Cassazione Penale, Sentenza n. 17532/2023 del 27/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente chiedeva il riconoscimento della continuazione ai sensi dell'art. 671 c.p.p. tra diverse sentenze irrevocabili (punti 1)-6)). La Corte territoriale riconosceva la continuazione solo tra i reati indicati nei punti 1), 3) e 5), escludendo il vincolo rispetto ai reati dei punti 2) e 6) per l'eterogeneità delle condotte e l'assenza di una preordinazione criminosa unitaria nonostante l'affiliazione del ricorrente al Clan Contini. In conseguenza di un riconoscimento parziale la pena veniva rideterminata a ventisette anni di reclusione. Cella impugnava chiedendo (i) che fosse riconosciuta l'unificazione sulla base della portata unificante dell'affiliazione 416-bis e (ii) che fosse ridotta o motivata meglio l'entità degli aumenti per i reati satellite, ritenuti eccessivi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato la censura relativa all'unificazione estesa: ha ritenuto corretta la valutazione della Corte territoriale che, valutando tempo, luogo e persone, ha escluso l'esistenza di un unico disegno criminoso collegante i reati dei punti 2) e 6) con quelli di 1), 3) e 5), non potendo la sola affiliazione al sodalizio sostituirsi all'accertamento della preordinazione. Ha invece accolto le censure sulla motivazione della quantificazione delle pene: la Corte di appello non ha adeguatamente motivato, per ciascun reato satellite, gli aumenti applicati. Per tale motivo la Cassazione ha annullato l'ordinanza limitatamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio e ha disposto il rinvio alla Corte di appello di Napoli per nuovo giudizio conforme ai principi esposti; il resto del ricorso è stato rigettato.
Norme richiamate
Regola la possibilità di riconoscere la continuazione in sede esecutiva tra condanne irrevocabili; in sede esecutiva il vincolo richiede accertamento dell'unitarietà del disegno criminoso, non deducibile automaticamente dalla sola affiliazione
Delitto di associazione di tipo mafioso: la condanna per 416-bis non è di per sé sufficiente a dimostrare la preordinazione di ogni reato commesso dall'affiliato e non può automaticamente giustificare l'unificazione delle pene per reati eterogenei
art. 81, comma secondo, cod. pen.
Disposizione sugli aumenti per i reati satellite nella continuazione: il giudice deve calcolare e motivare l'aumento distintamente per ciascun reato satellite
Parametri per la determinazione della pena (pena base e individuazione dei parametri aggravanti/attenuanti), richiamati per sottolineare il potere discrezionale del giudice ma anche l'obbligo di motivazione
Sez. 6, n. 51906 del 15/09/2017 (Carpentieri)
Giurisprudenza richiamata per affermare che, quando si invoca la continuazione con riferimento a reati collegati a un'organizzazione, occorre una specifica indagine sulla natura e operatività dei sodalizi e sulla continuità nel tempo per accertare l'unicità del momento deliberativo
Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)
«In tema di applicazione della disciplina del reato continuato in sede esecutiva, il giudice che, per il reato satellite, ritenga di applicare un aumento di pena prossimo alla pena irrogata dal giudice della cognizione, è tenuto a fornire specifica motivazione sulle ragioni dell'entità di detto aumento, atteso che il riconoscimento dello stesso»
Principio secondo cui il giudice dell'esecuzione deve motivare specificatamente l'entità degli aumenti per i reati satellite, specie se prossimi alla pena già irrogata
Sez. 1, n. 800 del 07/10/2020 (Bruzzaniti)
«...il giudice dell'esecuzione ... è tenuto a motivare, non solo in ordine all'individuazione della pena-base, ma anche in ordine all'entità dei singoli aumenti per i reati satellite ex art. 81, comma secondo, cod. pen., in modo da rendere possibile un controllo effettivo del percorso logico e giuridico...»
Conferma l'obbligo motivazionale puntuale sugli aumenti dei reati satellite affinché sia possibile il controllo giurisdizionale della determinazione della pena
Massime di principio
- L'affiliazione a un'associazione mafiosa (art. 416-bis) non basta di per sé a dimostrare l'unicità del disegno criminoso fra reati diversi: il giudice deve accertare la preordinazione e l'unitarietà in base a tempo, luogo, persone e concreta operatività dei sodalizi
- In sede esecutiva, quando si applica la continuazione, il giudice non solo deve individuare il reato più grave e la pena-base, ma deve motivare separatamente l'entità degli aumenti per ciascun reato satellite (soprattutto se tali aumenti si avvicinano alla pena già inflitta in sede di cognizione)
- La mera omogeneità tipologica delle condotte (es. reati collegati al mercato degli stupefacenti) non implica automaticamente la sussistenza della continuazione: è richiesta una specifica analisi della genesi e della connessione delle condotte
- L'insufficiente motivazione nella quantificazione degli aumenti per i reati satellite può determinare l'annullamento parziale e il rinvio per nuovo giudizio, pur mantenendo ferme le conclusioni sulla sussistenza o meno della continuazione
- Difesa e giudice devono documentare il percorso logico-giuridico: il potere discrezionale nella quantificazione delle pene esiste, ma è vincolato dall'obbligo di motivazione conforme ai parametri degli artt. 132-133 c.p. e alla giurisprudenza consolidata
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