Cassazione Penale, Sentenza n. 26049/2023 del 16/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 14/10/2022 che aveva respinto l'istanza di applicazione della disciplina della continuazione tra vari reati di rapina contestati ad Andriulo: si censura violazione di legge e vizio di motivazione poiché, secondo il ricorrente, sussisterebbero indici di programmazione unitaria dei reati (vicinanza temporale, stessa compagine di complici, sette rapine in otto mesi) che avrebbero dovuto determinare il riconoscimento della continuazione
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto congrua la valutazione del giudice dell'esecuzione secondo cui mancavano gli indici di un'unica volizione o di un programma criminoso unitario tra i reati commessi in periodi e luoghi diversi (La Spezia vs Puglia), con differenze temporali anche superiori agli otto mesi, modalità diverse e complici non coincidenti. La Corte ha inoltre rilevato che un generico proposito di procurarsi denaro illecitamente non è sufficiente per configurare il "medesimo disegno criminoso" ex art. 81, comma 2, c.p., che richiede la programmazione delle linee essenziali dei reati successivi al momento del primo. Per effetto della decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p.
Norme richiamate
La norma richiede che al momento della commissione del primo reato i successivi siano stati programmati almeno nelle loro linee essenziali; la Corte ha ritenuto che nel caso concreto non ricorresse tale programmazione unitaria
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Prevede che, in caso di rigetto del ricorso, il ricorrente sia condannato al pagamento delle spese del procedimento; applicata per condannare Andriulo alle spese
Giurisprudenza: Sez. U, Sentenza n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo)
"al momento della commissione del primo reato, i successivi fossero stati programmati almeno nelle loro linee essenziali"
Richiamata dalla Corte quale principio secondo cui la mera finalità generica di procurare denaro non basta a configurare il medesimo disegno criminoso; occorre prova di una programmazione effettiva dei reati successivi
Massime di principio
- La sola vicinanza temporale tra reati non è sufficiente a fondare la continuazione: occorre dimostrare che i reati successivi fossero programmati, nelle linee essenziali, al momento del primo
- Fattori che avversano la continuazione: ampia distanza temporale e geografica tra gli episodi, modalità operative diverse e cambiamento dei complici
- Fattori che favoriscono la continuazione: omogeneità delle modalità operative, stessa compagine di complici, evidenze di un piano comune o di predisposizione preventiva (ruoli stabile, acquisizione preventiva di mezzi/strumenti, scelte logistiche concordate)
- Un proposito generico di ottenere denaro illecito è insufficiente: serve prova di una progettazione criminale concreta e riconoscibile nelle sue linee essenziali
- Il giudice dell'esecuzione valuta globalmente gli indici di unitarietà del disegno criminoso e il suo apprezzamento, se motivato e non manifestamente illogico, è difficilmente censurabile in sede di legittimità
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