Cassazione Penale, Sentenza n. 23146/2026 del 23/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso deduceva che la Corte d'appello aveva qualificato come "confisca diretta" la misura disposta sui conti correnti, depositi, titoli e altre disponibilità finanziarie riferite al ricorrente, mentre in realtà si trattava di una confisca di valore (confisca per equivalente). Poiché il reato tributario era stato dichiarato estinto per prescrizione, la confisca per equivalente doveva essere revocata. La Corte di cassazione ha ritenuto che, in mancanza della prova del nesso di derivazione causale tra le somme rinvenute nel patrimonio del ricorrente e il reato, la confisca di somme di denaro doveva essere qualificata come confisca per equivalente e quindi, trattandosi di reato estinto per prescrizione, revocata.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso in parte rilevante: ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla confisca delle somme di denaro giacenti su conti correnti, depositi, titoli e altre disponibilità finanziarie riconducibili al ricorrente, eliminando tale confisca. Restano implicitamente fuori dalla pronuncia eventuali altre statuizioni non interessate dall'annullamento (ad es. eventuale confisca diretta sulla società), ma la misura ablativa riferita al patrimonio personale del ricorrente è stata revocata.
Norme richiamate
art. 2 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Individua il reato tributario contestato (dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti); la pronuncia dichiara l'estinzione del reato per prescrizione ai sensi delle norme penali penali applicabili.
Quando è stata ordinata la confisca in casi particolari prevista dal primo comma dell'articolo 240-bis del codice penale e da altre disposizioni di legge o la confisca prevista dall'articolo 322 ter del codice penale, il giudice di appello o la corte di cassazione, nel dichiarare il reato estinto per prescrizione o per amnistia, decidono sull'impugnazione ai soli effetti della confisca, previo accertamento della responsabilità dell'imputato
La norma consente al giudice d'appello o alla Cassazione, in caso di estinzione del reato per prescrizione o amnistia, di decidere sull'impugnazione solo in relazione alla confisca per determinate ipotesi. La Corte ha ritenuto che questa norma non possa mantenere una confisca qualora essa sia in realtà una confisca per equivalente relativa a fatti anteriori alla sua entrata in vigore, salvo che sia configurabile la sua natura ripristinatoria secondo i criteri giurisprudenziali più recenti.
art. 240-bis cod. pen. e art. 322-ter cod. pen.
Richiamati come esempi di disposizioni che possono comportare confische 'particolari' richiamate dall'art. 578-bis; forniscono contesto alle ipotesi in cui la confisca può essere mantenuta nonostante l'estinzione del reato.
Sezioni Unite - pronunce rilevanti (es. Sez. U, n. 13783 del 26/09/2024 "Massini"; Sez. U, n. 4145 del 29/09/2022 "Esposito"; altre Sez. U citate)
La giurisprudenza di legittimità ha mutato il criterio di qualificazione della confisca delle somme di denaro: secondo le Massini la confisca di denaro è diretta solo se provato il nesso di derivazione causale dal reato; in assenza di tale prova, la confisca deve essere considerata per equivalente. Le Sezioni Unite del 2022 hanno inoltre precisato limiti di applicazione retroattiva dell'art. 578-bis.
art. 2 cod. pen.; art. 7 CEDU; art. 1 Prot. 1 CEDU
Riferimenti al principio di irretroattività della legge penale sfavorevole e ai principi europei sui diritti e proprietà, richiamati nella valutazione sull'applicabilità retroattiva di mutamenti interpretativi che peggiorino la posizione dell'imputato.
Massime di principio
- La confisca di somme di denaro va qualificata come 'diretta' solo se è provato il nesso causale che le collega al reato; in assenza di tale prova la confisca è di valore (per equivalente).
- Se il reato è estinto per prescrizione, una confisca qualificata come per equivalente deve essere revocata, salvo che non ricorrano specifiche condizioni di applicabilità di norme eccezionali o di criteri di retroattività favorevoli.
- Nei reati tributari il profitto (risparmio d'imposta) tipicamente si considera prodotto in capo alla persona giuridica che ha tratto vantaggio; l'ablazione di beni personali del legale rappresentante richiede presupposti diversi e, normalmente, la confisca sui beni personali è per equivalente.
- Dove sia in gioco la qualificazione della confisca (diretta vs per equivalente), la difesa deve sollecitare il giudice ad accertare e motivare il nesso di derivazione tra i beni e il reato; l'accertamento probatorio sul nesso è decisivo per la sorte della misura ablativa.
- Mutamenti giurisprudenziali rilevanti (Sezioni Unite) possono cambiare l'orientamento sul carattere ripristinatorio o sanzionatorio della confisca per equivalente; tuttavia l'applicabilità retroattiva di tali mutamenti è limitata dal principio di irretroattività in malam partem e da garanzie costituzionali ed europee.
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