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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3792/2025 del 29/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'opposizione al decreto di espulsione emesso dal Magistrato di Sorveglianza. Il ricorso contestava: 1) l'intempestività dell'opposizione ritenuta dal Tribunale perché i motivi erano pervenuti in cancelleria il 24/5/2024, oltre il termine di 10 giorni previsto dall'art. 16 T.U. immigrazione, nonostante la trasmissione telematica via PEC il 23/5/2024 a un indirizzo dell'Ufficio di Sorveglianza non competente; 2) la mancata notifica del decreto al difensore di fiducia (e la violazione degli obblighi di comunicazione previsti dall'art. 123 c.p.p.), con conseguente vizio di nullità e sospensione del decorso dei termini; 3) profili sostanziali e procedurali secondari: (a) la presunta cessazione della necessità dell'espulsione per esaurimento della pena; (b) la mancata traduzione del provvedimento in lingua a lui comprensibile e la violazione del diritto all'interprete.

La decisione

La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Sorveglianza di Catania per il prosieguo del procedimento. Ha ritenuto che l'opposizione avverso il decreto di espulsione sia soggetta alle regole generali delle impugnazioni e che l'atto depositato telematicamente nella cancelleria del giudice 'a quo' il 23/5/2024 rientrasse nel termine dei dieci giorni previsto dall'art. 16 D.Lgs. n. 286/1998. Sulla base di ciò, la declaratoria di intempestività era errata e le ulteriori censure (notifica al difensore, traduzione ecc.) restano assorbite o da valutare nel merito dal giudice di rinvio.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 286/1998 (Testo unico sull'immigrazione), art. 16

    L'opposizione avverso il decreto di espulsione è soggetta alle regole generali delle impugnazioni; il termine di dieci giorni va rispettato ma il deposito telematico nella cancelleria del giudice 'a quo' può essere considerato tempestivo se effettuato nei modi previsti dalla normativa sulle impugnazioni

  • Codice di procedura penale, art. 111-bis

    Regola le modalità di deposito telematico degli atti di impugnazione; il deposito telematico nei termini può valere ad ogni effetto utile

  • Codice di procedura penale, art. 582

    Stabilisce la regola generale che l'atto di impugnazione si presenta mediante deposito nella cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento ('a quo'), salvo diversa disposizione di legge

  • Codice di procedura penale, art. 123

    Prevede che le impugnazioni o dichiarazioni proposte dal detenuto tramite atto ricevuto dal direttore devono essere immediatamente comunicate anche al difensore nominato; la mancata comunicazione può incidere sull'efficacia dell'atto e sul decorso dei termini

  • Codice di procedura penale, art. 178

    Norma sulle nullità processuali invocata dal ricorrente in relazione all'omessa notifica al difensore; la Corte valuta la rilevanza della violazione ai fini del decorso dei termini

  • D.Lgs. n. 150/2022, art. 87-bis

    Riconosce valore legale al deposito degli atti di impugnazione a mezzo PEC; tale deposito è tempestivo se eseguito entro le 24:00 dell'ultimo giorno utile

  • Codice di procedura penale, art. 143

    Attribuisce il diritto all'interprete e alla traduzione degli atti; la mancata traduzione può compromettere le facoltà difensive e, in alcuni casi, determinare lo slittamento del decorso dei termini

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo, art. 6

    Principio del giusto processo e della piena effettività della difesa, richiamato in relazione alle garanzie procedurali (notifica, difensore, interpretazione/traduzione)

Massime di principio

  • L'opposizione al decreto di espulsione del magistrato di sorveglianza è soggetta alle regole generali delle impugnazioni: va presentata mediante deposito in cancelleria e, se effettuata telematicamente nei termini previsti, è tempestiva.
  • Il deposito telematico (PEC) nella cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento ('a quo') vale a fissare la tempestività se eseguito secondo le modalità normative (anche entro le 24:00 dell'ultimo giorno utile quando previsto dalla normativa telematica).
  • La notifica del decreto di espulsione al difensore di fiducia è rilevante: la mancata notificazione o la mancata comunicazione al difensore possono incidere sul decorso dei termini e sulle facoltà difensive, potendo rendere tempestiva un'opposizione altrimenti ritenuta tardiva.
  • Se la PEC o l'atto telematico è inviato a un ufficio non competente, conta la data in cui l'atto perviene effettivamente alla cancelleria competente; per evitare rischi è opportuno inviare anche all'ufficio indicato dalla legge e conservare ricevute e ricevute di consegna.
  • La mancata traduzione o l'assenza dell'interprete può ledere il diritto di difesa e, in situazioni analoghe, giustificare lo slittamento dei termini di impugnazione fino a quando l'imputato riceva gli atti in lingua a lui comprensibile.
  • In casi analoghi è consigliabile: (a) assicurare la notifica degli atti anche al difensore di fiducia e documentarne la ricezione; (b) depositare gli atti tempestivamente via PEC nella cancelleria competente; (c) se si verifica un errore di indirizzamento, attivare subito i rimedi documentali e segnalare la circostanza al giudice competente per salvaguardare la tempestività.

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