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Sentenza

Sentenza n. 188/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento della determinazione prot. n.49342, del 3 settembre 2015 di parere negativo sulla richiesta per la realizzazione di due fabbricati ad un solo piano destinati uno a residenza e deposito e l'altro a deposito agricolo, demolizione, la remissione in pristino dello stato dei luoghi, parere prot. n.3842 del 7/2/2014 della sopraintendenza per il Lazio.

Giustizia amministrativa201500727

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego comunale di autorizzazione paesaggistica e conseguente ordine di demolizione e remissione in pristino, fondati sul parere negativo tardivo della Soprintendenza

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari richiedenti)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la determinazione comunale che aveva negato l’autorizzazione paesaggistica richiesta ai sensi dell’art. 32 della l. 47/1985 per due fabbricati destinati, rispettivamente, a residenza e deposito e a deposito agricolo, disponendone la demolizione e la remissione in pristino. Hanno dedotto, anzitutto, che il Comune si fosse limitato a recepire automaticamente il parere negativo della Soprintendenza, nonostante fosse stato adottato oltre il termine di 45 giorni previsto dall’art. 146, comma 8, del d.lgs. 42/2004 e avesse quindi perso la propria natura vincolante. Hanno inoltre lamentato il difetto di motivazione, per l’omessa indicazione delle concrete ragioni di incompatibilità paesaggistica delle opere con il contesto tutelato, nonché l’assenza di un’autonoma valutazione comunale della compatibilità paesaggistica e lo svolgimento di considerazioni di carattere urbanistico estranee alla competenza paesaggistica.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso in via assorbente per il primo motivo. Dalla sequenza procedimentale è risultato che il Comune aveva trasmesso alla Soprintendenza la documentazione il 12 febbraio 2013, unitamente a una proposta favorevole, mentre il parere negativo della Soprintendenza era stato adottato soltanto con nota del 7 febbraio 2014, dunque oltre il termine di 45 giorni stabilito dall’art. 146, comma 8, del d.lgs. 42/2004. Il parere tardivo non aveva quindi natura vincolante. Il Comune, quale amministrazione competente all’adozione del provvedimento finale, avrebbe dovuto svolgere un’autonoma valutazione della compatibilità paesaggistica dell’intervento, potendo eventualmente recepire le ragioni della Soprintendenza solo all’esito di una propria motivata valutazione. È invece illegittimo il diniego che dichiari di dover provvedere automaticamente in conformità al parere tardivo, senza considerare la perdita della sua vincolatività. Il provvedimento impugnato è stato pertanto annullato, con salvezza degli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione. Le ulteriori censure sono state assorbite e le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 32 l. 47/1985

    Costituisce la base normativa della richiesta di autorizzazione paesaggistica connessa all’istanza di condono edilizio.

  • art. 146, comma 8, d.lgs. 42/2004

    Il soprintendente rende il parere di cui al comma 5, limitatamente alla compatibilità paesaggistica del progettato intervento nel suo complesso ed alla conformità dello stesso alle disposizioni contenute nel piano paesaggistico ovvero alla specifica disciplina di cui all'articolo 140, comma 2, entro il termine di quarantacinque giorni dalla ricezione degli atti. [...] Entro venti giorni dalla ricezione del parere, l’amministrazione provvede in conformità.

    Il parere della Soprintendenza è vincolante per l’amministrazione procedente se reso entro il termine di 45 giorni; se adottato tardivamente, perde la propria vincolatività e l’amministrazione deve svolgere un’autonoma valutazione della compatibilità paesaggistica.

  • art. 146, comma 9, d.lgs. 42/2004

    Decorsi inutilmente sessanta giorni dalla ricezione degli atti da parte del soprintendente senza che questi abbia reso il prescritto parere, l'amministrazione competente provvede comunque sulla domanda di autorizzazione.

    La disposizione conferma che, decorso il termine procedimentale senza parere, l’amministrazione competente deve comunque provvedere sulla domanda.

  • art. 167 d.lgs. 42/2004

    È richiamato quale fondamento dell’ordine di demolizione e remissione in pristino conseguente al diniego paesaggistico.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    È richiamato dall’art. 146, comma 8, in relazione al preavviso di provvedimento negativo comunicato dalla Soprintendenza.

Massime di principio

  • Il parere della Soprintendenza previsto dall’art. 146 del d.lgs. 42/2004 è vincolante per l’amministrazione procedente soltanto se adottato entro il termine di 45 giorni dalla ricezione degli atti.
  • Quando il parere della Soprintendenza è reso tardivamente, esso conserva valore istruttorio ma non vincola l’amministrazione competente all’adozione del provvedimento finale.
  • In presenza di un parere paesaggistico tardivo, l’amministrazione procedente deve svolgere un’autonoma e motivata valutazione della compatibilità dell’intervento con i valori paesaggistici tutelati; non può limitarsi a recepire acriticamente il parere come se fosse ancora vincolante.
  • L’annullamento del diniego fondato esclusivamente sul recepimento automatico di un parere soprintendizio tardivo non impedisce all’amministrazione di riesercitare il potere, adottando ulteriori provvedimenti nel rispetto dell’obbligo di autonoma valutazione e motivazione.

Come è indicizzato

MaterieAutorizzazione paesaggisticaSanatoria paesaggisticaMotivazione del provvedimento
RamiBeni culturali e paesaggioProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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