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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48211/2022 del 20/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di conferma dell'appello che li aveva giudicati responsabili di concorso nell'illecita detenzione di cocaina, hashish e marijuana. Denunciano: (1) insufficiente e viziata motivazione quanto alla responsabilità della Caggegi, sostenendo che la Corte di appello avrebbe fondato la condanna su un "contributo morale e materiale" non adeguatamente comprovato e senza rispondere alle argomentazioni sull'assenza di coabitazione e sulla dichiarazione del De Muro di essere unico titolare delle sostanze; aggiungono mancanza di prova della destinazione allo spaccio; (2) mancata valutazione favorevole delle attenuanti generiche indicate in appello (incensuratezza, estraneità a circuiti criminali, collaborazione alle indagini). Invocano violazione dell'art. 73 T.U. stupefacenti e vizio di motivazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto che i motivi proposti costituissero in gran parte una riproposizione della critica di merito e fossero inammissibili ove mirassero a una diversa valutazione delle prove; ha ricordato il perimetro stretto del sindacato in cassazione sulla motivazione (solo mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà od omissione di atti probatori specificamente indicati e decisivi). La Corte ha giudicato adeguata la motivazione di merito: gli stupefacenti erano stati occultati in fase di trasporto e in casa e vi erano oggetti atti al confezionamento; la cooperazione della Caggegi alle indagini era priva di consistenza probatoria, e il contesto escludeva la natura occasionale del fatto, giustificando l'esclusione delle attenuanti generiche e la pena già mite applicata dal primo giudice. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 73 T.U. stupefacenti

    Norma di riferimento per il reato di illecita detenzione di sostanze stupefacenti; la sentenza si fonda sull'accertamento dell'occultamento e degli elementi di confezionamento per ritenere la condotta sussumibile nella fattispecie di cui all'art. 73.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Limita il sindacato della Cassazione sui motivi di fatto: sono rilevabili solo vizi della motivazione consistenti in mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà, o nell'aver ignorato atti processuali specifici e decisivi; non è consentito un riesame libero delle prove.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Regola le attenuanti generiche: la loro concessione richiede che il giudice motivi positivamente gli elementi che giustificano la mitigazione; l'esclusione non obbliga il giudice a confutare ogni singolo elemento indicato dalla difesa, ma a indicare plausibili ragioni del rigetto.

Massime di principio

  • In Cassazione non è possibile richiedere la riconsiderazione delle prove a meno che non si dimostri una manifesta illogicità, contraddittorietà o omissione di atti decisivi nella motivazione del giudice di merito.
  • Le doglianze che attaccano la persuasività o la valutazione comparativa delle prove sono normalmente inammissibili in sede di legittimità.
  • Per ottenere le attenuanti generiche l'imputato deve indicare elementi concreti e positivi; il giudice può escluderle motivando in termini plausibili senza dover confutare ogni singolo argomento difensivo.
  • La presenza di occultamento, strumenti per la pesatura/confezionamento e comportamenti atti a disfarsi della droga sono elementi idonei a comprovare la destinazione allo spaccio e la partecipazione comune, anche se manca prova formale di coabitazione.
  • Chi impugna una decisione per vizio di motivazione deve specificare quali atti processuali decisivi il giudice avrebbe ignorato o quali contraddizioni manifeste sussistano, poiché le critiche generiche alla insufficiente o diversa valutazione probatoria non bastano per la cassazione.

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