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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41851/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che aveva riformato l'assoluzione pronunciata dal GUP e lo aveva condannato per il reato di illecita detenzione di cocaina già suddivisa in involucri. Il motivo principale dedotto è la violazione di legge e il vizio di motivazione: in particolare si è contestata la mancata osservanza dell'obbligo di motivazione "rafforzata" richiesto quando si riforma un'assoluzione, e si è ritenuta illogica e contraddittoria la valutazione sulla finalità di spaccio, sostenendo che gli elementi emersi indicavano invece uso personale della sostanza rinvenuta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi, affermando che la Corte d'Appello ha fornito la motivazione "rafforzata" richiesta e ha valutato in modo complessivo e coerente il compendio probatorio. La Cassazione ha confermato la valutazione di destinazione a cessione basata su più elementi (confezionamento in più involucri, numero di dosi superiore al fabbisogno personale, comportamento dell'imputato che si è disfatto della sostanza alla vista degli agenti, luogo noto per spaccio, spiegazione vaga e mancata prova di tossicodipendenza o di capacità reddituale adeguata). Ha quindi respinto il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73-bis

    art. 73-bis, comma primo, lett. a)

    La sentenza richiama che il superamento dei limiti tabellari non determina di per sé una presunzione automatica di destinazione allo spaccio; il dato quantitativo deve essere valutato unitamente ad altri elementi indicativi della finalità di cessione

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73 (comma primo-bis)

    art. 73, comma primo-bis, lett. a)

    Il possesso di quantità superiore ai limiti tabellari può concorrere, insieme ad altri elementi, a fondare la conclusione di detenzione ai fini di spaccio, ma non costituisce prova esclusiva e conclusiva

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (principio sulla motivazione rafforzata e valutazione complessiva)

    Sez. 6 - n. 51898 del 11/07/2019; Sez. 4, n. 24439 del 16/06/2021; Sez. 3, n. 46610 del 09/10/2014; Sez. 4, n. 7191/2018; Sez. 6, n. 44419/2008

    Quando la Corte d'appello riforma una sentenza di assoluzione è richiesta una motivazione "rafforzata" che spieghi perché la stessa prova assume diverso valore; inoltre la valutazione della destinazione della droga richiede un giudizio complessivo su confezionamento, numero di dosi, comportamento dell'imputato, luogo, e assenza di evidenze di uso personale o reddito sufficiente

Massime di principio

  • Se un giudice di secondo grado riforma un'assoluzione è obbligatoria una motivazione "rafforzata" che espliciti in modo compiuto le ragioni della diversa valutazione del medesimo materiale probatorio
  • Il solo superamento dei limiti tabellari non prova automaticamente lo spaccio: occorre valutare il quadro complessivo (confezionamento, numero di dosi, comportamento, luogo, spiegazioni dell'imputato, prova di tossicodipendenza o di redditi)
  • Elementi che rafforzano l'ipotesi di detenzione ai fini di spaccio: sostanza già suddivisa in più involucri, numero di dosi compatibile con cessione, comportamento di disfarsi della droga alla vista degli agenti, presenza in luogo noto per spaccio, versioni evasive dell'imputato, assenza di prova di uso personale o di reddito coerente con consumo
  • Per difendersi con efficacia in casi simili è utile documentare la propria situazione economica e lavorativa, fornire prove di uso personale (es. certificazioni mediche, testimonianze) e spiegazioni precise e verificabili sulla presenza nel luogo del rinvenimento
  • La valutazione del giudice deve essere globale e non "atomistica": singoli elementi possono non essere decisivi da soli, ma combinati possono legittimare la conclusione di detenzione ai fini di spaccio

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