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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1025/2025 del 10/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Gardenal aveva ottenuto, con ordinanza del 21/05/2024, la sostituzione della pena (arrestate mesi 6 e ammenda poi convertita in ammenda di euro 6.000) con lavori di pubblica utilità ai sensi dell'art. 56-bis della legge n. 689/1981. Il GIP, con ordinanza del 07/06/2024, ha revocato quella sostituzione ritenendo che la fattispecie fosse rilevabile come reato disciplinato dall'art. 186 cod. strada, comma 9-bis (guida in stato di ebbrezza con incidente, con aggravante dell'art. 186 comma 2-bis), norma speciale che, a suo avviso, escluderebbe l'applicabilità della norma generale di conversione prevista dall'art. 20-bis del d.lgs. n. 150/2022 e dell'art. 56-bis della legge n. 689/1981. Gardenal ha ricorso per cassazione contestando la valorizzazione della specialità e sostenendo che l'art. 20-bis ammette pene sostitutive (tra cui il lavoro di pubblica utilità) e che non esisteva un'espressa esclusione per il caso valutato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nella parte utile: ha annullato senza rinvio l'ordinanza del GIP del 07/06/2024. La Corte ha ritenuto che il provvedimento di sostituzione della pena adottato ai sensi dell'art. 56-bis della legge n. 689/1981 avesse carattere definitivo e soggetto a impugnazione, perciò il giudice dell'esecuzione non poteva revocarlo in via generale in assenza di nuovi elementi o delle ipotesi tassative previste dall'art. 66 della legge n. 689/1981. La Corte ha inoltre evidenziato la distinzione tra il lavoro di pubblica utilità previsto dalla norma generale (art. 56-bis legge n. 689/1981) e la disciplina speciale del lavoro prevista dall'art. 186, comma 9-bis, cod. strada, senza però ritenere che tale distinzione legittimasse la revoca d'ufficio dell'ordinanza definitiva.

Norme richiamate

  • legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 56-bis

    Disciplina la pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità come strumento generale di conversione di pene brevi; nella fattispecie l'ordinanza di sostituzione era stata adottata ai sensi di questa norma e costituisce provvedimento definitivo soggetto a impugnazione.

  • d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (codice della strada), art. 186, comma 9-bis e comma 2-bis

    Prevede una disciplina specifica per la guida in stato di ebbrezza aggravata dall'aver causato un incidente; il lavoro di pubblica utilità previsto dall'art. 186 comma 9-bis è regolato sul modello dell'art. 54 d.lgs. n. 274/2000 ed è caratterizzato, secondo la motivazione richiamata, dalla funzione di pena principale e da modalità esecutive autonome.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, art. 20-bis

    Introduce una regola generale che richiama il Capo III della legge n. 689/1981 per le pene sostitutive della reclusione e dell'arresto; la Corte rileva che la norma generale opera "fatto salvo quanto previsto da particolari disposizioni di legge", ma non autorizza il giudice dell'esecuzione a revocare un provvedimento definitivo di sostituzione al di fuori dei casi legittimi.

  • d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 54

    Modello normativo cui si ispira, per le modalità esecutive, il lavoro di pubblica utilità previsto dall'art. 186 comma 9-bis; sottolinea la natura autonoma di quella specifica disciplina.

  • legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 66

    Stabilisce i casi tassativi in cui è ammessa la revoca della sostituzione della pena: la Corte afferma che la revoca del provvedimento di sostituzione può avvenire solo nei casi previsti da questa norma.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, art. 95

    Richiamato in relazione alla competenza transitoria/surrogatoria (menzionata nella motivazione) ma non muta il principio che l'ordinanza di sostituzione definitiva non può essere revocata dall'esecuzione se non nei casi di legge.

  • ordinamento penitenziario / art. 4-bis (citato a titolo comparativo)

    Richiamato dal ricorrente per indicare esclusioni specifiche previste in altre norme; la Corte non ritiene decisiva tale richiamo per la revoca del provvedimento definitivo.

Massime di principio

  • Un provvedimento definitivo di sostituzione della pena emesso ai sensi dell'art. 56-bis legge n. 689/1981 ha natura sostanzialmente equivalente a una sentenza e, una volta adottato, può essere revocato dal giudice dell'esecuzione solo nei casi tassativamente previsti dall'art. 66 della legge n. 689/1981 o se emergono nuovi elementi rilevanti.
  • La presenza di una disciplina speciale (es. art. 186 cod. strada) che regoli autonomamente il lavoro di pubblica utilità non autorizza automaticamente il giudice dell'esecuzione a revocare una precedente sostituzione concessa sulla base della normativa generale; la distinzione tra norme speciali e generali va valutata sul piano dell'applicabilità ma non può cancellare il giudicato o il provvedimento definitivo senza i presupposti di legge.
  • Se si ritiene che una sostituzione sia stata applicata erroneamente per contrasto con una norma speciale, la via corretta è l'impugnazione del provvedimento/decisione che ha disposto la sostituzione, non una semplice revoca d'ufficio in sede esecutiva, a meno che non sussistano le ipotesi previste dalla legge per la revoca.
  • Nel valutare l'applicabilità dell'art. 20-bis (d.lgs. n.150/2022) occorre verificare se la normativa speciale preveda espressamente esclusioni o una disciplina autonoma: la clausola "fatto salvo quanto previsto da particolari disposizioni di legge" lascia spazio alla prevalenza di norme speciali, ma non consente l'alterazione retroattiva di provvedimenti esecutivi definitivi.
  • Per chi ricorra a una pena sostitutiva è strategico predisporre l'impugnazione nei termini contro la decisione che ha disposto o rifiutato la sostituzione; il giudice dell'esecuzione può intervenire solo entro i limiti e le ipotesi stabilite dalla legge.

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