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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34504/2022 del 19/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Galeazzi ha impugnato la sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta documentale (in qualità di amministratore unico de Le Nuove Tecnologie s.r.l.) deducendo: 1) vizio di motivazione per presunto travisamento da parte della Corte d'appello rispetto agli elementi valutati in primo grado; 2) violazione di legge e norme processuali perché la Corte avrebbe ritenuto che la difesa non avesse prodotto documenti attestanti l'inesigibilità dei crediti verso Rupolo Costruzioni s.r.l., trascurando che eventuali documenti avrebbero dovuto già essere nel compendio probatorio; inoltre contesta che la mancata azione sul credito verso Rupolo (società fallita due anni prima) non possa configurare bancarotta fraudolenta documentale, e chiede la riclassificazione della condotta come bancarotta documentale semplice alla luce dell'operato del commercialista; 3) censura per la negazione delle circostanze attenuanti generiche sostenendo che la Corte avrebbe fatto riferimento a una recidiva non contestata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la motivazione delle sentenze di merito (tribunale e Corte d'appello) costituisca una motivazione 'doppia conforme' e sia pertanto coerente e logica. Sulla base del quadro probatorio è emerso che la contabilità relativa al triennio 2011-2013 non è stata consegnata, e vi erano rilevanti crediti iscritti a bilancio al 31/12/2010 (in particolare verso Rupolo Costruzioni s.r.l., mai azionati né insinuati), il che ha portato la Corte di merito a ritenere la condotta fraudolenta diretta a occultare le posizioni attive e impedire l'accertamento patrimoniale. La responsabilità del legale rappresentante per la tenuta e conservazione della contabilità è stata ribadita anche in presenza di un professionista che aveva svolto attività fino al 2010. I motivi di ricorso sono stati considerati prevalentemente ricostruzioni alternative dei fatti, prive di elementi nuovi e meramente assertive; il motivo sulle attenuanti è risultato infondato poiché la Corte aveva comunque escluso la recidiva e motivato la valutazione dei precedenti. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La Cassazione è restia ad entrare nel merito di ricostruzioni alternative dei fatti quando la motivazione del giudice di merito è congruente e vi sia una doppia conforme (tribunale e Corte d'appello).
  • La mancanza o l'occultamento della documentazione contabile nel periodo antecedente o coincidente con il fallimento costituisce un forte indizio di condotta fraudolenta, specialmente se vi sono crediti rilevanti non azionati verso società correlate.
  • L'onere della tenuta e della conservazione della contabilità grava sul legale rappresentante anche se si avvale di un professionista: la presenza di un commercialista non esclude la responsabilità dell'amministratore.
  • Affermare l'inesigibilità di un credito o la sua irrilevanza senza produrre documentazione probatoria è insufficiente ad impattare la valutazione del giudice; le allegazioni meramente assertive non superano il vaglio di merito.
  • Per contestare la negazione delle circostanze attenuanti generiche è necessario dimostrare un errore di valutazione motivato dalla Corte di merito; semplici doglianze non sono idonee a ribaltare la decisione.
  • In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e a sanzioni pecuniarie previste dall'ordinamento (art. 616 c.p.p.).

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