Cassazione Penale, Sentenza n. 10040/2024 del 08/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Kola Gezim ha impugnato in parte la condanna per furto in abitazione aggravato (contestando la responsabilita' e denunciando l'estinzione per prescrizione di alcuni capi: C, D, F) e ha chiesto l'eliminazione dell'aumento per continuazione. Beqiri Luan ha dedotto vizi di motivazione circa la responsabilita', ha censurato il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e la quantificazione della pena.
La decisione
Per Beqiri Luan: i primi due motivi sono stati dichiarati generici e inammissibili ai sensi dell'art. 581 c.p.p.; il terzo e il quarto motivo sono stati ritenuti manifestamente infondati. Il ricorso è dichiarato inammissibile e il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende. Per Kola Gezim: il primo motivo è stato ritenuto mera doglianza di fatto e inammissibile; il terzo/ultimo motivo (estinzione per prescrizione) è invece fondato per i capi di imputazione C, D, F, i quali si sono estinti per prescrizione in data 26/02/2023 trattandosi di tentati furti aggravati (termine massimo di prescrizione individuato in anni 8 e mesi 4). Di conseguenza la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente alla posizione di Kola per i capi C, D, F e ha eliminato la pena relativa all'aumento per continuazione (mesi 9 e multa di euro 600). Il resto del ricorso di Kola è dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
art. 581, comma 1, lett. c) c.p.p.
art. 581, comma 1, lett. c) c.p.p.
I motivi di ricorso contro la motivazione devono essere specifici e indicare gli elementi su cui si fonda la censura; la genericita' e la mancanza dei requisiti formali determinano l'inammissibilita' del ricorso.
La determinazione della pena, compresa la valutazione delle circostanze aggravanti e attenuanti e la fissazione della pena base, rientra nella discrezionalita' del giudice di merito purché esercitata nel rispetto dei principi enunciati da tali norme.
Norme sulla prescrizione (principio applicativo)
La prescrizione estingue il reato se il termine si è compiuto prima della pronuncia di condanna; una volta accertata l'estinzione, la sentenza va annullata per quella posizione, con conseguente eliminazione delle pene e dei maggiori per continuazione connessi ai reati estinti.
Principio giurisprudenziale sulla valutazione delle attenuanti generiche
Il giudice di merito non è tenuto a esaminare e menzionare tutti gli elementi favorevoli e sfavorevoli; è sufficiente che indichi quelli ritenuti decisivi o rilevanti per il rigetto delle attenuanti generiche.
Massime di principio
- Un motivo che censura la motivazione deve essere preciso e indicare in che punti e per quali elementi la motivazione sarebbe carente; altrimenti rischia di essere dichiarato inammissibile ai sensi dell'art. 581 c.p.p.
- La valutazione dell'eventuale riconoscimento delle attenuanti generiche e la quantificazione della pena sono ambiti di discrezionalità del giudice di merito; i rimedi in cassazione sono limitati se la motivazione non è manifestamente illogica.
- Quando si contesta la prescrizione bisogna verificare il dies a quo e il termine massimo applicabile al reato (anche tenendo conto della tentatività e delle aggravanti): se la prescrizione è maturata prima della sentenza impugnata i capi estinti devono essere annullati senza rinvio.
- Se la dichiarazione di prescrizione riguarda reati riuniti per continuazione, qualsiasi aumento di pena derivante dalla continuazione va eliminato se i reati che lo giustificano si estinguono per prescrizione.
- In caso di inammissibilità del ricorso per carenze formali il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e a sanzioni come il versamento alla cassa delle ammende.
Testo integrale
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