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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8894/2022 del 16/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 28/05/2021 che ha disposto la convalida dell'arresto di Francesco Tanzi per il reato di cui all'art. 385 c.p.; il ricorrente, tramite difensore, deduceva violazione dell'art. 381, comma 4, c.p.p. sostenendo che la misura non fosse adeguata alla gravità del fatto, di trovarsi nelle pertinenze della propria abitazione e che sussistesse una causa di giustificazione, anche putativa, consistita nel tentativo di salvare la nipote da un paventato pericolo alla sua persona.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile in quanto fondato su questioni di fatto (configurabilità del reato e circostanze di fatto dell'arresto) non sindacabili in sede di legittimità nel rito avverso la convalida dell'arresto. È richiamato il principio secondo cui contro la convalida dell'arresto sono deducibili solo vizi di illegittimità (es.: titolo del reato, sussistenza della flagranza, osservanza dei termini), mentre sono escluse questioni relative ai vizi di motivazione e al merito della responsabilità penale. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende. Decisione resa il 13/12/2021.

Norme richiamate

  • art. 385 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato contestato; la Corte ha ritenuto che la condotta contestata rientrasse nella fattispecie per la sorpresa del soggetto all'esterno dell'abitazione e delle sue pertinenze.

  • art. 381, comma 4, cod. proc. pen.

    La censura del ricorrente fondata su questo articolo (adeguatezza della misura) è stata considerata questione di fatto e dunque non esaminabile in sede di cassazione avverso la convalida dell'arresto.

  • D.L. 28/10/2020, n.137 conv. in legge 18/12/2020, n.176, art.23, commi 8 e 9

    Il procedimento è stato svolto ai sensi di queste disposizioni straordinarie/tempi Covid; la Corte ne rileva l'applicazione formale al caso, senza che ciò cambi il parametro di ammissibilità del ricorso in cassazione.

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 21771 del 18/05/2016 (Saluci)

    Principio consolidato secondo cui nel ricorso per cassazione contro la convalida dell'arresto sono esaminabili esclusivamente vizi di illegittimità e non questioni di fatto o vizi di motivazione attinenti alla responsabilità penale.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso la convalida dell'arresto è limitato a questioni di diritto: titolo del reato, sussistenza della flagranza e rispetto dei termini; questioni di fatto non sono sindacabili in questa sede.
  • Contestazioni basate su cause di giustificazione (anche putative) o sulla precisa collocazione personale rispetto all'abitazione e alle sue pertinenze devono essere trattate in sede di merito o nelle fasi istruttorie, non nel ricorso per cassazione contro la convalida.
  • Per aumentare le probabilità di ammissibilità, il difensore dovrebbe formulare i motivi in termini di illegittimità procedurale o di diritto (es.: difetto di titolo, violazione di norme processuali, vizi procedurali), evitando doglianze esclusivamente fattuali.
  • Proporre un ricorso manifestamente fondato su questioni di fatto espone il ricorrente al rischio di inammissibilità e alla condanna alle spese e a somme a favore della cassa delle ammende; valutare il rischio prima di impugnare.
  • Se l'obiettivo è far valere circostanze attenuanti o cause di giustificazione, occorre acquisire e presentare prove nella fase di merito (udienza di convalida, dibattimento o riesame) e richiedere che tali elementi siano specificamente valutati dal giudice competente.

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