Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49986/2023 del 15/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Bari che aveva assolto l'imputato dall'art. 648 c.p. (ricettazione). Il motivo principale del ricorso è la carenza di motivazione e il travisamento dei fatti: la Corte di appello avrebbe motivato esclusivamente sulla insussistenza del delitto di truffa, mentre al giudicato era contestata la ricettazione; inoltre, essendovi stata pronuncia ai sensi del secondo comma dell'art. 530 c.p.p., il Procuratore generale riteneva che dovesse prevalere, ex art. 129 c.p.p., l'estinzione del reato per prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato una lacuna motivazionale insuperabile: la sentenza impugnata non ha valutato la condotta di ricezione e il relativo elemento soggettivo costituenti l'oggetto del giudizio, avendo invece argomentato su una vicenda riconducibile alla truffa e alla identificazione di un "sedicente" interlocutore. Per tali ragioni la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Bari per un nuovo esame del gravame, con indicazione di tenere conto dei rilievi formulati. Le altre censure relative alla formula liberatoria sono state assorbite.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Norma che incrimina la ricettazione; la Corte ha ritenuto che l'oggetto del giudizio dovesse essere la verifica della condotta di ricezione e del relativo elemento soggettivo, valutazione mancata nella sentenza impugnata

  • art. 530, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla formula di proscioglimento usata in appello; il Procuratore generale ha osservato che, data tale pronuncia, avrebbe dovuto essere considerata anche la questione dell'estinzione del reato per prescrizione

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamato dal Procuratore generale in ordine alla prevalenza dell'estinzione del reato per prescrizione; la questione è stata menzionata ma la Cassazione ha ritenuto prioritario il rilievo sulla carenza motivazionale e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio

Massime di principio

  • La motivazione della sentenza deve essere funzionale all'accertamento dell'esatto reato contestato: il giudice non può decidere sulla base di considerazioni relative a un delitto diverso da quello oggetto dell'imputazione senza spiegare il passaggio logico.
  • In caso di contestazione di ricettazione, il giudice deve esaminare espressamente la condotta di ricezione e il relativo elemento soggettivo (conoscenza dell'illiceità e finalità di lucro); l'omissione di tale valutazione costituisce vizio motivazionale idoneo all'annullamento in Cassazione.
  • Se la formula di proscioglimento è resa ai sensi dell'art. 530 c.p.p., va comunque valutata la rilevanza di eventuali cause estintive del reato (es. prescrizione) ex art. 129 c.p.p.; tali profili devono essere esplicitamente considerati in motivazione.
  • Quando la sentenza di merito presenta lacune motivazionali insuperabili, la Corte di Cassazione annulla e rinvia ad altra sezione per un nuovo esame del gravame, indicando i punti che devono essere ripresi; non sempre la Cassazione decide nel merito.
  • Se l'identità dell'agente è controversa (es. riferimento a un "sedicente" interlocutore), occorre che il giudice spieghi come sia stata provata l'identificazione dell'imputato rispetto alle dichiarazioni delle parti e agli elementi probatori disponibili.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.