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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 989/2025 del 10/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione contro la conferma della condanna per reati connessi all'immigrazione clandestina (art. 12 T.U. immigrazione e concorso): il ricorrente denunciava (i) motivazione apparente e travisamento della prova da parte della Corte d'appello, con mancata risposta alle censure di appello e valutazione sommaria del materiale probatorio; in particolare contestava l'assenza di elementi specifici che dimostrassero il suo ruolo e il contributo causale, nonché la mancata verifica della capacita' aziendale ad assumere lavoratori; (ii) carenza di prova sulla circostanza aggravante del fine di profitto, sostenendo che la prova non dimostrava la soggettiva finalita' di trarre profitto personale; (iii) inesistenza di un concorso costituente cooperazione colposa/volontaria trattandosi di ruoli diversi, richiedendo comunque la riconsiderazione della partecipazione concorsuale e la conseguente esclusione o riduzione della circostanza aggravante.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo generico e aspecifico, privo di puntuale correlazione tra le censure e le motivazioni impugnate; ha richiamato la regola della doppia conforme, valutando congiuntamente le motivazioni di primo e secondo grado e confermando che le risultanze (intercettazioni, conversazioni, documentazione amministrativa, pagamenti) erano idonee a fondare la responsabilita' e la circostanza aggravante del profitto. Quanto al travisamento della prova, la Corte ha osservato che il ricorrente non ha dimostrato con specificita' che un dato probatorio nuovo fosse stato valutato per la prima volta in appello o che l'errore rendesse illogico l'intero ragionamento probatorio. Il secondo motivo e' stato ritenuto manifestamente infondato, avendo i giudici di merito dato spiegazioni ritenute non manifestamente illogiche circa la partecipazione e l'elemento soggettivo. Conseguentemente il ricorrente e' stato condannato alle spese e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice penale

    art. 81, comma 2; art. 110

    Norme richiamate per la disciplina del concorso di persone nel reato (art. 110) e della recidiva o altre circostanze determinanti la pena (art. 81 comma 2). La Corte ha valutato il contributo causale alla condotta collettiva alla luce di questi principi

  • D.lgs. n. 286/1998 (Testo unico sull'immigrazione)

    art. 12, comma 3 lett. a) e d), comma 3-ter lett. b), comma 5

    Norme che puniscono le condotte finalizzate all'ingresso nel territorio nazionale mediante assunzioni formalmente false e prevedono la circostanza aggravante del "fine di profitto" (comma 3-ter). La Corte ha ritenuto sussistente l'aggravante sulla base degli elementi indiziari raccolti

  • Codice di procedura penale

    art. 173 disp. att.; art. 591, comma 1, lett. c); art. 606, comma 1, lett. e); art. 614 e art. 611

    Art. 173 disp. att. citato in relazione ai limiti di devoluto; art. 591.1.c) per l'inammissibilita' dei ricorsi aspecifici; art. 606.1.e) relativo alla deduzione del travisamento della prova in cassazione (richiede specificita'); artt. 614 e 611 richiamati in relazione alle norme sulla dichiarazione di inammissibilita' e alla procedura per la trattazione orale (con riferimento alle modifiche legislative citate)

  • Norme emergenziali/di modifica procedurale

    art. 11, commi 2 e 3 del d.l. 29/06/2024, n. 89, convertito con legge 8/08/2024, n. 120

    Richiamate in relazione all'obbligo/formalita' per la richiesta di trattazione in pubblica udienza: la Procura generale aveva chiesto inammissibilita' per mancata richiesta di discussione orale nei termini di legge

  • Sentenza Corte costituzionale n. 186/2000

    sentenza n. 186 del 13/06/2000

    Riferimento per l'esclusione delle condizioni che giustificherebbero la non applicazione della misura pecuniaria a favore della Cassa delle ammende; la Corte di Cassazione ha ritenuto non sussistere tali condizioni

Massime di principio

  • In Cassazione i motivi devono essere specifici: la generica riproposizione dei motivi di appello senza riportare e collegare puntualmente le argomentazioni conduce a inammissibilita' per aspecificita' (art. 591 cod. proc. pen.)
  • In caso di doppia conforme (condanna in primo e secondo grado con motivazioni coerenti), le due sentenze possono essere lette congiuntamente formando un unico corpo decisionale; il ricorrente deve quindi aggredire entrambi i passaggi motivazionali per dimostrare un vizio manifesto
  • La censura di travisamento della prova in cassazione richiede indicazione specifica del dato probatorio travisato e dimostrazione che l'errore sarebbe decisivo e disarticolerebbe l'intero ragionamento probatorio (art. 606 cod. proc. pen.)
  • La circostanza aggravante del "fine di profitto" e' di natura soggettiva: per escluderla il ricorrente deve dimostrare l'assenza della finalita' profittevole ovvero che l'atto non avesse tale scopo, e deve farlo con elementi precisi; la mera contestazione generica non basta
  • L'adesione del difensore a uno sciopero/astensione non sospende automaticamente i termini o il procedimento in Cassazione quando si procede per via scritta; l'istanza di rinvio per astensione e' priva di effetti se non sussistono i presupposti per il rinvio dell'udienza pubblica
  • Le modifiche procedurali che richiedono la formale richiesta di trattazione orale (novelle legislative citate) possono essere motivo di declaratoria di inammissibilita' se la parte non rispetta i nuovi termini/formalita'

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