Cassazione Civile, Sentenza n. 35024/2023 del 14/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Lecce n.1101/2016 che aveva confermato la responsabilità professionale della dott.ssa Perez per negligenza nell'espletamento dell'incarico di consulente fiscale (errata compilazione del Modello CVS e omissione dell'indicazione degli investimenti 2001 con conseguente recupero del credito d'imposta). La ricorrente deduceva, tra l'altro, errata valutazione delle prove documentali (anche nuova documentazione su fatture simulate), violazione del diritto di difesa per richiamo generico di un provvedimento dirigenziale del 24.01.2003, mancato rispetto dei criteri di diligenza professionale alla luce delle difficoltà interpretative della normativa (art. 8 L. 388/2000), errata quantificazione del danno (contestazione del maggior importo derivante dalla cartella di pagamento) e censurava il riconoscimento di vari compensi liquidati in sede di merito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale proposto da Perez e ha rigettato anche il ricorso incidentale di C G s.r.l. (conseguentemente confermando le decisioni di merito). Il Collegio ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi di cassazione (sia per vizi di specificità e di sindacato di fatto, sia per valutazioni corrette del merito). Ha confermato che la Corte d'Appello ha applicato correttamente il criterio di diligenza del professionista (art. 1176, comma 2 c.c.), ha correttamente valorizzato il provvedimento dirigenziale del 24.01.2003 quale elemento chiarificatore e ha legittimamente calcolato il risarcimento comprensivo delle conseguenze effettive subite dalla C.G. s.r.l. (anche riguardo all'importo derivante dalla successiva cartella), nonché i compensi professionali riconosciuti alla Perez per alcune prestazioni specifiche. La Cassazione ha compensato integralmente le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 360 cod. proc. civ.
art. 360, comma 1, nn. 3), 4), 5)
Regole sulle ragioni di cassazione: la Corte ha dichiarato inammissibili o infondati i motivi che tentavano di rimettere in discussione valutazioni di merito o che non indicavano specificamente le differenze tra le ragioni della sentenza di primo grado e della sentenza di appello (necessarie in presenza della 'doppia conforme').
art. 348-ter cod. proc. civ.
Applicazione della regola della 'doppia conforme': la ricorrente doveva indicare le ragioni di diversità fra le due pronunce per evitare l'inammissibilità di alcuni motivi; la Corte ha richiamato questa esigenza.
art. 1176 cod. civ.
Standard di diligenza per le professioni intellettuali: la Corte ha valutato la condotta della Perez secondo la diligenza del professionista medio (commercialista), ritenendo configurata colpa per l'omessa applicazione delle modalità chiarite dal provvedimento dirigenziale.
art. 2236 cod. civ.
Limite di responsabilità per problemi tecnici di speciale difficoltà: la Corte ha ricordato il principio ma ha ritenuto che la questione non fosse di tale speciale difficoltà, stante il carattere esplicativo del provvedimento dirigenziale.
art. 2697 cod. civ.
Onere della prova: la Corte ha richiamato correttamente l'onere della prova nelle valutazioni del merito, rigettando censure che chiedevano una nuova ripetizione della prova ove il giudice di merito aveva già apprezzato le risultanze istruttorie.
art. 1223 cod. civ.
Funzione risarcitoria della responsabilità civile: la misura del danno deve coprire l'intero pregiudizio subito dal danneggiato; la Corte ha condiviso il principio e il calcolo del danno effettuato dal giudice di merito.
D.P.R. n. 602/1973
art. 30 D.P.R. n. 602/1973
Riferimento agli interessi di riscossione e di mora: il giudice di primo grado aveva quantificato il danno comprendendo tali voci; la Cassazione non ha censurato la valutazione del merito a riguardo.
art. 8 legge 388/2000
Normativa di riferimento per l'obbligo di compilazione del Modello CVS: la Corte ha considerato che la normativa e i relativi chiarimenti amministrativi erano rilevanti e che il provvedimento dirigenziale chiarificatore del 24.01.2003 doveva essere conosciuto dal professionista.
art. 17 tariffa dei consulenti del lavoro
art. 17 della tariffa professionale dei consulenti del lavoro
Prevede indennità per mancato preavviso: la Corte d'Appello ha riconosciuto tale indennità alla Perez per risoluzione anticipata del rapporto, confermata dalla Cassazione non avendo riscontrato errori di motivazione.
art. 54 d.l. n. 83/2012 conv. L. 134/2012
art. 54, comma 2 del d.l. n. 83/2012, conv. L. n. 134/2012
Ha reso applicabile la disciplina della 'doppia conforme' (art. 348-ter) anche ai giudizi d'appello introdotti dopo il termine indicato; la Corte ha richiamato tale principio nel valutare la specificità dei motivi di cassazione.
Massime di principio
- Il giudizio di cassazione non è sede per rivedere le valutazioni di fatto e la prova svolta in sede di merito: i motivi che sollecitano nuova valutazione del convincimento del giudice di merito sono, di regola, inammissibili.
- In caso di responsabilità professionale, il parametro applicabile è la diligenza del professionista medio (art. 1176, comma 2 c.c.); l'esistenza di difficoltà interpretative non esclude automaticamente la responsabilità se esistono atti o provvedimenti chiarificatori che il professionista avrebbe dovuto conoscere e applicare.
- La responsabilità per attività professionale può comprendere anche le conseguenze patrimoniali derivanti da ritardi o da successiva iscrizione a ruolo, nella misura in cui costituiscono il pregiudizio effettivo subito dal danneggiato; il danneggiato ha un obbligo di limitare il danno, ma questo non impone di rinunciare a rimedi processuali legittimi.
- Documentazione nuova prodotta in appello può essere ritenuta ininfluente se il thema decidendum riguarda profili diversi (es. responsabilità per modalità di compilazione) o quando il giudice di merito valuta che la prova non altera il convincimento formato; la sua tardiva produzione non trova automaticamente ingresso in cassazione.
- Il riconoscimento di compensi professionali per attività distinte e formalmente incaricate (anche se collegate causalmente a errori precedenti) può essere legittimo se risulta un mandato specifico e l'attività è stata effettivamente eseguita.
- La parte che impugna in Cassazione in presenza della 'doppia conforme' deve indicare chiaramente le ragioni di divergenza tra le due decisioni di merito per non incorrere in inammissibilità dei motivi fondati su deduzioni generiche.
- In materia di onere della prova, il giudice di merito è titolare del valutazione prudente delle risultanze; le censure in cassazione devono dimostrare vizi logico-giuridici o violazioni di regole di valutazione della prova per essere accolte.
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