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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28594/2024 del 16/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso articolava due motivi: 1) censura della condanna per peculato per vizio di motivazione e violazione di legge con riguardo al dolo e alla consapevolezza dell'altruità del denaro (asserto dallimputato come possibile res derelicta o res nullius, mancata prova che fosse patrimonio di Borriello, rilievo di presunte valorizzazioni errate di intercettazioni e dichiarazioni); 2) censura della condanna per accesso abusivo a sistema informatico (art. 615 ter c.p.) sostenendo lassenza di illecito allatto dellaccesso: laccesso sarebbe stato giustificato da prassi operative e linee guida antecedenti, mancando direttive che vietassero laccesso e, soprattutto, che al momento dei fatti (15/11/2016) la giurisprudenza favorevole allimputato (Sezioni unite Casani 2011) escludeva la rilevanza penale quando loperazione rientrava tra quelle autorizzate; si contestava inoltre lassenza del dolo o dello sviamento di potere.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo inammissibile e ha confermato la responsabilità per peculato accolta dalla Corte di appello, ricostruendo il quadro probatorio che indicava appropriazione consapevole del denaro appartenente a Borriello (dichiarazioni del collega Porcini, ammissione dellimputato di aver fatto una 'sciocchezza', restituzione del denaro). Il secondo motivo è stato invece ritenuto fondato: la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna per il reato di cui allart. 615 ter c.p., ritenendo che, alla data dei fatti (15/11/2016), vigeva il principio Casani (2011) secondo il quale laccesso abusivo si configura solo quando vengono violati i limiti oggettivi di accesso imposti dal titolare del sistema; poiché limputato aveva accesso legittimo e non aveva violato prescrizioni formali, al tempo la condotta non costituiva reato. Conseguentemente è stata eliminata la porzione di pena relativa a tale reato (20 giorni di reclusione).

Norme richiamate

  • art. 615 ter cod. pen.

    La Corte ricostruisce la fattispecie alla luce della giurisprudenza: in base alla sentenza Sezioni unite Casani (2011) lart. 615 ter integra il reato solo se viene violato il complesso delle prescrizioni che delimitano oggettivamente laccesso; successivamente la sentenza Savarese (2017) estese la nozione includendo labiuso della qualita di pubblico ufficiale e lo sviamento di potere. Per i fatti del 2016 la Corte applica il principio Casani, ritenendo non penalmente rilevante laccesso compiuto entro i limiti autorizzati.

  • Sentenza Sezioni unite Casani n. 4694 del 27/10/2011

    Stabiliva che laccesso abusivo è configurabile solo quando limitazione oggettiva dellaccesso venga violata; lo scopo soggettivo dellaccesso era ininfluente se loperazione rientrava tra quelle autorizzate.

  • Sentenza Sezioni unite Savarese n. 41210 del 18/05/2017

    Modificò linterpretazione precedente estendendo la rilevanza penale anche agli accessi compiuti da soggetti abilitati che abusino della propria qualita e si trattengano nel sistema per ragioni ontologicamente estranee alle funzioni, configurando quindi sviamento di potere.

  • art. 5 cod. pen. (principio di colpevolezza)

    Ricordato come principio fondamentale che richiede prevedibilita e conoscibilita del precetto; la Corte lo utilizza per valutare la prevedibilita del mutamento giurisprudenziale e leliminazione della responsabilita penale per fatti che, al momento, potevano essere ritenuti leciti.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 364 del 1998

    Richiamata per i principi sul ruolo della colpevolezza, lautonomia dellignoranza inevitabile della legge penale e la necessita di tutela dellaffidamento del soggetto circa la prevedibilita della rilevanza penale delle proprie condotte.

  • art. 618 cod. proc. pen. (comma 1-bis introdotto dalla legge 23 giugno 2017, n. 103)

    Citato nel ragionamento sul valore del precedente delle Sezioni unite e sul vincolo relativo creato dalla rimessione alla Sezioni unite per le Sezioni semplici della Cassazione; utile a spiegare la portata stabilizzante dei precedenti di Sezioni unite.

Massime di principio

  • Per fatti anteriori al mutamento giurisprudenziale bisogna verificare quale fosse lorientamento consolidato al momento del fatto: se unorientamento favorevole allimputato era stabile, il mutamento successivo non può normalmente retroattivamente trasformare in reato una condotta ritenuta lecita al momento del fatto.
  • In tema di accesso alle banche dati da parte di pubblici ufficiali, fino alla sentenza Savarese (2017) prevaleva linterpretazione Casani: rileva la violazione dei limiti oggettivi di accesso imposti dal titolare, non lo scopo soggettivo; dopo Savarese entra in gioco anche la nozione di abuso della qualita e sviamento di potere.
  • Nelle contestazioni per peculato occorre provare la consapevolezza dellaltruità del bene e lesistenza di un rapporto di possesso/diritto del terzo: la mera circumstantialità non esclude la responsabilità quando il quadro probatorio rende probabile la conoscenza della titolarità altrui.
  • La prevedibilità giurisprudenziale è elemento di garanzia: se linterpre- tazione che rende penalmente rilevante una condotta era al momento del fatto imprevedibile, può trovare applicazione una tutela dellaffidamento che esclude la colpevolezza.
  • Prassi operativa e direttive interne contano: in caso di accessi a banche dati, conservare e verificare lammissibilita in base a prassi, linee guida e disposizioni aziendali può essere decisivo per la valutazione della liceità dellaccesso.
  • Linee di condotta pratiche per situazioni analoghe: documentare sempre la finalità dellaccesso, verificare e rispettare le prescrizioni formali di accesso, chiedere chiarimenti o direttive scritte in presenza di dubbi interpretativi e valutare tempestivamente la consulenza legale quando vi siano rischi di indagine.

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