Cassazione Penale, Sentenza n. 37989/2023 del 18/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della ritenuta sussistenza dell'aggravante della "destrezza" (art. 625, comma 4, c.p.). Il ricorrente ha sostenuto che non vi è stato alcun comportamento attivo e specifico volto a creare l'occasione del furto: egli si sarebbe limitato ad approfittare di una distrazione della persona offesa (Valli Patrizia) e non avrebbe provocato la situazione che ha reso possibile il furto. La Corte territoriale aveva invece motivato la destrezza richiamando la rapidità dell'azione (apertura della portiera, afferrare la borsa e fuga in sella al ciclomotore).
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il motivo relativo alla sussistenza dell'aggravante della destrezza ritenendolo meritevole di accoglimento. Ha ritenuto che la motivazione della Corte d'appello fosse insufficiente e non conforme ai principi consolidati di legittimità: la mera repentina manovra non dimostra di per sé una condotta attiva idonea a creare o provocare l'occasione del furto. Ne è conseguita l'annullamento della sentenza impugnata limitatamente alla ritenuta aggravante della destrezza e il rinvio, sul punto, ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per nuova valutazione. La condanna per il furto in sé (artt. 624 e 625 c.p.) è rimasta confermata dai precedenti gradi di giudizio e non è stata annullata dalla Cassazione se non per l'aggravante.
Norme richiamate
Norma richiamata quale fattispecie base del reato di furto; la decisione conferma la condanna per il furto ma esamina separatamente l'eventuale aggravante
Codice penale, art. 625, comma 1, n. 4
art. 625, comma 1, n. 4, c.p. (aggravante della destrezza)
La Corte interpreta l'aggravante come richiedente una condotta caratterizzata da abilità, astuzia o avvedutezza che abbia creato, attenuato o eluso la sorveglianza del detentore; non è sufficiente il mero approfittare di una distrazione non provocata dall'agente
Sezioni Unite, n. 34090 del 27/4/2017, Quarticelli
Sez. U, n. 34090 del 27/4/2017 (Quarticelli), Rv. 270088-01
Giurisprudenza di legittimità che definisce i confini dell'aggravante della destrezza: sussiste quando l'agente pone in essere, prima o durante l'impossessamento, condotte con particolari abilità o astuzia idonee a sorprendere o eludere la sorveglianza; non sussiste quando l'agente si limita ad approfittare di situazioni non provocate
Sez. 4, n. 12176 del 27/2/2020, Tripolone
Sez. 4, n. 12176 del 27/2/2020 (Tripolone)
Conferma l'orientamento secondo cui la destrezza richiede condotte specifiche volte a creare o sfruttare in modo attivo l'occasione del reato, delimitando i casi in cui la rapidità o la circolarità dell'azione siano da sole idonee a integrare l'aggravante
Massime di principio
- L'aggravante della destrezza richiede una condotta attiva, specifica e causativa: l'agente deve aver posto in essere abilità, astuzia o manovre idonee a creare, attenuare o eludere la sorveglianza sulla cosa, non basta la semplice rapidità dell'azione.
- Il mero approfittare di una distrazione o di un temporaneo allontanamento della vittima, quando tale situazione non è stata provocata dall'agente, non integra automaticamente l'aggravante della destrezza.
- Nella valutazione dell'aggravante il giudice deve motivare in modo coerente e confrontarsi con la giurisprudenza consolidata: descrizioni generiche di 'repentinità' o 'rapidità' dell'azione non sono sufficienti senza elementi che mostrino comportamenti abilmente orientati a eludere la sorveglianza.
- In caso di motivazione insufficiente sulla destrezza, la Cassazione può annullare limitatamente all'aggravante e rinviare per un nuovo esame, mantenendo ferme le altre parti della sentenza se non viziate.
- Per la difesa, far emergere che l'occasione non è stata creata dall'agente e insistere sull'assenza di condotte astute può essere una linea efficace per escludere l'aggravante; per l'accusa è necessario provare elementi concreti di abilità o di condotte tese a eludere la sorveglianza.
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