Cassazione Penale, Sentenza n. 42124/2023 del 16/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
De Magistris è stato ritenuto responsabile del reato di diffamazione (art. 595 c.p.) per affermazioni rese nella trasmissione televisiva "Piazza pulita" del 9/03/2017, nelle quali, riferendosi al procedimento "Why not", denunciava di essere stato "scippato" dell'indagine da un "sistema criminale fatto di pezzi di politica, pezzi di magistratura, pezzi di istituzioni"; la parte civile Murone era stata individuata come destinario dell'invettiva per il suo ruolo e per la relazione che aveva contribuito all'avocazione del fascicolo. In primo e secondo grado erano intervenute varie pronunce (assoluzione/derubricazione e successivi annullamenti) che formavano il contesto fattuale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del De Magistris sul secondo motivo, ritenendo sussistente la causa di giustificazione del diritto di critica: pur riconoscendo che le espressioni erano forti e offensivamente percepibili, le ha considerate inerenti al tema trattato, proporzionate e giustificate dal contesto pubblico, dalla notorietà dell'interveniente e dalla rilevanza delle vicende giudiziarie collegate. Il primo motivo (contestazione dell'identificabilità del querelante) è stato invece respinto: dalla documentazione processuale e dalla sentenza del Tribunale di Salerno risultava ragionevolmente deducibile il coinvolgimento del Murone nell'avocazione. In conclusione la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio perché il fatto non costituisce reato. Il Pubblico Ministero generale aveva anch'egli chiesto l'annullamento senza rinvio.
Norme richiamate
Norma base della fattispecie di diffamazione; la Corte ha valutato la sussistenza dell'offesa ma ha ritenuto operante l'esimente del diritto di critica nel contesto pubblico e mediatico esaminato
Richiamato per spiegare la competenza territoriale della prima fase del processo (Tribunale di Salerno) e pertinenza dei fatti di pubblico dominio relativi al procedimento giudiziario
Sezioni Unite, sent. n. 37140 del 30/05/2001 (Galiero)
Principio applicato dalla Corte: nella valutazione della diffamazione va considerato il contesto generale, le caratteristiche dei soggetti e le vicende concrete; fondamentale per apprezzare il requisito della continenza e l'inerenza della critica
Cass. Sez. 5, n. 17243/2020 (Lunghini)
Conferma che termini anche offensivi possono rientrare nel diritto di critica se, nel complessivo contesto, assumono valore di giudizio critico e non gratuito insulto
Cass. Sez. 5, n. 39059/2019 (Fiorato)
Osservazione sulla evoluzione della sensibilità sociale: espressioni più aggressive possono essere ammissibili nel dibattito mediatico e politico, se coerenti con il contesto
Cass. Sez. 5, n. 19960/2019 (Giorgetti)
Afferma la necessità di ampia tutela del diritto di critica verso provvedimenti giudiziari e comportamenti dei magistrati; la continenza è superata solo da espressioni inutilmente umilianti
Cass. Sez. 5, n. 32027/2018 (Maffioletti)
Invita a valutare la pertinenza e proporzionalità dei toni usati rispetto al tema in discussione; toni aspri non escludono l'esimente se ricollegabili al fatto narrato
Massime di principio
- Il diritto di critica, specie in materia di provvedimenti giudiziari e temi di pubblico interesse, è tutelato ampiamente: espressioni forti possono essere giustificate se pertinenti al tema, proporzionate e inserite in un contesto pubblico rilevante.
- La "continuità verbale" (continuità/continente) va valutata contestualmente: non è un parametro assoluto ma dipende dalla notorietà dell'autore, dalla rilevanza pubblica della vicenda e dall'evoluzione della sensibilità sociale.
- Per la responsabilità per diffamazione è determinante che il destinatario dell'affermazione sia ragionevolmente identificabile sulla base di atti di pubblico dominio; se l'identificabilità è desumibile da documenti e sentenze pubbliche, la parte può essere considerata offesa.
- Collegare fatti personali a questioni di pubblico interesse (es. confronti tra procedure giudiziarie diverse) può rafforzare la ragione della critica: se però le affermazioni travalicano la critica e sono gratuiti attacchi personali inutilmente umilianti, l'esimente decade.
- In presenza di una causa di giustificazione riconosciuta (diritto di critica adeguatamente esercitato), la Corte può annullare la condanna senza rinvio quando non sussiste il reato; le conclusioni del Pubblico Ministero possono orientare ma la valutazione è giurisdizionale.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 16 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 41843/2023 del 16/10/2023
- Sentenza penale · 16 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 41844/2023 del 16/10/2023
- Sentenza penale · 16 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 41848/2023 del 16/10/2023
- Sentenza penale · 16 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 41849/2023 del 16/10/2023
- Sentenza penale · 16 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 41850/2023 del 16/10/2023
- Sentenza penale · 16 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 41851/2023 del 16/10/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →