Cassazione Penale, Sentenza n. 49972/2023 del 15/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorsi contestavano, in sintesi: per Michele D'Agostino, la manifesta illogicità della motivazione riguardo alla valutazione della prova e alla credibilità della persona offesa (Mancinotti), l'erroneo utilizzo di elementi probatori acquisiti nei confronti del fratello Gino estesi a Michele, e il travisamento di intercettazioni e dichiarazioni a suo carico in relazione ai reati di usura e di esercizio abusivo dell'attività finanziaria; per Maurizio Diomedes, la carenza di motivazione circa l'elemento intenzionale del reato di riciclaggio: sosteneva che i versamenti e la negoziazione di assegni configurassero al più ricettazione e non riciclaggio, per importi modesti e senza consapevolezza della provenienza illecita.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili e li ha ritenuti manifestamente infondati. Ha confermato l'affermazione di responsabilità di Michele D'Agostino per il concorso nei reati di usura e di esercizio abusivo dell'attività finanziaria (capo 1 e 3), con riduzione della pena conseguente all'assoluzione dal reato estorsivo e revoca della pena accessoria dell'interdizione temporanea dai pubblici uffici. Ha confermato la responsabilità di Maurizio Diomedes per il reato di riciclaggio, riducendo la pena e revocando la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. Entrambi i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Richiamato per il principio sul concorso di persone nel reato: la volontà di concorrere può essere anche unilaterale (adesione istantanea o contributo materiale), non richiedendo necessariamente un accordo preventivo.
Norma relativa al reato di usura; la Corte ricorda che la riscossione degli interessi integra il momento di consumazione del delitto e che l'usura può avere consumazione protratta nel tempo.
Richiamato in relazione alla valutazione della prova; la Corte ha ritenuto corretta la ponderazione del compendio probatorio e ha escluso che fosse necessario un nuovo apprezzamento dei fatti in sede di legittimità.
Richiamato nei profili di concorso di persone: la partecipazione (concorso) è valutata anche alla luce della coscienza e volontà del contributo all'altrui condotta illecita.
Norma sul riciclaggio: la Corte ha confermato che il versamento e la monetizzazione di assegni di provenienza illecita, con contestuale emissione di fatture inesistenti e prelievo del corrispondente denaro, configura riciclaggio quando la condotta è idonea ad ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa e sussiste la consapevolezza della provenienza illecita.
Massime di principio
- Un ricorso che si limita a riproporre censure già esaminate e non affronta in modo specifico le motivazioni della corte di merito rischia l'inammissibilità.
- La credibilità della persona offesa può essere valorizzata anche se emergono integrazioni o lievi discrepanze successive, purché il quadro probatorio complessivo offra riscontri e coerenza.
- Nel concorso di persone non è necessaria l'esistenza di un accordo preventivo: è sufficiente la consapevolezza e la volontà di concorrere, anche se l'apporto è occasionale o marginale.
- Per distinguere riciclaggio da ricettazione si valuta sia l'elemento materiale (condotta idonea a ostacolare l'identificazione della provenienza) sia l'elemento soggettivo (dolo di ostacolare l'accertamento della provenienza illecita); versamenti e monetizzazione che sostituiscono titoli illeciti con denaro contante possono integrare il reato di riciclaggio se è dimostrabile la consapevolezza.
- Elementi di prova tecnici (videosorveglianza, intercettazioni, riscontri dichiarativi di più testi) possono legittimare una condanna anche per ruoli di supporto occasionale, se adeguatamente motivati dalla corte.
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