Cassazione Penale, Sentenza n. 38132/2023 del 18/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza in quanto, secondo loro, la corte territoriale avrebbe erroneamente ritenuto sussistente il dolo specifico necessario per il reato di bancarotta fraudolenta preferenziale. Contestano l'assenza di prova della consapevolezza dello stato di insolvenza/dissesto, la non decisiva distanza temporale tra prime avvisaglie di crisi, messa in liquidazione e fallimento, e la correttezza/legittimità delle somme liquidate (45.000 euro a Longhi e 100.000 euro a Fabiano) che, a loro dire, erano congrue o riconducibili a causali legittime. Con un secondo motivo lamentano errore nella quantificazione della pena: la corte d'appello avrebbe superato il minimo edittale nonostante avesse ritenuto congrue le somme erogate.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha ritenuto che i motivi sollevati fossero manifestamente infondati o attinenti a questioni di merito non sindacabili in sede di legittimità. La Corte d'appello aveva fornito motivazione logica e congrua: la società era in condizione economicamente insostenibile (assemblea del 29/09/2014 con nomina del liquidatore), la difficoltà era nota già dal 2013 e confermata da un'analisi professionale estiva 2014 che suggeriva la liquidazione; tali elementi, collegati all'esperienza e al ruolo degli imputati, rendevano possibile inferire la consapevolezza dello stato di crisi e la volontà di procurarsi il pagamento prima che ciò divenisse impossibile. La Corte ha inoltre osservato che la congruità delle somme liquidate non esclude il reato di bancarotta preferenziale, poiché rileva l'alterazione dell'ordine legale di soddisfazione dei creditori. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Richiamato dal ricorrente nei motivi di impugnazione; dalla sentenza emerge che non è stata ritenuta fondata una lettura che escluda l'elemento soggettivo richiesto per il reato, pertanto la norma non è stata disapplicata.
art. 216, comma 3 legge fallimentare
art. 216, comma 3 legge fallimentare
Norma richiamata in relazione alla bancarotta fraudolenta preferenziale; la Corte ha ritenuto che fossero presenti gli estremi soggettivi e oggettivi del reato, con pagamenti effettuati in pregiudizio dei creditori e conoscenza della situazione di dissesto
art. 223 legge fallimentare
Richiamata tra le norme rilevanti per la fattispecie di bancarotta; la Corte ha valutato l'alterazione dell'ordine di soddisfazione dei creditori come elemento costitutivo della bancarotta preferenziale
Norma sulle modalità di determinazione della pena; la Corte ha ritenuto legittimo il superamento del minimo edittale tenuto conto della gravità del danno cagionato ai creditori, anche se le somme liquidate erano state valutate congrue rispetto all'attività svolta dagli imputati
Norma che autorizza la condanna per spese e il versamento a favore della Cassa delle ammende; la Corte ha applicato tale disposizione a carico dei ricorrenti al rigetto del ricorso
Giurisprudenza: Sez. 5, n. 54502 del 03/10/2018 (Raia)
Sez. 5, n. 54502 del 03/10/2018
Richiamata per precisare che il reato di bancarotta preferenziale si realizza con l'alterazione dell'ordine legale di soddisfazione dei creditori o con la minore percentuale riservata ai creditori a causa di pagamenti; tale principio è stato applicato alla fattispecie in esame
Massime di principio
- Le questioni relative alla consapevolezza dello stato di insolvenza/dissesto sono essenzialmente di fatto e vengono valutate dal giudice di merito; la Cassazione sindaca la correttezza della motivazione, non una rivalutazione libera delle prove.
- Indicatori oggettivi (assemblea di scioglimento, pareri professionali che suggeriscono la liquidazione, continuità nelle perdite o sovrastima di rimanenze) possono giustificare l'inferenza della conoscenza dello stato di crisi da parte di soci, amministratori o liquidatori.
- La congruità o la legittimità apparente delle somme corrisposte a soci/amministratori non esclude automaticamente il reato di bancarotta preferenziale: rileva l'effetto di tali pagamenti sull'ordine di soddisfazione dei creditori e sull'attivo disponibile in sede di fallimento.
- In sede di determinazione della pena il superamento del minimo edittale è legittimo se motivato dalla gravità del danno cagionato ai creditori; il fatto che importi liquidati appaiano congrui non impedisce la valutazione complessiva del danno patrimoniale subito dalla massa creditoria.
- Per difendersi efficacemente in casi simili è importante produrre elementi probatori concreti che escludano la conoscenza dello stato di crisi (comunicazioni tempestive, contabilità che dimostri solvibilità alla data dei pagamenti, motivazioni economiche documentate delle erogazioni) e mostrare che le operazioni avevano carattere di ordinary course of business o giustificato vincolo contrattuale.
- I ricorsi che ripropongono valutazioni alternative dei fatti o semplici critiche alle conclusioni del giudice di merito sono frequentemente dichiarati inammissibili in Cassazione se manca un profilo giuridico preciso e vulnerabile.
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