lgs. n. 231/2002 per i ritardi nei pagamenti delle prestazioni riabilitative erogate in regime di accreditamento al Servizio Sanitario Nazionale. In particolare la questione era se le prestazioni rese dalle strutture private accreditate costituiscano "transazioni commerciali" tra imprenditore e pubblica amministrazione e pertanto siano soggette all'applicazione del tasso di interesse ex art. 5 d.lgs. 231/2002, ovvero se dovessero essere assimilate alle farmacie (per le quali la giurisprudenza aveva talvolta negato l'applicabilità) e sottratte a tale disciplina.
La decisione
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha accolto il ricorso. Ha cassato la sentenza della Corte d'appello di Napoli n. 4557/2019 e ha rinviato la causa a quella Corte in diversa composizione. Le Sezioni Unite hanno stabilito il principio di diritto secondo cui le prestazioni sanitarie rese da strutture private accreditate, quando siano rese sulla base di un contratto scritto, accessorio all'accreditamento, concluso dopo l'8 agosto 2002, rientrano nella nozione di "transazione commerciale" ai sensi dell'art. 2 del d.lgs. n. 231/2002; ne consegue che, in caso di ritardo nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, la struttura ha diritto agli interessi di mora nella misura prevista dall'art. 5 del d.lgs. n. 231/2002 (nel testo anteriore alla novellazione). La Corte ha inoltre escluso la possibilità di estendere pedissequamente al caso delle strutture accreditate la soluzione giurisprudenziale relativa a specifiche attività delle farmacie (dispensazione di farmaci di fascia A), ritenendo quella soluzione circoscritta e non generalizzabile.
Norme richiamate
d.lgs. 9 ottobre 2002, n. 231 (recepimento Direttiva 2000/35/CE)
art. 1 (ambito applicazione), art. 2 (definizioni: lett. a, b, c), art. 4, art. 5, art. 11 (norma transitoria)
La disciplina degli interessi moratori si applica alle 'transazioni commerciali' tra imprese e pubbliche amministrazioni; la nozione di transazione è ampia e comprende contratti che comportano la prestazione di servizi contro corrispettivo. La norma transitoria (art.11) richiede che il contratto sia concluso dopo l'8 agosto 2002 per rendere applicabile il regime anteriore alla novellazione.
d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502
art. 8-quater; art. 8-quinquies
L'accreditamento è un provvedimento abilitativo/concessorio e gli accordi/contratti ex art. 8-quinquies sono la fonte che concretizza le prestazioni rimborsabili dal SSN; senza il contratto non nasce l'obbligo di pagamento della pubblica amministrazione.
Direttiva 2000/35/CE (e successive direttive comunitarie sul ritardo dei pagamenti)
Obiettivo comunitario di contrastare i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali tramite la disciplina degli interessi e misure di tutela del creditore; criterio interpretativo uniforme da considerare nel recepimento nazionale.
Cass. S.U. n. 26496/2020
Ha circoscritto la qualificazione delle farmacie come segmento del SSN alla sola attività di dispensazione di farmaci essenziali di fascia A, ritenendo per quella specifica attività possibile esclusione dall'applicazione del d.lgs. 231/2002. Le Sezioni Unite nel caso in esame hanno però imposto di non estendere automaticamente quella soluzione alle strutture accreditate.
Giurisprudenza della Corte di giustizia UE
es. C-299/19; C-419/21; C-122/2018 (Grande Chambre)
La Corte di giustizia ha interpretato in senso estensivo la nozione di transazione commerciale e ha sottolineato l'obbligo degli Stati membri e delle pubbliche amministrazioni di rispettare termini di pagamento efficaci, richiedendo misure efficaci per contrastare i ritardi, con particolare attenzione al settore sanitario.
Legge n. 833/1978 (richiamata)
Richiamata in relazione all'organizzazione del servizio sanitario nazionale e alla disciplina storica dei rapporti tra SSN e soggetti esterni; utilizzata come contesto normativo per le qualificazioni del rapporto.
Massime di principio
- Se una struttura privata accreditata ha un contratto scritto con l'ente pubblico, concluso dopo l'8 agosto 2002, le prestazioni da essa rese per il SSN rientrano nella nozione di "transazione commerciale" e, in caso di ritardo nei pagamenti, possono essere reclamati gli interessi moratori ex d.lgs. 231/2002 (art.5).
- L'accreditamento in sé non è sufficiente a generare il diritto al pagamento: è necessario l'accordo/contratto che definisca volumi, tipologie e corrispettivi; senza tale contratto l'ASL può non essere tenuta al rimborso.
- La qualificazione delle farmacie come "segmento del SSN" è circoscritta (secondo la giurisprudenza di legittimità) alla dispensazione di farmaci essenziali di fascia A; non è automaticamente estendibile a tutte le strutture e prestazioni sanitarie.
- Nelle controversie simili è fondamentale documentare la natura contrattuale del rapporto (contratto scritto, data di conclusione, clausole di corrispettivo e termini di pagamento) per far valere il diritto agli interessi ex d.lgs. 231/2002.
- Le pronunce e i principi della Corte di giustizia UE rafforzano l'interpretazione estensiva della nozione di transazione commerciale e impongono alle pubbliche amministrazioni l'obbligo di pagamenti tempestivi; gli operatori privati possono invocare tali principi in fase di reclamo o giudizio.
- Per la prevenzione di future controversie è consigliabile per i fornitori accreditati prevedere nei contratti clausole esplicite sui termini di pagamento, l'applicazione degli interessi di mora conformemente al d.lgs. 231/2002 e conservare la documentazione comprovante l'accreditamento e la stipula del contratto.
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